Articoli

,

Ad Angelo Deiana il premio “Uomini Illuminati” per il suo contributo alla valorizzazione delle donne nelle reti associative

È stato attribuito ieri ad Angelo Deiana, Presidente di Confassociazioni, “il premio Uomini Illuminati dagli Stati Generali delle Donne per il suo contributo scientifico e pragmatico alla parità di genere e alla valorizzazione delle donne nelle reti associative, non è solo un premio individuale ma la prova concreta che la parità non è un gesto simbolico, ma una leva strategica da perseguire per lo sviluppo economico e sociale del Paese. Un approccio pragmatico che la nostra Confederazione sostiene da sempre a tutti i livelli”.

Continua a leggere

Confassociazioni Svizzera da oggi diventa operativa. Ecco quali sono gli obiettivi

Confassociazioni ha annunciato quest’oggi che Confassociazioni Svizzera, nuovo hub internazionale della confederazione guidata dal Presidente Angelo Deiana, diventa operativo. L’annuncio è arrivato Stefano Ticozzelli, Presidente Confassociazioni Svizzera: “Diventa operativa Confassociazioni Svizzera, il nuovo hub internazionale di Confassociazioni per supportare il business di professionisti, manager e imprese”.

Continua a leggere

I 10 anni dell’associazione “Il Vaso di Pandora”

Un’associazione, facente parte della grande famiglia di Confassociazioni, ha festeggiato un compleanno molto particolare. 10 anni di vita e di attività per l’associazione “Il Vaso di Pandora”, rappresentano un traguardo davvero speciale. Guidata dalla sua Presidente Severina Bergamo, è ormai una presenza e riferimento importante del territorio pugliese e non solo, grazie al prodigio di generosità costante di una rete consolidata di numerose e prestigiose aziende “amiche”, che offrono gesti d’amore donando ognuna i loro prodotti alimentari.

Continua a leggere

Arriva Il Grande Gioco di Angelo Deiana: un libro che presenta gli scenari della trasformazione che stiamo vivendo

“Il Grande Gioco – Parte prima: la promessa”. È questa l’ultima opera letteraria di Angelo Deiana, Presidente di Confassociazioni e grande amico di Uomo&Manager.

Continua a leggere

Nasce Confassociazioni Bulgaria: ad annunciarlo è il presidente di Confassociazioni Angelo Deiana

La famiglia di Confassociazioni si allarga ed espande ancor di più (all’estero) i suoi confini. Angelo Deiana, presidente della confederazione delle associazioni professionali, ha annunciato oggi la nascita di Confassociazioni Bulgaria.

Continua a leggere

La rete di Confassociazioni si allarga: ecco Confassociazioni Australia!

Si allarga la rete di Confassociazioni. Nasce Confassociazioni Australia, nuova branch che va ad aggiungersi a quelle di Regno Unito, Spagna, Emirati Arabi Uniti, Stati Uniti e Canada, a consolidamento della rete internazionale.

Continua a leggere

Confassociazioni Professioni entra nell’elenco ministeriale tra le Forme aggregative delle associazioni professionali

È un periodo particolarmente importante per Confassociazioni. La rete delle reti, infatti, dopo aver annunciato l’iniziativa denominata Italia Competente, ha annunciato anche l’ufficializzazione dell’iscrizione di Confassociazioni Professioni nell’elenco ministeriale tra le Forme aggregative delle associazioni professionali, di cui all’art. 3 della legge n. 4/2013.

Continua a leggere
,

Italia Competente by Confassociazioni da oggi è operativa: ecco i progetti e gli obiettivi

Una piattaforma pensata per valorizzare le competenze di professionisti e manager che in qualche modo vogliono diventare “azionisti del Paese”. È questa l’ultima idea a cui ha dato vita Confassociazioni. Si chiama Italia Competente by Confassociazioni, un progetto importante che deve essere tenuto in grande considerazione da qui in avanti e che da oggi è operativo al 100%.

Continua a leggere

Sinteg compie 18 anni di attività e fa il punto sul lavoro fra presente e futuro

Sinteg compie 18 anni e diventa maggiorenne. Si è tenuta nei giorni scorsi l’assemblea in cui l’associazione, ora service provider dedicato alla fornitura di servizi, alla formazione e alla consulenza di chi svolge la professione di amministratore di condominio con serietà e competenza, ha voluto tracciare una linea con il passato e delineare i progetti per il futuro.

