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La sfida invisibile degli HR e la risposta di bValue

In ogni organizzazione c’è un gruppo di persone che lavora per far funzionare tutto, ma raramente riceve attenzione. Sono quelli che si occupano degli altri, delle persone, che garantiscono l’onboarding, ascoltano le esigenze dei colleghi, gestiscono conflitti, mappano competenze, controllano turni, salari, ferie. Sono gli HR Manager. Spesso invisibili, sempre essenziali.

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C’è carenza di manager: il 42% degli HR fa fatica a reclutarne di nuovi

Attraverso l’International Barometer 2025 elaborato da Cegos Group, emerge una straordinaria carenza di manager. Ma non solo. Lo studio, condotto nel marzo 2025 in 10 Paesi dell’Europa, dell’America Latina e dell’Asia, ha messo in evidenza le aspettative e le sfide per i manager che ricoprono questo ruolo per la prima volta, fondamentale sia per le prestazioni organizzative che per le numerose trasformazioni che le aziende devono affrontare.

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HR Specialist, come si arriva a ricoprire questo ruolo chiave nel futuro del lavoro?

In un mercato del lavoro sempre più dinamico e competitivo, l’HR Specialist si afferma come una delle figure cruciali per il futuro delle singole organizzazioni. Il suo ruolo è fondamentale nel gestire i processi di selezione, onboarding e sviluppo del personale, ma anche nell’accompagnare l’organizzazione nei percorsi di cambiamento e innovazione. 

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Intelligenza Artificiale: in Italia 1 recruiter su 3 ci fa affidamento per selezionare i lavoratori

Il mondo del lavoro è in costante evoluzione e spesso questo comporta un desiderio, da parte dei dipendenti, di cambiare. Cambiare ufficio, mansioni, cerchia di collaboratori, manager, ma anche il lavoro stesso in sé quando questo non è più soddisfacente per diverse ragioni. Ovviamente, a meno che non si abbiano rendite di vario tipo, per vivere bisogna trovare un nuovo impiego e anche qui, le cose sono cambiate e parecchio. Non basta più un buon cv, conoscenze, passaparola: oggi i recruiter per selezionare nuovi dipendenti utilizzano sempre più i tool di intelligenza artificiale.

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Responsabile delle risorse umane: una figura da valorizzare per crescere

La figura del responsabile delle risorse umane è ancora poco integrata (e valorizzata) all’interno delle aziende e forse questa è una delle motivazioni principali per le quali le stesse faticano ad assumere personale specializzato.

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HR, l’evoluzione tecnologica può aiutare le aziende a trovare i talenti?

L’evoluzione tecnologica e l’arrivo di nuovi strumenti digitali, può’ aiutare il settore delle risorse umane a scegliere i talenti migliori? Questi sono i temi dello studio di IDC, commissionato da Workday, Inc., fornitore di applicazioni cloud aziendali per la gestione finanziaria e delle risorse umane.

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Mobilità interna nelle aziende: una soluzione efficace per risolvere i problemi degli HR

Carenza di personale? Molte aziende stanno puntando sulla mobilità interna. secondo un recente report realizzato da Aptitude Research riportato da HR Executive, il 70% delle aziende nel mondo ha aumentato i propri investimenti in questo ambito, un dato, questo, molto più alto rispetto al 58% del 2020.

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Dall’organizzazione aziendale alla contrattualistica: tutte le competenze di un HR manager

L’HR Manager è il responsabile delle risorse umane in un’azienda. Seleziona dunque il personale e lo accompagna nella sua esperienza lavorativa curando l’aggiornamento professionale e il benessere aziendale. Ha dunque una ruolo molto importante all’interno di un’attività e, durante il periodo di pandemia, è stato cruciale nella riorganizzazione del lavoro, visto l’enorme ricorso allo smart working. Stando ai dati, le aziende che hanno affrontato meglio la pandemia, sono state quelle che hanno adottato un welfare aziendale. Il Rapporto Welfare Index PMI 2021 di Generali afferma infatti che il 54% delle aziende che hanno adottato politiche di sostegno per i propri dipendenti, hanno ottenuto ritorni positivi sulla produttività, con conseguente ottimismo per la ripresa. In questa scelta ha avuto molto peso il responsabile delle risorse umane che ha intuito l’importanza dell’investire sulle persone per avere un maggiore coinvolgimento e consolidare la fiducia verso l’azienda. L’HR Manager quindi deve possedere delle competenze trasversali per fare la differenza e ottenere vantaggi per l’azienda nella quale lavora.

