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Aprire una società a Dubai: Daniele Pescara rivela perché conviene

Sempre più imprenditori, italiani e non solo, stanno considerando l’idea di avviare un’attività nei Paesi del Golfo Persico, con particolare attenzione agli Emirati Arabi Uniti (UAE).

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Dubai 2024: Oxford Economics rivela previsioni economiche di successo

L’economia di Dubai ha sempre registrato ottimi risultati sempre crescenti, tanto da divenire il territorio più ambito e scelto per gli investitori di tutto il mondo. Con il nuovo anno appena cominciato, Oxford Economics pubblica le previsioni economiche dell’Emirato per il 2024: i dati confermano un PIL in rialzo per i prossimi 12 mesi.

Oxford Economics: nel 2024 il PIL di Dubai vola

Gli imprenditori di tutto il mondo bramano di investire a Dubai. I motivi sono molti e il primo tra questi è, certamente, la sua economia, sempre florida e promettente.

Così, con il nuovo anno appena inaugurato è arrivata la tanto attesa previsione di Oxford Economics sulla crescita del Prodotto Interno Lordo (PIL) degli Emirati Arabi Uniti.

Il gruppo leader nelle previsioni economiche globali e nell’analisi econometrica su scala mondiale, ha rivelato dati che parlano chiaro: il PIL di Dubai crescerà del 4,4% nel 2024.

Crescita economica di Dubai: unica certezza del 2024

La crescita di Dubai è parte di una tendenza positiva che si sta consolidando a Dubai, alimentata da diversi fattori chiave.

Il Governo di Dubai ha approvato un bilancio per l’anno fiscale 2024 di 79,1 miliardi di Dirham (Dh), sottolineando la crescita economica dell’emirato e rafforzando le sue ambizioni di stimolare la macroeconomia e sostenere gli obiettivi del Piano strategico di Dubai 2030 e dell’Agenda economica “D33”.

Il settore turistico è stato particolarmente vitale per la crescita economica di Dubai. Con iniziative come la Strategia Nazionale del Turismo, Dubai mira a diventare una delle principali destinazioni turistiche globali entro il 2031.

Il capo economista di Oxford Economics ha previsto che Dubai supererà i livelli di visitatori pre-pandemia entro la prima metà del 2023, con un aumento del 40% dei visitatori internazionali negli Emirati Arabi Uniti per l’anno in corso.

Gli UAE puntano alla diversificazione economica

Un altro aspetto importante è la diversificazione economica. In particolare, la produzione non petrolifera è prevista crescere del 4,2% nel 2023, grazie a strategie di diversificazione che includono lo sviluppo di alternative energetiche come l’idrogeno. L’Abu Dhabi National Oil Company (ADNOC) sta investendo nella produzione di petrolio e in nuove fonti energetiche, con l’obiettivo di raddoppiare la produzione entro il 2030. Queste misure sono in linea con la visione “Noi siamo gli Emirati 2031” e sono supportate da investimenti significativi in settori chiave come l’energia alternativa, il turismo, i servizi finanziari e l’high-tech.

Aprire una società a Dubai: tutti i vantaggi

Gli Emirati Arabi Uniti hanno introdotto programmi di visto innovativi e permesso la proprietà straniera al 100% delle aziende, oltre a stabilire nuovi accordi commerciali per attirare investimenti esteri. Dal punto di vista fiscale, poi, gli Emirati Arabi Uniti hanno mantenuto aliquote fiscali basse con esenzioni per varie entità, creando un ambiente imprenditoriale favorevole che supporta ulteriormente la crescita economica.

In considerazione delle prospettive economiche per Dubai nel 2024 estremamente positive, le quali riflettono una combinazione di politiche governative proattive, investimenti strategici e un ambiente favorevole agli affari, tutto il mondo vuole trasferirsi nell’Emirato.

Ciò posiziona Dubai e gli Emirati Arabi Uniti in una posizione forte per continuare il loro percorso di crescita e diversificazione economica nei prossimi anni. Ecco perché il numero di imprenditori, italiani e non solo, che scelgono di aprire una società a Dubai è sempre più grande: per farlo, tuttavia, è necessario affidarsi a chi conosce il mercato di riferimento, vivendo e operando direttamente dal territorio.

La Daniele Pescara Consultancy è l’azienda leader nel settore degli investimenti a Dubai: con la sua storia ultradecennale e il suo headquarter sito del prestigioso DIFC di Dubai, il team accompagna ogni giorno nuovi imprenditori decisi ad aprire una società a Dubai, con un servizio completo e puntuale.

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FenImprese Dubai: il ponte per le imprese italiane negli Emirati Arabi Uniti

Il 29 novembre 2023, nel cuore di Dubai, è stata fondata FenImprese Dubai, l’Associazione di Categoria all’avanguardia che rappresenta e tutela gli interessi degli imprenditori italiani negli Emirati Arabi Uniti.

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Dubai è la città leader mondiale per gli investimenti esteri greenfield

Dubai si conferma come la città leader mondiale per gli investimenti diretti esteri greenfield, secondo il rapporto “fDi Markets” del Financial Times. Nel 2022, l’Emirato ha registrato una crescita annua dell’89,5% nel totale dei progetti IDE annunciati e un aumento dell’80,3% nel capitale totale IDE.

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Mercato del lavoro 2023: da dipendenti a nomadi digitali a Dubai

Il mercato del lavoro italiano è stato colpito da un aumento significativo del numero di dimissioni dei dipendenti tra aprile e giugno 2021, che ha raggiunto quasi 500.000 persone, con un aumento del 37% rispetto ai tre mesi precedenti. Rispetto allo stesso trimestre del 2020, l’incremento è stato del 85%.

