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L’impatto straordinario delle donne nell’economia globale

Siamo consapevoli che alcuni dei mattoncini elementari per la costruzione di un futuro sostenibile per tutti noi sono quelli della gestione saggia di energia, clima ed acqua. Ma non dobbiamo dimenticare che la vera rivoluzione prossima ventura sarà il crescente ruolo delle donne nell’economia e nella società globale

Molto è cambiato

I primi, importanti segnali sono già fra noi. Nel mondo di oggi, rispetto al passato, ci sono molte più donne con potere, denaro e lavoro retribuito, e queste tendenze hanno avuto un’accelerazione negli ultimi venti anni. Il numero di donne che occupano seggi in Parlamento, ad esempio, è attualmente del 50% superiore rispetto a dieci anni fa. I capi di stato donna sono in aumento, così come il numero di quelle che occupano alte cariche di governo, o posti di responsabilità nelle università e nelle aziende. In molti Paesi, il numero delle universitarie supera di gran lunga quello dei colleghi maschi. 

Ma non basta. Il progresso più significativo per le donne non si è verificato tra l’élite politica, imprenditoriale o universitaria. La trasformazione radicale è stata determinata dai milioni di donne che sono entrate a far parte della forza lavoro qualificata professionalmente nel corso degli ultimi decenni. L’aumento delle donne con un lavoro retribuito ha contribuito alla crescita dell’economia mondiale più ancora dell’incredibile sviluppo della Cina, o dell’introduzione delle nuove tecnologie. 

Dal 1970 ad oggi, due di ogni tre posti di lavoro creati nel mondo sono stati occupati da donne. In quasi tutti i Paesi la partecipazione dell’uomo nella forza lavoro è diminuita, mentre è aumentata quella delle donne. Le donne hanno sempre lavorato tanto ma in questo momento, per la prima volta nella Storia, una quantità senza precedenti di persone di sesso femminile riceve una retribuzione per farlo.

Un trend che deve migliorare ulteriormente

Ma questo, purtroppo, è un trend ovvero una mutazione ancora non definitiva. Le stesse statistiche positive mettono in luce una realtà ancora inammissibile: il progresso ha preso il sopravvento, ma le ingiustizie e la discriminazione verso le donne continuano a essere la norma. Le percentuali dei passi in avanti sono molto elevate perché si confrontano con numeri iniziali veramente molto bassi. Gli aspetti positivi sono che il numero di donne che occupano ruoli di alto livello cresce velocemente e che, oggi, anche le donne più povere hanno più opportunità di lavoro retribuito. 

In sintesi è vero che, nonostante i grandi progressi, ci sono tanti aspetti ancora negativi. Molti di più rispetto a quelli esistenti per gli uomini, laddove è tuttora enorme la sperequazione tra salari, opportunità, autorevolezza, accesso all’istruzione, alla salute e, nei Paesi più poveri, al cibo. Ma, nonostante la tragedia rappresentata da queste differenze tra uomini e donne e le sue potenti cause (politiche, economiche e culturali), la situazione sta però cambiando. Troppo lentamente, ma si sta evolvendo. 

Una vera (e importante) trasformazione in atto

Le forze a favore di questa trasformazione sono tanto varie quanto sorprendenti. Dalle analisi sull’impatto che l’interdipendenza globale ha avuto sulle donne in 130 Paesi negli ultimi 20 anni, emerge chiaramente che, nella maggior parte dei casi, la globalizzazione economica si associa a un miglioramento della situazione delle donne. Ecco perché la crescente femminilizzazione del lavoro e della società rappresenta uno dei maggiori cambiamenti attesi in futuro. Un numero sempre maggiore di donne vanta un’istruzione di grado superiore, in Francia come in Algeria, in Russia come in Grecia. 

Nel corso dei prossimi anni questa dinamica inciderà nettamente su tutte le realtà perché uno degli ambiti in cui l’approccio di uomini e donne risulta più diverso è proprio quello dell’assunzione dei rischi. Nel sistema si assisterà quindi a una massiccia compressione dei rischi, a seguito della sempre più frequente scalata delle gerarchie societarie da parte delle donne. 

In una situazione di variabili incerte e necessità di sistemi di sicurezza profonda, questi sviluppi potrebbero avere risvolti positivi in ambiti come la medicina, la finanza e il traffico dove i processi di assunzione e controllo del rischio sono fondamentali. E le donne, come dimostrano tutti i dati e tutte le ricerche, li sanno gestire meglio degli uomini. Molto meglio.

“In politica come nella vita se vuoi che qualcosa sia detto chiedi ad un uomo, se vuoi qualcosa sia fatto chiedi a una donna”

Margaret Tatcher

A cura di Angelo Deiana

8 marzo: brindano anche le donne manager. Ecco perché…

Nel giorno della Festa della Donna, non potevamo ignorare dei dati riguardo il mondo delle donne manager. Un numero particolarmente interessante è che nel 2016, ultimo dato disponibile Inps, le donne sono il 16,6% dei dirigenti privati, ma ben il 30,8% tra gli under 35 e il 28,2% tra gli under 40.

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