Continua a leggere

Nasce ITALIA COMPETENTE by CONFASSOCIAZIONI: ecco di cosa si tratta

In occasione della conferenza internazionale di Confassociazioni, che si è svolta il 15 dicembre nella Nuova Aula dei Gruppi Parlamentari, la Rete delle Reti ha voluto mettere in evidenza quanto di buono fatto nell’anno che sta per terminare e i grandi progetti per il 2023.

Come sempre, padrone di casa eccellente è stato il Presidente Angelo Deiana che orgogliosamente ha raccontato le novità in arrivo. “Con la Conferenza Internazionale ‘Transizione energetica e globalizzazione‘ abbiamo acceso i riflettori sul tema del momento e sul nuovo concetto di globalizzazione che ne consegue. Insieme a tutto l’Ufficio di Presidenza, ringrazio tutti i relatori a partire, soprattutto, da Elissa Golberg, Ambasciatrice del Canada presso la Repubblica Italiana, che ci ha onorato della sua preziosa presenza e con cui abbiamo festeggiato il 75° Anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Canada. Per continuare con Paolo Quattrocchi, Presidente Centro Studi Italia-Canada, Barbara De Donno, Segretario Generale ICC, International Chamber of Commerce Italia, Armando Melone, Capo del Team Politico della Rappresentanza della Commissione UE in Italia, Gianni Lattanzio, Presidente CONFASSOCIAZIONI International, Alberto Cirio, Presidente Regione Piemonte, Paolo Righi, Presidente Confassociazioni Real Estate, Mark Kirby, Senior Advisor Canadian Hydrogen and Fuel Cell Association, Raphael Lance, Head of Energy Transition Funds at MIROVA – NATIXIS IM, Hannelore Rocchio, Head of Energy Evolution Integrated Initiatives & Regulatory Activity, ENI, Carlo Zorzoli, Head of Business Development di ENEL Green Power, Domenico Maggi, Head of SNAM International and European Affairs, Francesco Lepre, Head of Division Energy Management & Trading DUFERCO Energia, Elena Lorenzini, Vice Capo di Gabinetto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Roberto Menotti, Direttore Aspenia online , Oscar Di Montigny, Top manager ed esperto di Mega Trends”.

Confassociazioni

Alla fine della conferenza si è poi svolta anche l’Assemblea Nazionale di Confassociazioni presso Palazzo Ferrajoli e che ha visto riconfermati all’unanimità sia il Presidente uscente, Angelo Deiana, che l’intero Ufficio di Presidenza costituito da Riccardo Alemanno, Vice Presidente Vicario, Franco Pagani, Vice Presidente Vicario Aggiunto, e Federica De Pasquale, Vice Presidente Nazionale con Delega alle Pari Opportunità.

Un’associazione in continua crescita che annovera tra le proprie fila ben 740 organizzazioni che riuniscono oltre 1 milione e 260mila iscritti tra professionisti, manager e imprese. Un sistema economico che complessivamente genera il 9% del PIL del Paese, il 21% se si considerano le aziende collegate.

Confassociazioni

Durante l’assemblea sono stati presentati i nuovi progetti di Confassociazioni. “La nostra #retedellereti – ha sottolineato Deiana – si allarga con la nascita di Confassociazioni Privacy e Cybersecurity con un team di altissimo livello fatto dal Presidente Marco Recchi, Francesco Rampone Vice Presidente con delega alla cybersecurity, Gianluca Di Ascenzo Vice Presidente con delega ai Consumatori, Alessandro Frillici Segretario Generale della branch. 

E con la creazione di Confassociazioni Energia e Sostenibilità che vedrà Antonio De Tata Presidente, Pietro Maria Putti Vice Presidente con delega all’Energia Nucleare, Luisa Melara Vice Presidente con delega all’Area Legale, Andrea Guazzi Vice Presidente con delega all’Idrogeno, Leonardo Iacovelli Vice Presidente con delega ai Rapporti, Pascal Di Nardo Segretario Generale. A tutto ciò sono aggiunte la nuova presidenza dell’Organismo Nazionale del Condominio affidata alla solida e intelligente guida della Vice Presidente Nazionale, Federica De Pasquale, la Presidenza di Confassociazioni Cultura Istruzione Università affidata ad Adriana BISIRRI e la Presidenza di Confassociazioni Servizi alla Persona affidata a Roberto Papa”.