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Dubai esentasse? Ecco qualche indicazione utile

Tasse, tasse e ancora tasse. Gli imprenditori del 2023 sono ossessionati dal sistema fiscale italiano, che si fa sempre più pressante. Come far fronte a queste logiche impositive, che non lasciano respiro ai businessmen più affermati del nostro Paese? Una soluzione c’è e si chiama Dubai.

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Società offshore: una favola o un’opportunità di investimento?

Quando la maggior parte delle persone pensa ad una società offshore, si immagina affari loschi e valigie di denaro depositate e nascoste in qualche isola remota e sperduta nel mondo. Questo perché Hollywood e i media in generale lo hanno ritratto così, rendendo il concetto di società offshore profondamente incriminato e demonizzato. Questi canali di divulgazione hanno trovato, nel tempo, terreno fertile nel disinteresse dei consumatori in titoli speranzosi e promettenti sulle tecniche per l’apertura semplice e totalmente legale di attività commerciali, quando la verità è che questo è tutto ciò che l’apertura di una società offshore comporta davvero.

Cos’è una società offshore? Sfatiamo un mito

Quando si parla di società organizzate all’estero, è proprio il concetto di “offshore” a confondere e trarre in inganno le persone. L’immagine storica di queste realtà imprenditoriali, trasmessa ancora oggi dai media, vede protagonisti investitori e uomini d’affari coinvolti in attività illegali nascondere il proprio denaro in banche svizzere tramite conti bancari cifrati o anonimi. Eppure, contrariamente alle credenze popolari, operare tramite una società offshore è perfettamente legale.

Per definizione, infatti, una società offshore è un’entità legale che viene costituita oltre i confini della regione di residenza, cittadinanza o domicilio del suo reale beneficiario proprietario. Generalmente, queste società vengono formate in Paesi con giurisdizioni molto vantaggiose, che offrono una solida stabilità politica e finanziaria. Raccogliendo le proprie attività in uno Stato estero, una società offshore è esente dalla maggior parte delle tasse imposte nel Paese d’origine.

Aprire una società offshore: è conveniente?

Se non ci si lascia condizionare dai falsi miti legati alle attività offshore, queste possono essere di grande aiuto alla crescita di un’azienda. Spesso, infatti, l’intenzione di un business non è quella di aprire una società all’estero per evadere il fisco, che resta un’attività illegale in tutto il mondo, ma essa potrebbe essere interessata ad investimenti e al mercato del real estate o, semplicemente, desiderare un’attività fisica in un’altro Paese.

Una società offshore mette l’imprenditore in una posizione di comando, offrendogli la possibilità di decidere cosa sia meglio per il suo business e le sue attività e di mantenerne, a lungo andare, il controllo. Ciononostante, quest’organizzazione flessibile non dà il via libera ad attività scorrette e irregolari: ci sono importanti pratiche da eseguire e regole a cui attenersi. Allo stesso tempo, una società “oltremare” costituita in un determinato Paese può facilitare l’accesso a detrazioni fiscali, grazie ad una mole ridotta di scartoffie da presentare e, successivamente, archiviare.

Perché aprire una società offshore: i 3 motivi principali

Nella costituzione di una società offshore, si possono individuare tre principali motivazioni a favore: 

  • la tassazione vantaggiosa;
  • la protezione degli asset aziendali;
  • la possibilità di investire in attività all’estero.

Selezionare una giurisdizione dalla tassazione ridotta è, sicuramente, uno dei principali motivi che spingono sempre più imprenditori a intraprendere questo percorso; usare questo come unico e/o principale parametro nella scelta della sede per il proprio business, tuttavia, potrebbe non essere sufficiente. In passato, erano molti i Paradisi Fiscali in cui le aziende godevano di aliquote fino allo 0%, ma, con il tempo, queste località un tempo popolari sono diventate sempre meno attraenti, costringendo gli investitori a trasferire altrove i propri interessi. Ancora oggi, molte banche sono riluttanti all’idea di aprire conti correnti per società formate nei più noti e storici Paradisi Fiscali, principalmente a causa della loro mancata diligenza nel processo di formazione delle aziende e della potenziale reputazione negativa che potrebbe derivare dal lavorare con esse.

In secondo luogo, creando una società offshore è possibile aggiungere un ulteriore velo di protezione alle proprie risorse: questo aspetto è particolarmente importante in tutti quei Paesi in cui il contenzioso è comune.

Aprendo le porte a nuovi mercati ed opportunità, una società offshore permette di investire in numerose attività all’estero. Molti Paesi in tutto il mondo non consentono agli expat o alle società straniere di acquistare determinati beni come terreni e proprietà; una società registrata all’interno del Paese interessato ne permetterebbe, invece, l’acquisto. Se, infatti, l’acquisto di beni all’estero è un obiettivo chiave della società, è importante che questa rispetti la giurisdizione in un cui ha la propria sede, in quanto l’attività potrebbe aver bisogno di operare sotto un’entità specifica o di nominare un residente locale come direttore di suddetta società.

Questi, e molti altri, sono criteri che dovrebbero essere pianificati e discussi con un consulente preparato e professionale, che assicuri una struttura aziendale ottimale per evitare insidie e complicanze a lungo termine.

