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Retention aziendale: 4 dipendenti su 10 vogliono cambiare lavoro entro l’anno. Un danno economico e non solo

Sei felice del tuo lavoro? A quanto pare sono in molti a non esserlo pienamente. Infatti, secondo il rapporto European Workforce Study 2025 realizzato da Great Place to Work, che ha ascoltato i pareri e le opinioni di quasi 25mila collaboratori attivi in 19 paesi europei, in Italia ben 4 dipendenti su 10 (40%) dichiarano di voler cambiare lavoro nel corso di quest’anno. La retention aziendale non è proprio al top.

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In Italia solo il 43% dei lavoratori è sodisfatto del proprio ambiente di lavoro

L’ambiente di lavoro è un problema per i lavoratori italiani. Solo il 43% di questi è soddisfatto delle condizioni nelle quali operano quotidianamente. In base al rapporto European Workforce Study 2025, stilato a livello europeo da Great Place to Work, ascoltando i pareri e le opinioni espresse da quasi 25mila collaboratori, attivi in 19 paesi del Vecchio Continente, l’Italia è ultima con  Grecia, Polonia, Francia e Portogallo.

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World’s Best Workplaces 2023, non ci sono italiane tra le top mondiali

Quali sono le 25 migliori aziende del mondo? Dov’è che si lavora meglio? Ascolto dei dipendenti, sano work-life balance ed equità retributiva: questi sono i fattori chiave che hanno determinato la classifica “World’sBest Workplaces 2023”.

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Google, dove si lavora meglio

È Google l’azienda nella quale si lavora meglio in tutto il mondo. Questo è quanto sostiene l’osservatorio internazionale Great Place to Work. È la politica sul personale, assolutamente innovativa a far propendere la scelta verso la Big G americana. Google ha infatti istituito iniziative straordinarie, come ad esempio quella legata al fatto che il 20% delle ore di lavoro per sviluppare le proprie idee. Di fatto ha giocato un ruolo determinante nella scelta la disponibilità del colosso di Mountain View verso i dipendenti, puntando sulla loro soddisfazione.

Alle spalle di Google si sono piazzate altre tre aziende della Silicon Valley, ovvero Sas, NetApp e Microsoft. E le italiane? Purtroppo, ma per noi non è una sorpresa, tra le prime 25 non ce ne è nemmeno una…