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SPINEBIKE, un progetto ambizioso ed estremamente cool!

SPINEBIKE

Le e-bike stanno, con grande rapidità, entrando a far parte delle nostre vite. Soprattutto in determinate città, l’utilizzo della bicicletta elettrica è diventato il modo migliore per spostarsi, sia nel tragitto da casa al lavoro, che per essere puntuale tra un appuntamento e l’altro.

E può essere addirittura conveniente! SPINEBIKE, start-up milanese dalla mission fortemente innovativa, per prima, ha sviluppato un sistema digitale che “paga chi pedala” e un meccanismo intelligente di condivisione della propria ebike. Una sorta di green revolution nell’ambito della mobilità urbana, che ora diventa sempre più sostenibile. Ma non solo: SPINEBIKE vuole diventare anche un brand iconico nell’ambito del lifestyle e della moda, in tal senso si comprende la partecipazione al recente Pitti Uomo e a partnership di altissimo livello come quelle con il brand Armata di Mare. Tra i vantaggi nell’utilizzo di una e-bike, vi è quello di non modificare il proprio outfit, indossato quotidianamente per andare al lavoro, raggiungere i propri amici per cena o dedicarsi alle attività del tempo libero. Le ebike SPINE rappresentano la perfetta combinazione per gli urban commuters che desiderano spostarsi all’aria aperta, contribuendo alla difesa dell’ambiente, senza rinunciare al proprio look e al desiderio di sentirsi unici.

Uno stile inconfondibile

Le SPINBIKE si distinguono per il loro stile inconfondibile e per i loro modelli ispirati ad alcune tra le zone più dinamiche e underground di Milano e Barcellona: le due città, culla di questa innovativo progetto, hanno in comune la voglia di innovarsi e di evolvere la propria immagine alla ricerca di elementi stilistici nel proprio tessuto urbano. Il marchio SPINE si propone di andare oltre il concetto di mobilità sostenibile, in cui la bicicletta elettrica non è solo un mezzo di trasporto a impatto zero. L’ebike è pratica e non convenzionale, coniuga lo stile street e cool e rispecchia la nuova tendenza “gorpcore”, descritta recentemente dal New York Magazine, che si fonda sull’utilità e sulle funzioni dei capi d’abbigliamento, adattandoli alla vita in città grazie al mix tra design, tecnica ed eleganza.

Da dove nasce il progetto?

L’idea prende il via nel 2016 nel cuore di una città metropolitana in cui affiora ogni giorno il bisogno di condivisione e di socialità e la ricerca di nuovi stili di vita sostenibili, eco-friendly e rivolti al benessere. SPINEBIKE, è una start up che si occupa di individuare e proporre nuove soluzioni per la mobilità elettrica con un approccio innovativo, smart, social e ispirato ai valori della sharing economy. Proprietaria del brand SPINE e ideatrice di SPINECOIN, l’applicazione disponibile per qualsiasi device su Google Play e App Store. “L’idea di SPINEBIKE nasce dalle risposte che abbiamo dato a due domande: ‘come muoversi nel traffico più velocemente diminuendo le emissioni in atmosfera’ e ‘come incentivare la diffusione di un sistema di trasporto urbano sostenibile, rendendolo moderno e alla moda’. Per questo abbiamo ideato un progetto di mobilità urbana sostenibile con un impatto reale sulle città, coinvolgendo il maggior numero di stakeholder e rendendo i privati promotori dell’iniziativa. SPINEBIKE infatti si rivolge per la prima volta al settore privato come promotore di un circolo virtuoso con benefici sociali diretti; il meccanismo reward è facile, immediato, sicuro e ha benefici sia per l’utente che per i nostri partner”, dice Gabriele Pizzuti, socio e fondatore di SPINEBIKE. In pratica, Chi possiede o utilizza una SPINEBIKE può connetterla, tramite bluetooth, all’app spinecoin in due semplici passi, ed iniziare ad accumulare SPINECOIN (SC$) per ogni chilometro pedalato. L’utente potrà quindi scegliere di “spendere” gli SC$ presso i brand e gli store dei partner aderenti al network, visualizzabili nella sezione dedicata dell’app. Inoltre è possibile gestire il lucchetto intelligente e condividerlo con chi si vuole direttamente dal proprio smartphone. È iniziata una rivoluzione nel mondo della mobilità sostenibile?

 

Tratto da Uomo&Manager di Luglio-Agosto 2018

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