La sicurezza garantita da una società offshore

Il mondo del business offshore è in continua evoluzione. A differenza di qualche decennio fa, quello in cui viviamo ora è un mondo molto più trasparente e a norma di legge: tutto deve essere fatto e dichiarato alla luce del sole ed è per questo che la privacy e la riservatezza sui propri dati e sulle proprie attività sono aspetti sempre più difficili da ricercare e raggiungere. Sono molti i governi in tutto il mondo che rendono obbligatoria la condivisione dei registri societari, per loro volontà o spinti dalla pressione di Paesi con sistemi di tassazione più rigidi. Pur costituendo una società all’interno di un’altra già avviata, non è detto che ci si possa tutelare o nascondere molto a lungo: basta un nome o un parametro sospetto, infatti, per venire scoperti e trovati. Tenuto conto di questo aspetto, una società offshore può venire incontro alla necessità di mantenere una certa riservatezza, tutelando l’identità dell’attività e dei suoi dati confidenziali.

Società offshore negli Emirati Arabi Uniti: perché scegliere Dubai

Di fronte alla proposta sempre più estesa, oggi, contrariamente a quanto accadeva qualche decennio fa, ci si trova persino in difficoltà nella scelta della sede per il proprio business offshore. Sono molte le realtà aperte a questo tipo di business e che propongono delle soluzioni vantaggiose: una in particolare, prima fra tutte, è Dubai. Grazie all’internazionalizzazione dei suoi mercati, l’Emirato è riuscito, nel tempo, a coniugare molteplici gusti, arrivando ad offrire, oggi, una vasta selezione di opportunità d’investimento, tra cui l’apertura di società offshore.

Aprire il proprio business offshore proprio a Dubai è la scelta migliore per un investitore, sotto diversi punti di vista. L’Emirato offre, infatti, un’ampia gamma di vantaggi ad imprenditori e proprietari di grandi aziende, ma anche a holding companies e attività di consulenza, tra cui:

  • tasse minimizzate o nulle. Le società offshore a Dubai non sono tenute a pagare tasse sui propri profitti, tantomeno sulle vendite, le successioni o la proprietà. Questo è vantaggioso perché garantisce maggiori entrate da trattenere e reinvestire nell’attività;
  • conto bancario offshore. Questo aspetto dà la possibilità di aprire un conto corrente societario negli Emirati Arabi Uniti e di detenerlo in multivaluta;
  • espandere il proprio business a livello internazionale;
  • una base stabile. Dubai è rinomata per il suo status di luogo eccezionalmente saldo in termini economici, sociali e politici. Grazie al suo forte stato di diritto, la protezione dei beni è assicurata;
  • forti termini di riservatezza e privacy;
  • accesso a fondi e finanziamenti. Località molto rispettata, Dubai assicura più facilmente l’accesso a finanziamenti globali, rispetto ad altre giurisdizioni meno affidabili.

Nello specifico caso di Dubai, è importante prestare attenzione alla struttura di una società offshore, in quanto viene spesso confusa con le Free Zone Companies. Le società offshore si trovano legalmente al di fuori del confine nazionale; al contrario, seppur regolata da Autorità locali che spesso offrono normative più leggere ed esenzioni sulle tasse da versare, una Free Zone Company è situata legalmente e fiscalmente al suo interno.

I rischi di una società “oltremare”

Anche se il processo di apertura di una società offshore è legale al 100%, non è un percorso da intraprendere alla leggera. Soprattutto se si tratta di un Paese estero poco conosciuto, con una legislazione molto diversa da quella del Paese di provenienza, c’è il rischio di commettere gravi errori che potrebbero compromettere e bloccare l’apertura della società. Coloro che desiderano evadere le tasse a tutti i costi, inoltre, dovrebbero riflettere molto attentamente sul fatto che qualsiasi attività spinta da questo scopo è illegale, indipendentemente da dove ci si trovi nel mondo. 

Ecco perché è fondamentale affrontare questa operazione con serietà e affidarsi a professionisti accreditati nel settore. Con la sua Falcon Advice, Daniele Pescara assicura che questo non succeda. Grazie alla sua decennale esperienza nel settore, fornisce input aziendali strategici e tutte le soluzioni documentali legali, al fine di garantire un’incorporazione aziendale senza intoppi e senza rimpianti.

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Come scegliere il miglior consulente per gli investimenti esteri

Investire all’estero è diventata oggi una pratica molto diffusa. I migliori imprenditori sono alla ricerca di un territorio dove proteggere e ottimizzare il proprio business e i più oculati investitori non arrestano la frenetica scelta del luogo più vantaggioso dove riversare il proprio patrimonio.

Come fare, però, ad approcciare un mercato o un’economia esteri, lontani da noi e dalle nostre dinamiche? La soluzione è affidarsi a chi conosce la struttura della finanza locale abitando e operando direttamente dal luogo d’interesse.

Così, la figura del consulente finanziario o del tax advisor si è rapidamente diffusa e, diffondendosi tanto largamente, soprattutto, nel web, ha reso necessaria una drastica selezione del migliore tra tutti.

È fondamentale, dunque, mettersi nelle mani di professionisti seri e qualificati per evitare di incappare in spiacevoli situazioni o errori grossolani.

Quando si parla degli Emirati Arabi Uniti e, specificatamente, di Dubai, le cose si complicano ulteriormente: l’Emirato, infatti, rappresenta attualmente la meta più gettonata per gli investitori esteri di tutto il mondo che, nel 2022, l’hanno scelto prima di qualsiasi altro territorio per i loro affari.

Come fare, quindi, a distinguere i migliori consulenti? Ecco alcuni utilissimi consigli.