Ma non è tutto: Confassociazioni, per bocca del suo presidente ha anche annunciato la nascita di un nuovo progetto davvero interessante. “Siamo ben consapevoli che è ora di passare ai fatti e definire alcuni punti fermi. Un compito difficile perché viviamo in un mondo imprevedibile, inatteso, incerto, fatto di crisi finanziarie, pandemia, guerre. Ma non impossibile soprattutto per chi ha le competenze applicate, il vero potere di questo millennio. Per questo, la vera novità organizzativa è la nascita di ITALIA COMPETENTE by CONFASSOCIAZIONI, una nuova piattaforma su cui trovare una rete di persone che trova nel ‘noi’ e nella ‘competenza’ la spinta forte per diventare ‘azionista’ del Paese”.

Quali leadership e quali competenze nel mercato del lavoro prossimo venturo?

Il mondo del presente e del futuro ci porta rapidamente nel mare aperto di un progresso evolutivo e tecnologico inarrestabile. Anche a causa della pandemia, stiamo entrando sempre più velocemente nell’era della sostituzione tecnologica, l’era in cui molti di noi saranno sostituiti da robot o algoritmi.

Certi settori e certi lavori stanno scomparendo, altre professioni si stanno espandendo e altre attività innovative, venute alla luce di recente, stanno per esplodere. Ma se le componenti e le forze che stanno ridisegnando l’economia si dispiegano a livello globale, i confini spaziali e temporali locali si scompongono e si ricompongono su nuove coordinate, si dissolvono e si moltiplicano nella sfera evolutiva del capitalismo intellettuale.

Perché non è affatto la stessa cosa lavorare in una fabbrica o in un centro di ricerca universitario. Ad essere comune è il tratto attorno a cui si organizza la nuova divisione del lavoro, ossia la finalizzazione del lavoro stesso alla produzione di saperi, all’innovazione permanente, ed alla valorizzazione dello sviluppo tecnologico. 

Ecco perché l’impatto del progresso tecnologico e dell’interdipendenza si dispiega a macchia di leopardo e a velocità diverse. Per alcuni luoghi, per alcune città con grandi “fabbriche” di saperi, la globalizzazione e la diffusione di nuove tecnologie produttive vogliono dire crescita nella domanda di lavoro, più produttività, più occupazione e redditi più alti. 

Per altri luoghi senza centri di produzione della conoscenza, globalizzazione e nuove tecnologie hanno l’effetto opposto: disoccupazione e salari in calo. Siamo di fronte ad una redistribuzione senza precedenti ed in progressiva accelerazione di lavoro, professioni, popolazione, ricchezza. E la causa è sempre la stessa: l’interdipendenza generata dalle reti, la stessa che ha alimentato l’era pandemica e che alimenta la guerra in corso.

Orizzonti che hanno bisogno di essere supportati da alcune riflessioni propedeutiche. La prima è quella per cui, mentre la produttività dei servizi locali resta tendenzialmente inalterata nel tempo (per fare il tassista si impiega la stessa quantità di lavoro che si impiegava nel 1950), nel settore dell’innovazione la produttività aumenta di anno in anno. 

È l’effetto a fionda delle super competenze, ovvero il fatto che attrarre un ingegnere informatico significa innescare un effetto moltiplicatore che aumenta i posti di lavoro ed i redditi di chi fornisce servizi locali (tassisti, barbieri ed altri servizi di prossimità spesso manuali). Il mercato del lavoro si evolve dunque verso una fortissima polarizzazione. Graficamente potremmo raffigurarla come una specie di clessidra: al vertice alto ci saranno le professioni eccellenti, i progettisti, i decisori, gli innovatori che saranno accompagnati, alla base, dai mestieri esecutivi, accuditivi, di cura, di assistenza, di ordinaria manutenzione. In mezzo, praticamente niente. La fine della classe media nei Paesi avanzati.

Sarà allora necessario puntare sulla competenza, sul Web, sulle lingue ma anche sulla manualità perché serviranno, a tutti i livelli, veri e propri risolutori della complessità e degli imprevisti. Come dire l’avvento della diversificazione e del problem solving, pratico o complesso che sia.

Il trend è sempre più chiaro anche in termini di leadership e management: professioni di alto livello cui sono collegati redditi di elevato standing sono sempre più connesse alla realizzazione di nuove idee, nuovo sapere e nuove tecnologie. E, in futuro, questo cambiamento continuerà, anzi accelererà, nonostante la battuta d’arresto pandemica. Il numero e la forza degli hub dell’innovazione di un Paese ne decreteranno la fortuna o il declino. Ecco perché le città con alte percentuali di lavoratori professionalmente forti diventeranno il centro del mondo. 

