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Conservare e smaltire pile usate e batterie scariche in azienda nel rispetto delle nuove normative ambientali

La rivoluzione ecologica avanza e, insieme ad essa, ci sono le sempre più stringenti normative per il sostegno ambientale nei confronti di aziende e singoli cittadini. Dal 2008 ad oggi si sono susseguite un numero di riforme tali da non rendere semplice lo stare al passo con i tempi. Uno degli argomenti più delicati è sicuramente quello dello smaltimento delle pile scariche, corpi classificati come potenzialmente inquinanti se trattati in modo errato. Di seguito è possibile trovare delle indicazioni su come gestire in tutta sicurezza la conservazione e lo smaltimento di batterie esauste.

La normativa su pile e batterie esauste

Ad oggi, la classificazione delle pile esauste si basa sulla distinzione fatta nel Decreto Legislativo del 20 novembre 2008 n.188, documento in cui vengono individuate tre tipologie principali:

  • Pile portatili: tutti quei corpi che sono sigillati e trasportabili a mano senza alcun tipo di complicazione. Fanno parte di questa categoria tutte quelle batterie che si utilizzano per elettrodomestici, telecomandi, o altri oggetti di uso domestico.
  • Pile industriali: strumenti utilizzati per produzione industriale e necessari per alimentare macchinari e veicoli elettrici.
  • Batterie dei veicoli: non hanno bisogno di molte presentazioni. Si tratta di quei corpi che alimentano l’impianto elettrico della macchina o di altri mezzi di locomozione.

La prima tipologia indicata è probabilmente quella con cui si ha a che fare più spesso nel corso della vita e sono proprio quelle su cui ci vogliamo concentrare con questo breve articolo. Secondo le nuove normative ambientali pubblicate dal Ministero della Transizione Ecologica, i produttori di pile o dei loro scarti si devono impegnare nel trovare delle soluzioni per la loro raccolta e smaltimento in modo del tutto gratuito per chi ne necessità in ambito lavorativo. In particolare, citando il decreto:

 “La raccolta separata è organizzata prevedendo che i distributori che forniscono nuove pile e accumulatori portatili pongano a disposizione del pubblico dei contenitori per il conferimento dei rifiuti di pile e accumulatori”

Sono quindi incluse non solo le attività che vendono pile per i consumatori ma anche tutte quelle attività che mettono a disposizione dei dipendenti apparecchi elettronici alimentati a batteria.

Smaltire batterie e accumulatori in azienda

Gli uffici risultano essere tra i più grandi produttori di batterie esauste in assoluto, quello che ci si aspetta dalla gestione aziendale è la raccolta in ambienti sicuri ed esclusivi per questo genere di rifiuti speciali e la loro consegna al personale predisposto per il successivo smaltimento. Questo significa dover fornire dei contenitori appositi in cui gettare esclusivamente batterie facenti parte di questa categoria, consegnare le pile alla ditta di pulizie colaboratrice o portare direttamente i rifiuti all’isola ecologica più vicina, luogo in cui poter trovare delle aree predisposte alla raccolta e allo smaltimento. Per fare questo è consigliabile quindi:

questi box devono infatti rispondere a degli standard di sicurezza specifici che possano garantire una raccolta rapida, pratica, capace di isolare i materiali di scarto dall’ambiente circostante e impedire l’accesso ai non addetti. Tra i materiali consigliabili per la selezione di questi oggetti c’è sicuramente l’acciaio zincato, materia che, oltre ad assicurare la massima capienza in minimi volumi, permette di isolare in modo efficace e sicuro ogni sostanza chimica che può fuoriuscire dalle batterie.

  • Nel caso in cui sia presente, prendere accordi con la ditta delle pulizie per la gestione dei rifiuti, il passaggio di consegna degli stessi seguito dal loro smaltimento a carico della ditta.
  • Il trasporto dei rifiuti preso luoghi predisposti nel caso in cui non ci sia una ditta di pulizie su cui fare affidamento. Questo significa, verosimilmente, selezionare un dipendente per la raccolta dei corpi e la loro consegna presso isole ecologiche o altri spazi dedicati.

Ci sono diverse soluzioni per la consegna in loco dei rifiuti accumulati. Ogni città o paese mette a disposizione sul proprio sito una mappa delle aree predisposte a questi fini. In generale le soluzioni maggiormente consigliate e più apprezzate sono indubbiamente:

  • L’isola ecologica, in questo caso è sempre bene parlare con il personale presente per identificare l’area corretta in cui riversare i propri rifiuti.
  • Punti di raccolta fisici presenti sulle strade più importanti di tutte le città, si tratta di enormi secchi metallici posti in prossimità delle aree più trafficate che consento l’accumulo di questi rifiuti in aree comuni.
  • Negozi autorizzati alla raccolta, si tratta nella maggior parte dei casi di supermercati o grandi rivenditori di pile o attrezzature elettroniche.