Dubai: il Paese più ambito per il business

Perché Dubai ha tanta forza attrattiva per gli investimenti esteri? I motivi sono più di uno.

Innanzitutto, l’Emirato è considerato un paradiso fiscale: infatti, le sue Free Zone, ovvero Zone di Libero Scambio, permettono alle società che stabiliscono in queste aree la loro sede, di non pagare le tasse. Infatti, le Free Zone costituiscono zone completamente defiscalizzate, in cui la tassazione è azzerata. Ecco, dunque, che qualsiasi imprenditore desidera costituire o trasferire nelle Free Zone la propria società.

Inoltre, la burocrazia a Dubai è assolutamente agevolata: tutte le procedure sono ben definite, stabilite nel dettaglio e non riservano sorprese.

Tuttavia, l’iter procedurale va conosciuto a fondo e trattato sin da subito con il giusto approccio e la adatta competenza. Pertanto, si rende necessaria l’assistenza di un consulente capace e in grado di fornire tutte le informazioni utili per il buon esito della procedura.

Come scegliere, allora, il miglior consulente per investire a Dubai? Gli aspetti da valutare sono diversi e tutti molto importanti: vediamoli uno ad uno.

Consulente Dubai: come scegliere il più professionale

Se si desidera affidare la propria pratica burocratica ad un professionista serio e preparato, è fondamentale porre sin da subito alcune domande al consulente per testare la sua professionalità.

Innanzitutto, va chiesto se il consulente è specificatamente esperto sul territorio, sulla legislazione e sulla fiscalità di Dubai: i paradisi fiscali sono molti, alcuni più e altri meno validi, ma Dubai è un caso a sé. La struttura dell’Emirato è molto particolare e in continua evoluzione: pertanto, solamente chi conosce a fondo questa zona può davvero fornire un valido supporto all’investitore.

Inoltre, è importante verificare che il consulente si occupi solamente di company set-up e, quindi, di costituzione e trasferimento di società. La maggior parte degli individui cui ci si imbatte nel web, si occupano di moltissime attività a Dubai: real estate, super car, eventi e molto altro! Solo chi si specializza in finanza internazionale può rappresentare un valido professionista.

Oltre a quanto già visto, poi, è fondamentale che il consulente metta nero su bianco in un preciso contratto alcuni essenziali aspetti del rapporto professionale: in particolare, deve elencare nel dettaglio tutti i servizi che propone e le tempistiche per adempierli.

Alla luce, infine, dell’alta probabilità di insuccesso dell’iter procedurale se assistiti da falsi competenti, l’investitore deve accertarsi che il consulente offra la garanzia “Soddisfatto o Rimborsato” su tutti i suoi servizi.

Il professionista di riferimento per gli italiani a Dubai è Daniele Pescara

Per poter investire all’estero con sicurezza e certezza di risultato l’unico modo, quindi, è affidarsi a chi si occupa solo di questo e lo fa da anni con professionalità e deontologia.

Il ponte per gli italiani a Dubai è Daniele Pescara, CEO di Falcon Advice che da oltre dieci anni si occupa proprio e solo di costituzioni e trasferimenti societari nonché di investimenti a Dubai. La sua clientela selezionata lo contatta quotidianamente tramite i suoi due uffici, quello in Italia, a Padova, e quello di Dubai, da cui opera direttamente. Pescara, infatti, abita stabilmente a Dubai e conosce il territorio e il mercato a 360 gradi.

La sua consulenza copre tutti gli aspetti relativi alla costituzione di un business a Dubai, alla normativa, alla fiscalità e alla burocrazia a ciò connesse.

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Estate 2022: la destinazione per turisti e investitori è Dubai

Quando si tratta di vacanze, ognuno ha le sue preferenze. Chi opta per il mare, chi per la montagna, chi per la città d’arte.

Qualcuno preferisce la vacanza relax, ad esempio rilassandosi in spa, qualcuno quella avventurosa, magari facendo un safari nel deserto, altri, invece, prediligono le città da visitare. C’è solamente un luogo che accontenta veramente tutti: Dubai!

Il trend per l’estate 2022, infatti, è unidirezionale: tutti, ma proprio tutti, pensando alle proprie ferie hanno anche solo pensato agli Emirati Arabi Uniti.

I Paesi del Golfo Persico, infatti, che hanno appena celebrato i loro primi 50 anni di storia, hanno costruito i loro territori sempre puntando all’eccellenza. E ci sono riusciti.

I loro servizi di altissima qualità, il lifestyle che offrono, il benessere diffuso che presentano alla comunità, li ha prestissimo fatti salire tra i big del mondo. Forse, anche superandoli.

Infatti, oggigiorno quando si tratta di innovazione, attenzione alla qualità della vita, istruzione ai massimi livelli, mercato del lavoro da urlo, moneta stabile e economia in costante crescita, c’è solo un luogo che soddisfa tutti questi requisiti: Dubai.

L’emirato, infatti, è divenuto l’hub finanziario più grande al mondo, tanto da attirare il maggior numero di investimenti esteri rispetto a qualsiasi altro Paese al mondo.

Questo perché Dubai non è solo supercar, lusso, bella vita, ma è anche paesaggi mozzafiato, costruzioni da Guinness World Record e, soprattutto, un Paradiso fiscale.

Perché? È presto detto! I vantaggi di vivere a Dubai sono molteplici, non solo per poter scoprire una città unica al mondo, grazie ai suoi tour da mille e una notte, una vita in grande stile, la conoscenza di tradizioni e riti unici al mondo, ma anche per i suoi grattacieli da Guinnes World Record, le isole artificiali più spettacolari del globo, un deserto che regala emozioni avvincenti, il lusso a portata di mano.

