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Stiamo andando verso un… futuro da mutanti?

Nello scorso numero, abbiamo iniziato ad analizzare le profonde trasformazioni della nostra attuale fase economica e sociale. Ma c’è di più perché l’offerta sempre più ricca di opportunità tecnologiche e la globalizzazione delle informazioni pongono tutti noi nell’ansia e nell’inquietudine generate dalla necessità di adeguarsi continuamente alle mutazioni del contesto in cui viviamo.

Un’epoca in continua accelerazione che crea nuovi linguaggi, nuovi significati, nuovi mercati. Tutti fattori in grado di modificare (come in passato hanno fatto la scrittura e la stampa) i processi individuali e collettivi, le procedure mentali e la nostra capacità di accumulazione/innovazione scientifico-culturale.

Mente, corpo e tecnologia

Emerge con forza una nuova consapevolezza: l’importanza dell’ibridazione e del rapporto intimo che da sempre (fin dai tempi della prima ruota) esiste tra l’uomo, la cultura e la tecnologia. Il fatto stesso di svolgere attività produttive e sociali con sistemi 4.0 ci costringe a pensare ed agire attraverso un rapporto sempre più stretto con interfacce in grado di avvicinare mente e corpo alla tecnologia stessa.  Questa vicinanza, queste interazioni saranno sempre meno meccaniche e sempre più fluide e sensibili. Capacità di ragionamento in Rete e connettività pervasiva che si concretizzano attraverso l’accesso continuo e il network sharing. Con un corollario: alla fine le tecnologie più profonde sono quelle che scompaiono, quelle capaci di diventare trama del nostro tessuto di vita quotidiana fino a diventare praticamente invisibili e indistinguibili anche dal nostro corpo. La tecnologia invisibile è la vera, grande novità del nostro mondo insieme all’iper-connettività della mente in Rete. Adesso iniziamo a sapere come “servirci” del nostro cervello, sappiamo accelerare le nostre intelligenze, ci sono metodi per pensare più velocemente anche perché non pensiamo più individualmente ma collettivamente in Rete. La connettività è anche questo: far procedere insieme i pensieri in tempo reale, pensare più rapidamente in gruppo. 

Una nuova era evoluzionistica

Ed è proprio attraverso lo sviluppo di biotecnologie e nanotecnologie che si fa strada il primo gradino di una nuova era evoluzionistica post-darwiniana guidata dall’uomo contemporaneo. È il primo passo del salto di paradigma genetico: dall’Homo Sapiens Sapiens si va verso l’Homo 4.0, l’Homo Digitalis, passando attraverso una serie di fasi in cui saremo quasi tutti X-Man, mutanti.  Ecco perché possiamo solo immaginare il futuro: ci mancano ancora gli strumenti per una razionale comprensione. Una complessità generata dalla contaminazione reciproca che attraverserà grandi branche del sapere come le nanotecnologie, la robotica, le neuroscienze. Una contaminazione che, nell’orizzonte prossimo venturo, darà luogo a una potenziale mutazione dell’essere umano stesso che ci metterà di fronte a profondi cambiamenti della nostra identità. Sarà un viaggio non facile quello che stiamo per intraprendere. Un viaggio che, per essere compreso fino in fondo, ha bisogno di una prima consapevolezza: quella di vivere un profondo cambiamento di paradigma, non troppo diverso da quello provocato dalla rivoluzione copernicana. Ecco, siamo arrivati alla soglia del futuro. Nel prossimo numero proveremo ad attraversarla insieme…  

A cura di Angelo Deiana

Tratto da Uomo&Manager di Maggio 2018

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