Articoli

È arrivato il Nokia Lumia 1520

Gli smartphone Lumia stanno spopolando in Italia ed ora gli amanti del potentissimo Nokia hanno una scelta in più: è infatti arrivato negli store specializzato il Nokia Lumia 1520, con un prezzo di vendita di circa 700 Euro. È il primo smartphone da 6 pollici realizzato dalla Casa svedese, dotato di un display Full HD da 1080 pixel e con l’home screen arricchita da una terza colonna di Live Tile per accedere alle proprie app preferite riducendo lo scrolling. La poderosa fotocamera da 20 MP con stabilizzatore ottico dell’immagine e tecnologia oversampling, permette scatti degni di una reflex digitale.

“Con Nokia Lumia 1520, il primo smartphone Lumia da 6 pollici, stiamo ampliando in maniera significativa il nostro portafoglio di dispositivi Lumia caratterizzati da un design all’avanguardia” ha dichiarato Paola Cavallero, General Manager di Nokia Italia. “Attraverso le più recenti innovazioni imaging e il meglio di Microsoft inserito in un nuovo form factor, aiutiamo le persone a immortalare e ad esplorare il mondo che le circonda”.

All’interno del sistema operativo è già preistallato Microsoft Office, mentre la potenza è gestita dall’ottimo processore Qualcomm Snapdragon 800.

David Di Castro
@daviddicastro11

 

Confcommercio: tasse al 54%, sommerso a 272 miliardi

“Tasse…Le cambiamo? Come ridurre la pressione fiscale e far emergere l’economia sommersa”. Era questo il tema del convegno annuale sui temi del fisco e dell’economia sommersa, che Confcommercio ha organizzato a Roma. L’obiettivo? Molto semplice, aprire una discussione approfondita sull’argomento e proporre spunti di riflessione. Secondo una ricerca dell’Ufficio Studi Confcommercio il sommerso economico in Italia è pari al 17,4% del Pil nel 2012-2013: in soldoni l’imponibile nascosto al Fisco è pari a 272 miliardi di Euro.

Un dato che pone l’Italia al di sopra delle altre economie avanzate: in Messico, infatti, la quota è pari all’11,9% del Pil, ilìn Spagna il 9,5%, in Gran Bretagna il 6,7%, negli USA il 5,3%, in Svezia e in Austria il 4,7%, in Francia il 3,9%, in Irlanda il 3,3%, in Belgio il 2,7%, in Canada il 2,2% e in Danimarca l’1,9%. Addirittura in Paesi come Australia, Olanda e Norvegia, l’economia sommersa è sotto l’1% del Pil.

Dati che devono far riflettere e che certamente portano tra le conseguenze che la pressione fiscale si scarica su una fetta ridotta della popolazione. Secondo Confcommercio, la pressione fiscale effettiva sarebbe del 54%, ovvero la più alta tra le economie avanzate. Secondo calcoli che non includono gli aumenti dell’IVA, ma solo quelli di Imu e Tares, la stessa sarebbe invece del 44,6% del Pil nell’anno 2013. Anche relativamente a questo dato, l’Italia è sul gradino più alto del podio tra le economie principali. Inoltre, il Belpaese ha visto salire la pressione fiscale tra il 2000 ed il 2013 del 2,7%, passando dal 41,9 al, come detto, 44,6%.