Ma c’è di più: quando si parla di Dubai, non ci si può fermare al turismo. Dubai è stata proclamata quest’anno come la meta più scelta per gli investitori di tutto il mondo, avendo registrato il più alto numero di investimenti esteri rispetto a qualsiasi altra città del globo.

La spiegazione è evidente: Dubai, grazie alla sua burocrazia agevole e alla fiscalità agevolata rappresenta oggi un vero e proprio e, attualmente, il più sicuro, Paradiso Fiscale esistente.

Poter approfittare dei vantaggi fiscali di Dubai è davvero semplice ma è fondamentale farsi assistere da un consulente serio e professionale.

Come scegliere il miglior consulente per gli investimenti?

Per poter investire all’estero con sicurezza e certezza di risultato l’unico modo è affidarsi a chi si occupa solo di questo e lo fa da anni con professionalità e deontologia.

Il ponte per gli italiani a Dubai è Daniele Pescara, CEO di Falcon Advice che da oltre dieci anni si occupa proprio e solo di costituzioni e trasferimenti societari nonché di investimenti a Dubai. La sua clientela selezionata lo contatta quotidianamente tramite i suoi due uffici, quello in Italia, a Padova, e quello di Dubai, da cui opera direttamente. Pescara, infatti, abita stabilmente a Dubai e conosce il territorio e il mercato a 360 gradi.

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Dubai: novità fiscali per il 2023

Dubai è noto in tutto il mondo, tra le altre cose, per essere il Paese dalla fiscalità azzerata: offre, infatti, la possibilità di costituire società in una delle sue Free Zone, aree defiscalizzate che permettono di dar vita a una società, di varia tipologia, a imposta assente. 

Tuttavia, una novità è in arrivo: il Ministero delle Finanze degli Emirati Arabi Uniti ha annunciato, infatti, che il governo degli UAE introdurrà un’imposta federale sugli utili delle imprese, che sarà effettiva per gli esercizi finanziari a partire dal 1° giugno 2023.

Tale misura riservata alle sole società allocate nel Mainland, rappresenta una vera rivoluzione nel sistema della fiscalità emiratina, che, comunque, non perde il suo aspetto vantaggioso.

“Così come esistono i paradisi fiscali, esistono gli inferni fiscali”, afferma Daniele Pescara, che da oltre dieci anni, alla guida della sua Falcon Advice costituisce società negli UAE per i suoi clienti, fungendo da ponte per gli imprenditori e gli investitori italiani, e non solo, a Dubai. “I vantaggi delle free zone di Dubai ci sono e resteranno tali: le società costituite o che vengono trasferite in queste zone franche godranno del completo beneficio fiscale”.

Il primato emiratino, che elegge gli UAE a vero paradiso fiscale, continua a non temere confronto: va specificato che saranno tassati gli utili delle imprese oltre i 375.000 Dirham (90.800 euro circa) al 9%, con un’aliquota che è e rimane la più bassa al mondo nelle imposte sulle società.

Nel dettaglio: rimarrà lo 0% per il reddito imponibile fino a AED 375.000; verrà introdotto il 9% per il reddito imponibile oltre a AED 375.000, nonché un’aliquota fiscale differente per le grandi multinazionali che rispondono a specifici criteri stabiliti con riferimento al “Pillar TWO” del Progetto dell’OCSE.

L’obiettivo finale di questa riforma è quello di soddisfare gli standard internazionali per la trasparenza fiscale, così da incoraggiare le imprese a consolidare ed ampliare le proprie attività nei Paesi del Golfo Persico.

L’imposta si applicherà senza differenziazione a tutte le tipologie di imprese e attività commerciali, ad esclusione dell’estrazione delle risorse naturali. Coinvolgerà enti e persone fisiche straniere che svolgono attività commerciali in modo continuativo e regolare presso gli Emirati Arabi Uniti.

“L’adeguamento di tassazione sulle società sarà competitivo e il migliore della categoria” ha assicurato il sottosegretario al Ministero delle Finanze Younis Haji Al Koori, che spiega inoltre come questa manovra riuscirà a rafforzare la posizione degli Emirati Arabi come hub leader a livello mondiale per le imprese e per gli investimenti. Lo stesso sottosegretario ha affermato che le norme sono volte a tutelare privati e startup, agevolando gli investimenti e la crescita interna, e per questo molto “generose”. Le imprese, poi, saranno incoraggiate a stabilire i propri business nel Paese, tenendo conto del fatto che gli incentivi fiscali nelle zone franche degli UAE rimarranno in vigore.

La nuova imposta, che prende il nome di “imposta sul reddito delle società” o “imposta sugli utili delle imprese” in altre giurisdizioni, si calcola sulla base del reddito netto oppure sul profitto delle diverse imprese. 

Il sistema fiscale delle società degli Emirati Arabi Uniti si baserà, dunque, sulla residenza, prevedendo la tassazione dei profitti mondiali delle imprese dei residenti nel loro territorio: i non residenti saranno tassati sul reddito d’impresa proveniente dagli EAU.

Precisamente, tutte le imprese degli Emirati Arabi Uniti saranno soggette alla nuova imposta sulle società, eccezion fatta, come detto precedentemente, per le società che operano nel settore dell’estrazione di risorse naturali.

È bene ribadire che tutte le società allocate nelle Free Zone di Dubai sono e resteranno completamente esentasse.

