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Il primo impiego? I profili più ricercati e le tendenze del 2021

Il primo impiego? Difficile da trovare ma non per tutti. Esistono infatti in Italia, delle professioni che sono richiestissime, anche per i giovani, solitamente categoria in grande difficoltà nell’assicurarsi uno stipendio a fine mese. LinkedIn ha condiviso i risultati del Barometro LinkedIn del primo impiego 2021, una nuova ricerca, alla sua prima edizione per l’Italia, dedicata ai settori industriali in Italia nei quali i neolaureati vengono maggiormente richiesti per un lavoro in ruoli entry-level, i profili junior più richiesti e le regioni italiane nelle quali i neo professionisti possono trovare più facilmente lavoro

Mondo dell’industria: quali sono i profili più ricercati?

In questi primi mesi del 2021, il settore industriale con il maggior numero di offerte di lavoro per figure entry-level è quello del Software e Servizi IT, ovviamente il Covid-19 e la necessità di digitalizzare anche le piccole imprese, in tutto ciò ha avuto un peso non indifferente. Al seguire, troviamo il settore della Manifattura, mentre i Servizi aziendali sono al terzo posto. Si prosegue il settore dei Beni di consumo, ambito industriale che effettivamente non si è mai fermato nel periodo pandemico, come quello del Media e Comunicazione in quinta posizione.  Nella seconda metà della Top 10 si trovano settori industriali della Sanità, seguito dalla Finanza, dalle Costruzioni e dal settore dell’Energia e attività estrattive. L’ultimo posto della classifica è occupato dal settore industriale dei Trasporti e Logistica

I neolaureati: un bacino dal quale si attinge

LinkedIn ha analizzato anche le 10 posizioni, o job title, più in crescita in Italia per i profili junior nelle aziende operanti nel Bel Paese, con un confronto anno su anno nello stesso periodo (considerando i primi tre mesi del 2020 e del 2021). I più ricercati sono risultati i Progettisti meccanici, seguiti dai Consulenti di valutazione dei rischi e i Rappresentanti commerciali. Al quarto posto troviamo gli Sviluppatori Fulll Stack e la posizione “generica” di Ingegneri. Dal sesto all’ottavo posto troviamo gli Assistenti amministrativi, gli Impiegati di back office e gli Addetti alle vendite. Al fondo della classifica si posizionano due diverse tipologie di Sviluppatori: i Dotnet e i PHP Developer

Le Regione in cui c’è maggiore richiesta

In testa c’è la Lombardia (con posizioni aperte in prevalenza a Milano, Bergamo e Brescia), seguita dal Lazio (con una concentrazione nell’area di Roma) e il Veneto ( soprattutto a Padova). Al sud è presente in classifica solo la Campania e l’area metropolitana di Napoli al quarto posto. A metà si ritrova la Toscana (Firenze in primis), seguita da Piemonte (soprattutto Torino), Liguria (Genova) ed Emilia-Romagna (Bologna).

Cresce la richiesta di lavoratori da remoto

Era il dato più atteso e confermato. Nel 2021 c’è stato impulso a una tendenza interessante che riguarda molte categorie di lavoratori: la crescita delle opzioni di telelavoro. I dati di LinkedIn mostrano che gli annunci entry-level con possibilità di lavorare da remoto pubblicati sulla piattaforma nei primi tre mesi dell’anno sono aumentati dal solo 0,6% del 2020 al 7,1% del medesimo periodo del 2021.

Le skills più richieste

Ma cosa cercano i datori di lavoro nei nuovi assunti? Oltre ai requisiti minimi per ogni particolare lavoro – titoli di studio, corsi o certificazioni in particolari discipline, esperienza di tirocinio sul campo, eccetera – le aziende vogliono dipendenti che dimostrino di possedere una serie di competenze trasversali (le cosiddette soft skill). In questa prima edizione del Barometro del primo impiego di LinkedIn le competenze più ricercate sono: “Comunicazione”, “Capacità analitiche”, “Vendite”, “Design” e “Problem solving”.

Lavoro post pandemia: ecco quali sono le professioni emergenti secondo LinkedIn

Il lavoro post pandemia? In molti se lo inventeranno, ma qualche indicazione importante e significativa arriva dall’ultima survey di LinkedIn, che oggi ha reso nota la lista dei 10 settori industriali e le 10 posizioni lavorative emergenti in Italia durante il primo trimestre 2021, oltre ad una analisi sulle priorità dei professionisti italiani nella ricerca di un nuovo lavoro nella fase post Covid-19

I settori in cui c’è maggiore richiesta

Secondo lo studio i settori lavorativi che hanno registrato il tasso di crescita maggiore sono quelli della Pubblica Sicurezza, seguito dal Design e dal Wellness & Fitness a completare il podio, complice anche le graduali diminuzioni delle restrizioni dovute alla pandemia, che hanno avuto effetto anche sul settore dell’Intrattenimento e dei Viaggi, che si posizionano al quarto posto di questa speciale classifica. C’è una grande domanda anche per l’area Software & IT Services, al quinto posto, seguita dai Corporate Services. Questi due settori, risultano, al contempo, come quelli con il più alto numero di annunci di lavoro, seppur registrando una crescita percentuale inferiore ai precedenti. Scendendo negli ultimi posti troviamo dal settimo al nono, i settori delle Costruzioni, il Legal e il Manufacturing i quali, nonostante i rallentamenti e gli stop subiti nel recente periodo, dall’inizio del 2021 risultano in crescita. Chiude la classifica il settore della strumentazione in ambito Hardware & Networking. Per quanto riguarda invece i ruoli professionali più richiesti, quelli che hanno registrato un tasso di crescita più elevato sono gli Addetti al Back Office, seguiti dai Javascript Developer e dagli Addetti al settore vendite. Scendendo gradualmente troviamo poi le figure degli Architetti, dei Mechanical Designer e Account Manager generici. Al settimo posto, a pari merito, due categorie differenti nell’ambito dell’ingegneria e dell’informatica, ovvero i Software Engineer e i Full Stack Engineer, seguiti dai System Engineer e Back End Developer. Chiude, infine, questa classifica il ruolo di Agente Immobiliare.