HR Manager: la formazione

Per diventare un manager delle risorse umane è necessario conseguire un titolo di laurea. Non c’è un percorso predefinito per ottenere questa qualifica, ma tra i percorsi più consigliati ci sono sicuramente l’area letterario-umanistica e quella giuridica. Sono infatti ambiti che consentono di acquisire conoscenze nelle materie con le quali si avrà maaggiormente a che fare nella propria carriera. Le materie umanistiche sono importanti nella conduzione della selezione dei lavoratori: bisogna essere in grado di colloquiare con sicurezza e di instaurare un rapporto di fiducia. La parte giuridica entra invece in gioco quando parliamo di contratti, perché per fare delle proposte in linea con quanto richiede l’azienda, bisogna conoscere le normative ed essere in grado di venire incontro alle esigenze del dipendente e del titolare. Alla luce della varietà delle mansioni emerse da questa analisi, si comprende che solo il titolo di laurea non basta per poter aspirare al ruolo di responsabile delle risorse umane. Occorre innanzitutto fare pratica attraverso tirocini e stage nelle aziende e poi affinare le proprie conoscenze con percorsi post-laurea.

HR Manager: le competenze


La formazione post-laurea per un aspirante HR Manager è fondamentale perché consente di specializzarsi nel settore che interessa. Valutare quindi la didattica di un master in risorse umane dopo aver conseguito la laurea è sicuramente prezioso per garantirsi un inserimento lavorativo e accorciare il percorso per lavorare nella selezione e gestione del personale. Il master si può frequentare sia in aula nella modalità tradizionale sia a distanza, iscrivendosi ad uno dei percorsi proposti dalle Università online come Unicusano. In quest’ultimo caso le lezioni si possono seguire da casa 24h/24 attraverso il metodo dell’e-learning, con la possibilità di poter svolgere in contemporanea un tirocinio in risorse umane presso un’azienda vicina al luogo di residenza. Il master e il periodo di prova presso un’azienda sono propedeutici all’acquisizione di competenze che toerneranno utili quando si diventerà responsabili del personale: sarà infatti necessario aver acquisito ottime capacità organizzative per distribuire il lavoro e capire quali sono le aree da rafforzare. Sarà inoltre essenziale conoscere le dinamiche interne di un’azienda e acquisire dimestichezza sul riconoscimento dei bisogni dei dipendenti. Il lavoro è in continuo cambiamento ed essere sempre informati e aggiornati sulle politiche aziendali che funzionano è sicuramente un ottimo valore da portare in azienda.

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HR Trends and Salary Report 2018: i professionisti vogliono più collaborazione

Chi non vorrebbe avere più collaborazione quando si tratta di lavoro? I professionisti delle risorse umane, in particolare, chiedono più attenzioni per un settore estremamente delicato.

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HR Gamification, ora le imprese italiane ci credono…

In ufficio testa bassa e lavorare. Una volta forse… Le imprese italiane hanno scoperto che si può fare selezione del personale e formazione interna giocando. La HR Gamification, l’uso di sistemi digitali ricavati dal mondo dei giochi e del game design nelle attività delle direzioni HR, è un fenomeno molto recente e ancora poco conosciuto dai recruiter italiani, che però mostrano di apprezzarlo e di considerarlo un utile strumento di lavoro.

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I tuttofare? Meglio professionisti specializzati!

Lauree brevi o quinquennali, diplomi, esperienza sul campo e praticantato. Ci sono molti modi per accedere al mondo del lavoro. Se ci guardiamo intorno ci accorgiamo che, in questi tempi difficili, pur di “portare a casa la pagnotta” ci si improvvisa professionisti in grado di fare tutto.

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La ricerca dei manager? Si va per segnalazioni…

Una volta si puntava sul curriculum per conquistare i responsabili delle Risorse Umane, ma qualcosa negli ultimi tempi è cambiata. O forse, si è solo reso noto ciò che, in fin dei conti, tutti sapevano. Le aziende per la ricerca di manager e di dirigenti si affidano sempre più spesso a delle società cacciatrici di talenti, in inglese head hunter.

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