Ciò non toglie che tutte le società nelle Free Zone dovranno comunque seguire la procedura di registrazione e presentazione della dichiarazione dei redditi: la differenza sta nel fatto che il loro sistema di tassazione continuerà a seguire le agevolazioni e gli incentivi, se si rispettano i requisiti normativi e non conducendo affari con le società nel Mainland.

A presidiare il rispetto della nuova normativa fiscale opererà la Federal Tax Authority, l’autorità governativa responsabile dell’amministrazione, della raccolta e dell’applicazione della tassa in oggetto. Tuttavia, il Ministero delle Finanze rimarrà l’autorità governativa di controllo ai fini degli accordi bilaterali o multilaterali e dello scambio internazionale di informazioni a fini fiscali.

Sebbene, dunque, i più oculati imprenditori si siano originariamente rivolti a Dubai proprio per il suo sistema fiscale di favore, si trovano oggi a doversi districare tra procedure nuove e cambi di rotta: per farlo in sicurezza e trasparenza occorre l’aiuto di un consulente specializzato.

Daniele Pescara si distingue dalla massa dei consulenti di Dubai, grazie a un supporto tecnico bancario, e soprattutto per l’opportunità di usufruire della garanzia “soddisfatto o rimborsato”.

“Alcuni imprenditori, col tempo, si sono convinti a spostare i loro interessi nel Mainland, poiché la sede societaria nelle Free Zone non garantiva la possibilità di aprire un conto corrente nelle banche emiratine, rendendo, così, di fatto, la società una mera scatola vuota. Oggi, alla luce della nuova tassazione, il trend è decisamente cambiato: la maggior parte degli utenti, nonché il 90% dei miei stessi clienti chiede di aprire una società nelle Free Zone, per evitare il nuovo sistema impositivo. Tutto ciò, anche perché la mia clientela è rasserenata dai servizi fiscali annessi all’apertura della società che il mio Team propone all’interno del pacchetto: grazie all’accreditamento della Falcon Advice, infatti, presso i più importanti Istituti di Credito di Dubai, il mio servizio presenta la garanzia soddisfatto o rimborsato”.

Il finanziere veneto, vivendo direttamente a Dubai e operando proprio dal suo ufficio sul territorio, garantisce l’ottima riuscita della procedura, assicurando il successo di tutto l’iter. 

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Investire a Dubai conviene ancora? L’opinione di Daniele Pescara

Tra i vari Paesi del Golfo Persico Dubai è sicuramente l’emirato che offre agli investitori ottime opportunità per impiegare e proteggere le proprie risorse. Daniele Pescara, finanziere veneto che vive e investe sul territorio da tempo, ci spiega come investire fruttuosamente a Dubai, capitale commerciale e turistica degli Emirati Arabi Uniti nonché uno dei Paesi con l’economia migliore del globo, ci offre qualche consiglio utile.

“Perché Dubai è la meta preferita per gli imprenditori che desiderano investire i loro beni in totale sicurezza? Semplice: l’Emirato offre innumerevoli possibilità per vedere moltiplicare il proprio patrimonio con la certezza di un Paese in perenne crescita”.

Afferma Daniele Pescara, CEO di Falcon Advice. Il finanziere veneto, infatti, è un professionista di riferimento per gli italiani più attenti e intraprendenti, e non solo, che desiderano entrare da vincitori in un mercato fortemente innovativo.

Come investire a Dubai e con quali budget

“A fronte di un’allettante prospettiva finanziaria è da subito importante sottolineare come l’Emirato rappresenti una realtà sicuramente privilegiata ma riservata a pochi. Infatti, l’aspetto fondamentale da cui partire è la consapevolezza che Dubai tanto dà e tanto chiede. Il mutevole mercato del Golfo prevede che l’utente abbia a disposizione un budget adeguato alle novità in arrivo e che per l’investimento iniziale possa agevolmente contare sulle proprie risorse”, continua il finanziere veneto.

“Dubai è una città che offre una varietà innumerevole di opportunità: ciò che non si trova in natura, viene creato artificialmente e, così, è possibile vivere ogni esperienza e provare ogni tipo di attività per godere di tutti i vantaggi di un Paese così veramente poliedrico. Tuttavia, soprattutto se si tratta di sfruttare le possibilità offerte da questo hub finanziario internazionale che presenta innumerevoli spazi di investimento, è fondamentale sapersi muovere. I venditori di fumo sono frequentissimi nelle località dove il luxury è talmente diffuso da diventare un luogo comune: proprio per questo è fondamentale affidarsi a chi ci lavora, ci vive (davvero) e lo conosce a 360 gradi”.

Dunque, avere budget e conoscere bene il territorio sono le direttrici comuni per essere sicuri di insediarsi a Dubai da vincitori. Uno dei mercati più conosciuti e desiderati, è proprio l’immobiliare di cui Daniele Pescara ci dà la sua visione, dopo la sua esperienza come investitore nel paese.

