Articoli

,

Consigli per la ripartenza del lavoro: i 5 consigli suggerimenti dei direttori del personale

La ripartenza parte anche dai consigli e dai suggerimenti dai professionisti del mondo del lavoro. Manager che vivono la quotidianità e si rendono conto con grande puntualità di quello che sta accadendo. Tra questi ci sono certamente i direttori del personale.

In occasione del 50º Congresso Nazionale dell’Aidp, l’associazione italiana per la direzione del personale, che ha deciso di porre al centro di questa edizione 2021, svoltasi in streaming a Torino dal 21 Aprile al 21 Maggio, il concetto di ripartenza, grazie ai contributi di centinaia di esperti e professionisti del mondo del lavoro coinvolti, è stato declinato in 13 worshop suddivisi per aree. 

“Il 50esimo congresso nazionale dell’Aidp, che si è svolto in una modalità inedita a causa della pandemia, è stata una straordinaria occasione di riflessione, condivisione delle esperienze e di idee di altissimo valore che ci hanno spinto a valorizzare quanto emerso e a proporre per la crescita del lavoro e delle imprese in Italia una nostra proposta articolata per la ripartenza del lavoro,– spiega Matilde Marandola, neo Presidente AIDP. È il concetto di ‘umanità’ il punto di partenza per organizzazioni inclusive, responsabili socialmente e sostenibili. Organizzazioni che mettano realmente al centro la persona e il suo benessere’.’

5 consigli dei direttori del personale per la ripartenza

I direttori del personale, hanno voluto esprimere la propria idea su quelli che dovrebbero essere i punti base per la ripartenza del lavoro proponendo 5 consigli e suggerimenti.

Lo smart working dopo l’emergenza: il modello ibrido

Dopo il massiccio e forzoso ricorso allo smart working in fase pandemica bisognerà capire come riorganizzarlo in un contesto di normalità e a seguito di un’analisi costi-benefici. Si va verso un modello ibrido con alternanza tra lavoro da remoto e in presenza. Un modello che coinvolgerà tutte le figure lavorative e professionali ad esclusione delle mansioni non “remotizzabili ’’

Per un’impresa resiliente

Usare il contratto collettivo di lavoro, ai vari livelli, per modellare una disciplina dei rapporti di lavoro secondo le esigenze aziendali; investire nella formazione permanente e continua del personale in percorsi di crescita e valorizzazione; organizzare l’impresa in senso orizzontale.

Le persone al centro dell’azienda

La riorganizzazione dell’azienda e del lavoro deve necessariamente partire dall’esigenza di mettere le persone e il loro benessere al centro. Allo scopo bisogna partire dal “basso” e ascoltare i suggerimenti provenienti dai lavoratori nella riprogettazione dei modelli organizzativi, semplificare la scala gerarchica, favorire la condivisione delle idee e valorizzare come priorità la dimensione umana del lavoro favorendo il benessere fisico ma anche psicologico dei dipendenti.

Potenziamento Welfare aziendale

Il ruolo integrativo dell’azienda nel nuovo modello di welfare community basato sempre di più sulla collaborazione tra pubblico e privato è decisivo soprattutto in considerazione dei nuovi bisogni sociali. Va potenziato lo strumento anche verso le nuove esigenza della mobilità sostenibile, l’aggiornamento di alcuni parametri come il concetto di famiglia, il sostegno ai servizi alla persona e l’innalzamento strutturale del tetto ai fringe benefit a 516 euro l’anno.

Allineamento delle competenze

Si rende necessario un programma di reskilling di ampia portata verso le nuove competenze della rivoluzione ibrida, ossia intelligenza artificiale con intelligenza umana, cyber e fisico, per superare il digital divide e favorire un reale processo di occupabilità e di sviluppo economico. Il 72% delle aziende dubita di aver le giuste competenze (Gartner 2019).

Vaccini in azienda: i direttori del personale sono abbastanza favorevoli, ma…

Vaccini in azienda? Perché no. Questo è il risultato di una survey condotta dall’AIDP, l’associazione dei direttori del personale.

Oltre il 55% dei direttori del personale ha comunicato la disponibilità a Confindustria ad attivare un centro vaccinale anti Covid-19 all’interno della propria azienda. Il 17% circa, invece, lo sta valutando mentre il 29% a risposto negativamente. Rispetto alla disponibilità più in generale ad attivare un centro vaccinale in azienda, il 50% dei direttori del personale ha risposto sì mentre il 40% lo sta valutando. 

Il risultato dello studio

Ben il 48% dei direttori del personale ha espresso la propria disponibilità e quella della loro azienda per i vaccini sia per i dipendenti che per i loro familiari, il 38% solo per i dipendenti, il 5% ha dato disponibilità anche per i dipendenti di altre aziende mentre per il 9,30% la disponibilità è per tutti i residenti del territorio.

