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La potenza del fuoristrada: la quad experience

Si dice che le cose capaci di dare dipendenza siano quelle che, allo stesso tempo, fanno male alla salute: non può dirsi lo stesso quando, a dare dipendenza, è l’adrenalina risvegliata dalla quad experience, di cui gli appassionati alla guida di questi ATV non si stancano mai. L’esperienza in fuoristrada può certamente piacere o no, ma se si rientra nel primo caso, è poi difficile fare a meno di tutte quelle sensazioni legate a questa particolare forma di guida, in cui le strade possono essere definite quasi un optional e in cui l’esplorazione di zone poco conosciute diventa un brivido, oltre che un’autentica sfida.

Che cosa è il quad?

Partendo dalle basi, il quad si chiama così perché è un quadriciclo e in quanto tale, secondo il Codice della Strada, appartiene alla categoria dei motoveicoli. Nello specifico, il quad appartiene anche alla categoria degli ATV, ossia degli All Terrain Vehicle: in breve, si sta parlando di quei fuoristrada che devono la loro esistenza a Soichiro Honda, che ebbe l’intuizione di montare un piccolo motore sulla sua bicicletta.

Da questo semplice presupposto, l’idea di fornire un motore a veicoli a due e poi a tre ruote iniziò a prendere piede, generando entusiasmo per la possibilità di superare terreni aspri, come quelli coperti da fango e neve, garantendo allo stesso tempo una certa manovrabilità. Di fatto, si era ancora lontani dai moderni quad, ma il seme era ormai stato piantato.

Restavano da risolvere problemi quali le gomme, che dovevano dimostrarsi particolarmente aderenti anche sui fondi sabbiosi, fangosi o innevati: in questo caso, la risposta venne dall’America, che diede lo spunto di usare gomme parzialmente sgonfie e a bassa pressione per superare i tratti di strada più pregni d’acqua, e dunque più scivolosi. Risolto questo punto, non si dovette fare altro che potenziare il motore, poiché le gomme a bassa pressione richiedevano una spinta maggiore, che i vecchi motori non potevano ancora garantire.

Se c’è un’esperienza che non è proprio pensata per lasciare indifferente chiunque la pratichi, questa è certamente un’escursione in quad, organizzata a puntino per imparare a mettersi alla guida di questo particolare mezzo e poi per godersi tutto ciò che la natura e le strade più impervie hanno da offrire.

Un’escursione in quad

La questione è puramente emotiva: l’idea di indossare il casco e sentire il proprio mezzo mordere la strada, ben diversa dall’asfalto tradizionale delle città e delle autostrade, i cenni scambiati tra le guide che decidono come meglio affrontare i tratti più impervi, la ricerca dell’equilibrio necessario per superare le curve e mantenersi in sella al mezzo, ogni cosa sembra fatta per lasciare un’emozione, dare l’adrenalina, suscitare la voglia di continuare, di giocare con il proprio fuoristrada e vedere fin dove l’intesa raggiunta può spingersi.

Niente va sottovalutato: le quattro ruote danno solo l’impressione di una stabilità simile a quella dei normai veicoli, ma il quad richiede un gioco di baricentro che ricorda più quello delle motociclette, salvo la differenza data dalla presenza di 4 ruote effettive, che costringono i guidatori a movimenti diversi e attenti. Se si vuole mordere una strada sconosciuta, se si vuole arrivare in fondo a un percorso che, a piedi, non si sarebbe neanche stati in grado di riconoscere, il quad può regalare tutto questo e molto di più.

Guidare un quad: di cosa hai bisogno?

Bisogna fare una premessa: il quad non è un’esperienza pulita. Niente infradito, niente sandali, niente pantaloncini. Il quad sporca e la strada vorrebbe resistergli: il fuoristrada vince sempre, non ci sono dubbi, ma la quad experience è molto lontana da una piatta gita in campagna. La strada chiede attenzione e per questo è necessario arrivare preparati: meglio scarpe da ginnastica o da trekking, occhiali da sole e pantaloni lunghi, preferibilmente con aggiunta di k-way per le giornate più fredde.

A completare il look, non vanno dimenticati i dispositivi di protezione, come un casco con visiera, che può essere di proprietà o messo a disposizione da chi gestisce l’escursione, o una giacca con paraschiena: le cadute sono da mettere in conto, fanno parte del gioco.

Non da ultimo, bisogna ricordare che il quad è un fuoristrada, ma che questa definizione non lo esclude dal rispetto delle norme del codice della strada, tutt’altro. Esistono dei precisi requisiti e limiti che il quad deve rispettare, come l’obbligo di indossare un casco omologato e quello di possedere la patente A, se il veicolo raggiunge i 50 cc di cilindrata, o la patente B, se li supera.

Indipendentemente dalla cilindrata, infine, il divieto più secco resta quello legato alle autostrade, il cui accesso è precluso ai quad: in questo caso, non si tratta soltanto di rispettare il codice della strada; da appassionati, si tratta anche di vivere davvero la quad experience, che risulterebbe impoverita su un tratto lineare e poco appassionante quale è quello autostradale.

(Pubbliredazionale)

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