Non sarà sempre un passaggio lineare e senza problemi. Anzi ci saranno dei momenti dolorosi come quelli legati ai processi di sostituzione delle persone con procedure automatizzate. Anche le piramidi organizzative si appiattiranno progressivamente, come è già successo quando la digitalizzazione ha reso desuete molte figure professionali intermedie: i vertici della piramide potevano trasmettere gli ordini direttamente alla base senza doversi affidare a qualcuno che lo facesse per loro. 

Il futuro di ciascuno di noi è allora quello di aggiungere valore e professionalità al proprio lavoro, ovvero fare quello che i sistemi tecnologici non sono in grado di dare in termini di valore aggiunto. Problem solving complesso (competenze distintive) e soft skills (capacità relazionali). 

Il passaporto per esercitare leadership manageriale anche nel futuro prossimo venturo.

“Se volete prosperare in un mondo piatto, dovete capire che qualsiasi cosa si possa fare, sarà fatta, e molto più velocemente di quanto voi pensiate”

Thomas Friedman

A cura di Angelo Deiana

Siamo pronti al salto nel futuro?

Nei precedenti articoli, abbiamo provato a delineare un futuro straordinario ma, allo stesso tempo, incerto ed instabile. Un futuro basato sul complessivo potenziamento dell’agire umano: una memoria estesa dalla tecnologia, maggiore tempestività nel reperire informazioni e nella conseguente operatività, ubiquità virtuale di persone e reale di informazioni che ne aumenta la condivisione nel sistema, solo per citare alcuni benefici. 

D’altra parte, l’incertezza risiede proprio nel fatto che non è affatto chiaro come questi processi si diffonderanno a livello sociale, come saranno metabolizzati a livello etico, che impatto avranno a livello politico, militare, culturale, economico. E, soprattutto, come saranno accettati a livello individuale. 

Il tentativo di liberare l’intelligenza dai suoi limiti biologici e dalla contingenza del patrimonio genetico non è una violazione delle leggi della natura. Tutto il contrario. La creazione di vita ed intelligenza artificiale non è altro che un atto dell’evoluzione per mezzo del quale la natura governa sé stessa attraverso l’uomo. La natura sta per diventare conoscenza e la conoscenza sta per diventare natura e cultura. La differenza tra essere e pensare svanisce. Strano? Certo guardando al passato, ma forse vale la pena di provare.

Del resto, nonostante sia molto difficile da accettare, bisogna metabolizzare un concetto: non c’è una differenza assoluta tra la soggettività umana e quella delle macchine. Un software che apprende è una soggettività (relativa) come un’altra. Stiamo facendo un salto nell’universo profondo. La ridefinizione del patrimonio genetico pone problemi etici, sociali e antropologici difficili da risolvere in modo chiaro per tutti.

Come sarà allora il nostro futuro?

Una prima cosa è certa: gli studiosi di genetica dei nostri tempi non vogliono solo comprendere la natura, ma anche modificarla, influenzandone i meccanismi di sviluppo. Stiamo entrando in un’epoca caratterizzata dal mai visto, ossia da ciò che è radicalmente diverso. Laddove il termine radicale sottolinea la nuova origine che avrà necessariamente alla base l’elaborazione culturale di un pensiero nuovo sull’uomo e sul mondo.

D’altra parte, come non smetteremo mai di ripetere, l’essenza di questo scenario è tipica dell’uomo: rubare il fuoco agli Dei, insufflare vita nella materia inerte della macchina e conquistare l’immortalità è da sempre il nostro obiettivo. In ogni civiltà, in ogni epoca, non abbiamo dato pace agli Dei. Gli sforzi per trascendere le nostre origini iniziano nei tempi più primitivi. 

Il confine della mutazione definitiva è vicino: siamo sull’orlo di una metamorfosi di cui non sappiamo ancora misurare e comprendere né la direzione, né il senso. Se saremo veramente liberi nessuno potrà limitare questi comportamenti perché difficilmente sarà possibile tornare indietro dal punto di vista tecnologico e scientifico. D’altra parte, speriamo che nessuno voglia santificare e, dunque, “mummificare” i vecchi limiti. La lezione dell’evoluzione ci racconta che sarebbe comunque tempo sprecato per una battaglia persa in partenza. 

Il tratto fondante del pensiero filosofico-scientifico è un incessante viaggio di scoperta e di superamento: è per questo che ci sta (mediamente) simpatico Ulisse, l’uomo con la mente fantasiosa e colorata che stressa sempre i propri limiti e quelli del mondo. Una simpatia che fa parte del nostro DNA, da tempo immemorabile.

“Là dove cresce il pericolo, cresce anche ciò che salva”

Friedrich Hölderlin

A cura di Angelo Deiana