Rispetto ai costi, il 48% sarebbe addirittura disposto a coprirli direttamente, oltre il 38% lo sta valutando e il restante 13% non è disponibile a sostenerli. Il 38% delle aziende ha già al suo interno una struttura, ambienti e percorsi adeguati a gestire il processo di vaccinazioni e il 42% lo sta valutando. Il 18% non è attrezzato da questo punto di vista. Il 19% dei direttori del personale, inoltre, si sta attivando per trovare strutture e ambienti da destinare alla gestione dei processi di vaccinazione all’esterno dell’azienda. Soluzione a cui sta pensando anche il 38% delle aziende.

Il 54% delle aziende ha già personale in grado di eseguire la vaccinazione all’interno delle aziende come medici competenti e infermieri mentre oltre il 16% lo sta valutando e il restante 29% non è attrezzato da questo punto di vista e il 39% ha già verificato la disponibilità del medico competente a somministrare il vaccino.

Le criticità

Sarebbe bello se non ci fossero criticità, ma determinati fattori non possono passare in secondo piano e devono essere tenuti in debita considerazione. Rispetto a quella del ruolo dell’azienda nella somministrazione dei vaccini per il 59% dei direttori del personale queste risiedono nella posizione espressa dal Garante, laddove afferma che il datore di lavoro non può per legge acquisire il nominativo dei lavoratori che intendono o si sono vaccinati, neanche per tramite del medico o con il loro esplicito consenso e di conseguenza, quindi, nell’organizzazione delle liste delle persone da vaccinare. Il 54% ha dichiarato che questa posizione del garante è un forte elemento di dissuasione ad organizzare le vaccinazioni in azienda. Per il 60% la criticità più evidente è la responsabilità in caso di reazione allergica. Anche in questo caso per una significativa platea di aziende, il 48%, questo è un elemento di forte dissuasione. Infine per il 53% circa esiste una difficoltà nella gestione e conservazione dei vaccini. 

“Il ruolo delle aziende e dei direttori del personale nella concreta disponibilità data nella gestione della campagna vaccinale evidenzia un elevato senso di responsabilità civile che mi preme sottolineare e che non è scontato, – spiega Isabella Covili Faggioli, Presidente AIDP -. Come emerge dai nostri dati c’è un’elevatissima percentuale di aziende già disponibili, e altre che arriveranno, che si sono messe a disposizione, facendosi carico anche dei costi connessi. Non solo, ma numerose aziende sono disponibili a vaccinare non solo le famiglie dei dipendenti, ma anche i dipendenti di altre aziende e tutte le persone del territorio di appartenenza. Ciò detto non vanno sottaciute anche le difficoltà che pur ci sono. Tra queste, seppur assolutamente legittime, le implicazioni dal punto di vista della privacy, come ribadito dal Garante, sono certamente un ostacolo che auspico vengano in qualche modo attenuate vista la straordinarietà del periodo storico che stiamo vivendo, unite anche a difficoltà logistiche e organizzative che andranno affrontate ”. 

,

Ricerca AIDP: l’intelligenza artificiale è realtà per la selezione di risorse umane

La notizia che Ikea farà condurre i colloqui di lavoro ad un robot, ha suscitato reazioni controverse. In più di un’occasione noi vi avevamo parlato di come i computer potrebbero presto prendere il posto degli umani. Ora, i risultati della ricerca AIDP sulla crescente diffusione della “robotizzazione” nelle attività di ricerca e selezione, lasciano ancora meno dubbi sulla forte accelerazione che questi metodi stanno subendo.

Continua a leggere

“Welfare Aziendale in Italia. Edizione 2017”: ecco la situazione!

Il Welfare in Italia è un argomento che interessa tutti. Tant’è che Welfare Company, società di QUI! Group specializzata in soluzioni di welfare aziendale e pubblico, ha commissionato la ricerca “Welfare Aziendale in Italia. Edizione 2017”, condotta dal Prof. Luca Pesenti, docente di Sistemi di Welfare Comparati dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, su un campione di HR manager di AIDP, Associazione Italiana Direzione Personale. Cosa è emerso?

Continua a leggere

Jobs Act, Voucher, Tutele Crescenti: cosa ne pensano i manager?

Jobs Act, Voucher, Tutele Crescenti: il mondo del lavoro è molto cambiato, anche e soprattutto per i liberi professionisti. Se ne parlerà lunedì 12 settembre al Campus Luigi Einaudi dell’Università degli Studi di Torino, in un confronto tra politici, esperti istituzionali e uomini d’impresa su Il lavoro nella stabilità: contratto a tutele crescenti vs voucher. Si tratta del secondo appuntamento del ciclo I pomeriggi del lavoro, promosso da AIDP-Associazione italiana per la direzione del personale insieme ad AReS (presieduta da Pier Paolo Baretta) e all’associazione Lavoro&Welfare (di cui è presidente Cesare Damiano).

Continua a leggere