Investire in immobili a Dubai

“Un settore da guinness degno di menzione è decisamente quello dell’immobile. Il mondo del real estate negli Emirati Arabi Uniti presenta oltre 20.000 agenzie dislocate solo nel territorio di Dubai, che, tuttavia, sembrano proporre tutte i medesimi prodotti immobiliari. Ecco, allora, che le loro migliori prede sono i turisti e gli stranieri in cerca dell’affare e non di certo i residenti avveduti che conoscono quali sono gli investimenti veramente validi sul territorio. Per non parlare, poi, del fatto che la maggior parte degli agenti immobiliari compravende per professione tali beni, ma da un punto di vista personale non ne possiede nemmeno uno. Viene da domandarsi quale sia il motivo. In perfetta linea col resto, poi, il mercato immobiliare degli UAE, poi, è assai dinamico. Basti pensare ai falsi rumors che si diffondono continuamente in rete e che millantano inesistenti crisi di questo settore. Ci sono troppi aspetti di questa realtà di cui gli investitori dovrebbero essere estremamente consapevoli prima di investire in questo mondo. La parola d’ordine per questo settore è ‘cambiamento’, soprattutto a partire dal 2008 quando il governo degli UAE ha implementato normative sempre più severe”, afferma Pescara.

“Proprio per questo motivo, sebbene ritengo gli investimenti immobiliari una valida opzione, per espressa scelta professionale, i miei uffici non operano e non hanno mai operato nel campo degli investimenti dell’immobile e simili. Infatti, non possiedo la licenza relativa al real estate poiché il settore di nostro interesse è quello del company set up, ovvero della costituzione di società a Dubai e dei relativi servizi finanziari annessi e proposti dai principali Istituti di Credito del Paese”. 

Una scelta molto etica e professionale, ma soprattutto un parere esclusivo e prettamente da insider sul mercato immobiliare di Dubai. Ammesso che il Real Estate sia ancora valido, ma non il settore favorito, scopriamo quali sono i migliori mercati consigliati da Daniele Pescara per investire a Dubai.

Perché allora investire a Dubai?

“Tra le migliori possibilità offerte dall’Emirato, comunque, vi è sicuramente la costituzione e il trasferimento di società a Dubai. I più accorti imprenditori, infatti, hanno già spostato il proprio business nel Paese, che ne assicura un vantaggio notevole, grazie alle sue Free Zone dove la tassazione è azzerata”. Sfruttare i vantaggi fiscali di Dubai è il consiglio del finanziere, che ci lascia alcuni consigli su come investire al meglio come imprenditore a Dubai.

Di cosa si ha bisogno per investire a Dubai

Alla luce di tutte queste premesse, comunque, gli investimenti consigliati sono quelli che spaziano dall’ambito patrimoniale all’ambito produttivo e vengono immessi nel mercato solo da realtà finanziarie regolarmente registrate al DIFC (Dubai International Financial Centre). Il DIFC è un quartiere di Dubai istituito nel 2004, che vanta ben 110 ettari di estensione nonché uno dei principali centri finanziari globali dei mercati di Medio Oriente, Africa e Asia sudorientale (MEASA).

Il DIFC possiede un sistema giudiziario, uno scambio finanziario globale ed un regime fiscale favorevole, totalmente indipendenti ed autonomi. Emerge una complessa rete di dinamiche e norme, da conoscere a fondo se si ha del capitale da investire direttamente sul territorio. Di seguito vedremo alcune risorse per essere sicuri di approdare sul suolo di Dubai e prendere le migliori decisioni di business.

“Come appare ormai evidente, il mercato emiratino richiede attenzione e capacità: solo chi conosce il settore e sa come muoversi può addentrarsi con serenità, altrimenti, c’è il rischio di insuccesso. La Falcon Advice, da molti anni, si occupa di accompagnare i più lungimiranti investitori a Dubai. Innanzitutto, la nostra clientela d’élite viene consigliata in merito a quale settore sia migliore per investire in base alla capacità e agli interessi dell’utente. In secondo luogo, il mio team propone la strategia migliore per procedere ad un investimento adeguato. Grazie all’accreditamento della società presso i principali Istituti di Credito del Paese, Banche d’affari e commerciali, poi, ci permette di offrire i migliori prodotti d’investimento del mercato in maniera diretta e senza intermediari” conclude Pescara.

La volontà di condividere con altri imprenditori italiani la sua esperienza e il suo network costruito nel corso degli anni è il driver che spinge Daniele Pescara a portare avanti le sue aziende a Dubai.

Costituire o trasferire una società e, in generale, investire a Dubai rappresenta una validissima possibilità per chi desidera ottimizzare le proprie risorse economiche.

(Pubbliredazionale)

EXPO 2020 DUBAI: una buona occasione di rilancio

La crisi economica, che già da anni colpisce l’Italia e non solo, ha ormai raggiunto livelli disastrosi, anche alla luce delle nuove varianti del Covid-19. Il quadro non proprio edificante conferma quanto presentato dall’Ufficio Studi della CGIA di Mestre, che alla fine dello scorso mese ha reso pubblici i dati relativi all’interruzione delle garanzie statali alle imprese. Nel report, infatti, si legge che lo stock complessivo dei prestiti bancari erogati alle imprese dello Stivale per far fronte alla disastrosa situazione economica ha cercato di compensare, senza riuscirci, alle inefficaci garanzie pubbliche che non hanno saputo sopperire alla mancanza di liquidità che assilla il mondo dell’impresa. Inoltre, l’erogazione di crediti bancari è andata via via calando negli ultimi mesi sino a registrarsi che, con il mese di settembre 2021, si è completamente esaurita.

Emblematico, quindi, è stato il definitivo addio che l’Italia ha dovuto dare ad Alitalia. La compagnia aerea, che per anni ha rappresentato la qualità e la professionalità degli italiani nel mondo, da tempo subiva gli effetti della disastrosa crisi della nostra economia, al punto da arrivare alla completa e definitiva chiusura di ogni tratta della Compagnia Aerea.

In completa contrapposizione con questa triste realtà, si pone, in particolar modo in queste ultime settimane, la fiorente Compagnia Aerea Emirates. Le sue perenni chiusure azionarie sempre in rialzo, malgrado le restrizioni e i divieti di spostamenti, ben rappresentano l’economia forte e protetta da qualsiasi attacco, anche pandemico, del suo Paese di appartenenza, il governo di Dubai. Gli Emirati Arabi Uniti, infatti, non hanno minimamente subito contraccolpi a causa del Coronavirus, confermandosi una potenza economica e finanziaria unica al mondo.

Negli UAE, infatti, come afferma la stessa Agenzia Stampa del Paese (WAM), gli indici economici sono positivi e molto prossimi a quelli pre-Covid, con un valore totale del commercio estero non petrolifero che ammontava a 1.3 Trilioni di AED nei primi 9 mesi del 2020. Così, parallelamente alla chiusura di Alitalia, la compagnia aerea Emirates ha, invece, registrato un’impennata, vedendo crescere il valore delle sue azioni del 26,36% nell’ultimo anno, con ricavi che arrivano a 18.52 miliardi di dollari.

A livello governativo Emiratino, poi, non sono mai mancati gli aiuti per il prosieguo dell’attività produttiva interna, nemmeno in tempo di Covid. Basti pensare che i Paesi del Golfo Persico, come si evince chiaramente dai dati pubblicati la scorsa primavera dalla già menzionata Agenzia WAM, hanno ottenuto una notevole vittoria economica grazie alle riserve di capitale detenute dalle banche Emiratine nonché agli interventi realizzati dalla Central Bank of the UAE (CBUAE), che hanno favorito l’accesso al credito. Inoltre, come ci suggerisce la rete ITA (Italian Trade Agency) – ufficio di Dubai, recentemente il Governo degli UAE ha introdotto diverse politiche per rilanciare l’economia: dei 100 miliardi di AED di aiuti monetari annunciati, la maggior parte dei fondi è stata destinata proprio alle PMI.

La già fortunata economia Emiratina sta, inoltre, per registrare una notevole spinta positiva in rialzo nei prossimi mesi, grazie all’apertura di EXPO 2020 DUBAI, del 1° ottobre. Le previsioni parlano già di circa 25 milioni di visitatori attesi in totale, dati che si ripercuoteranno positivamente in molti settori. Dubai e gli Emirati Arabi, dunque, hanno saputo coltivare un terreno fertile per una crescita esponenziale e sempre più rapida, con un distacco netto rispetto all’Italia e agli altri Paesi Europei.

Infatti, l’assegnazione a Dubai di EXPO 2020, rimandato a causa della pandemia a quest’anno, nonchè la prima esposizione universale che si svolge in un Paese del Medio Oriente, comporta ottime aspettative di crescita in termini di investimenti: EXPO 2020 DUBAI vede, infatti, la partecipazione di oltre 200 Paesi, trasformando la città Emiratina in una vetrina mondiale in cui le nostre imprese potranno promuovere le loro eccellenze, un ponte di integrazione commerciale nelle Regioni di Medio Oriente, Nordafrica e Asia del sud. Il tema “Connecting Minds, Creating the Future”  consente ai visitatori di provare le cucine di tutto il mondo, di immergersi nella cultura internazionale, di sperimentare le più innovative tecnologie e di divertirsi in quello che è una sorta di mondo parallelo, che copre 483 ettari in 3 settori: sostenibilità, mobilità, opportunità.

“Sono questi concreti riscontri economici che convincono ogni giorno i più avveduti imprenditori italiani a trasferire o costituire la propria società e, in generale, a investire a Dubai, che non ha risentito tanto quanto l’Italia della diffusione pandemica: l’economia Emiratina è destinata a crescere sempre più” – afferma Daniele Pescara, CEO di Falcon Advice – “lo dimostra la capacità di rapidissima riorganizzazione che Dubai ha saputo offrire per l’apertura di EXPO 2020, un nuovo appuntamento globale che rappresenta l’occasione per permettere a tutto il mondo di ritrovarsi riunito in nome dell’avanguardia: pertanto, la sua sede non poteva che essere nel Paese che meglio ha saputo, e tuttora sa, curare il fiorire dell’economia e dello sviluppo finanziario tramite le sue note Dubai free zone”.

Infatti, per le aziende italiane che non vogliono farsi risucchiare dalla crisi, ci sono alternative valide, rappresentate dai mercati che, ad oggi, risultano scarsamente o quasi per nulla scossi dal Covid. L’Europa intera, tra Brexit, divergenze di attuazione delle norme anti-Covid, decreti di ripresa e riaperture, è tutta compressa in un’unica bolla di regresso economico. Per salvare il proprio business è necessario volgere lo sguardo agli Emirati Arabi Uniti, che si confermato il porto sicuro per ogni imprenditore oculato che voglia mettere in sicurezza la propria società e le proprie risorse. Così, la Falcon Advice, che da oltre un decennio si occupa proprio di questo, riceve ogni giorno un numero crescente di richieste di costituzione e trasferimento di società a Dubai, luogo sempre più attrattivo per gli investimenti, che riesce abilmente a gestire anche grazie alla speciale collaborazione con i principali Istituti di Credito del Paese. Rivela, infatti, l’imprenditore Veneto che “il segreto per rilanciare la propria realtà imprenditoriale italiana è proteggerla nei Paesi del Golfo Persico che offrono supporto economico e sicurezze finanziarie, grazie alle loro zone franche”.

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