Insomma, bisogna registrare i grandi cambiamenti che la pandemia ha portato con sé in modo significativo. Attraverso la ricerca Workforce Confidence Index, sviluppata da Censuswide per conto di LinkedIn, si è anche voluto mettere in evidenza quelle che sono le priorità dei lavoratori. Emerge dai dati che per quasi il 50% dei lavoratori italiani, la prima risulta essere la flessibilità, in termini di orario e di luogo dove svolgere il proprio lavoro. Al secondo posto, altrettanto importante, il 36% degli intervistati identifica il cosiddetto worklife balance, ovvero l’equilibrio tra la vita lavorativa e la sfera personale. La terza priorità in ordine di preferenza, è quella di poter sviluppare un network di relazioni in grado di offrire un reale valore aggiunto, per il 36% degli intervistati, mentre il 28% sentono il bisogno di acquisire delle competenze che siano facilmente riutilizzabili in altri contesti lavorativi. A seguire, Il 26% degli italiani affermano che la cultura aziendale è un elemento chiave per la scelta del nuovo lavoro e, quasi un quarto degli intervistati (24%) ritiene importante che la nuova realtà lavorativa dimostri un impegno concreto in ambito sociale, soprattutto sui temi della diversity&inclusion. La ricerca dimostra anche che i professionisti italiani sentono l’esigenza di poter sviluppare nuove competenze tecniche legate al nuovo ambito lavorativo. Infine e inaspettatamente, all’ultimo posto in termini di priorità i professionisti italiani (22%) pongono il salario come elemento ricercato per una nuova opportunità di lavoro nel periodo del post Covid-19.  

“Dalle nostre ricerche emerge chiaramente che la pandemia ha delineato negli ultimi mesi uno scenario professionale, in termini di offerta e domanda del lavoro, molto variegato per quanto riguarda i settori emergenti, mentre registriamo una certa continuità per la ricerca di figure professionali dotate di competenze, più o meno avanzate, in ambito digitale. Per quanto riguarda le priorità dei professionisti italiani nel periodo successivo alla pandemia, notiamo che la flessibilità da parte dei datori di lavoro, il corretto equilibrio tra vita lavorativa e personale, uniti alla possibilità di poter arricchire il proprio bagaglio di nuove esperienze umane a valore aggiunto, risultano chiaramente degli elementi preferenziali rispetto al mero valore economico di un nuovo lavoro. Tutto ciò, è un chiaro segnale di come le dinamiche degli ultimi tempi abbiano modificato in maniera sostanziale le aspettative e le prospettive per il futuro dei lavoratori italiani” ha commentato Marcello Albergoni, Country Manager di LinkedIn Italia .

Top Companies 2021 Italia: ecco dove si cresce professionalmente

Crescere professionalmente e migliorarsi: sono obiettivi che al giorno d’oggi sono fondamentali per chi lavora, in particolare modo per i giovani. Ecco perché le aziende che permettono una crescita professionale sono fortemente attrattive. Per capire quali sono, LinkedIn, il più grande network professionale online al mondo, ha annunciato oggi la lista Top Companies 2021 Italia, la prima in assoluto per il nostro Paese. La lista comprende le 25 aziende considerate dagli italiani come luoghi di lavoro che offrono le migliori prospettive di carriera

Prima edizione per l’Italia

In questa prima edizione per l’Italia, circa il 50% delle aziende è di origine italiana o a partecipazione italiana, a partire da Intesa Sanpaolo e Generali, ai primi posti, oltre ad altre importanti aziende riconosciute anche all’estero come ENI, Leonardo, TIM, Enel e Banca Mediolanum. 
La lista completa delle Top Companies Italia 2021 vede la presenza delle seguenti aziende: Intesa Sanpaolo; Accenture; Stellantis; Generali; UniCredit; Comcast (Sky); Deloitte; STMicroelectronics; BNP Paribas; Eni; Leonardo; GSK; Capgemini; PwC; ABB; Reply; Enel Group; TIM; Volkswagen AG; Deutsche Bank; Banca Mediolanum; AXA; Essilor-Luxottica; Siemens; Johnson & Johnson.

Per la realizzazione della lista Top Companies 2021, la redazione di LinkedIn Notizie e i data scientist di LinkedIn hanno analizzato la percezione degli utenti su alcuni temi chiave, come ad esempio cosa significhi riuscire a costruirsi una buona carriera professionale e li hanno mixati con i dati unici di LinkedIn.

Parallelamente, sono stati presi in considerazione sette elementi fondamentali che esaminano le  informazioni relative al rapporto delle aziende con i propri dipendenti, ciascuno dei quali rappresenta un importante indicatore di crescita all’interno della realtà aziendale: 

• Capacità di avanzamento: monitora le promozioni dei dipendenti all’interno di un’azienda e tiene traccia di quando si trasferiscono in una nuova azienda, sulla base di qualifiche lavorative standardizzate. 

• Sviluppo delle competenze: considera come i dipendenti dell’azienda acquisiscono competenze durante il periodo di assunzione, basate su competenze standardizzate da LinkedIn. 

• Stabilità dell’azienda: monitora i tassi di abbandono nel corso dell’ultimo anno, nonché la percentuale di dipendenti che resta nell’azienda per almeno tre anni. 

• Opportunità esterne: considera la strategia di contatto dei recruiter nei confronti dei dipendenti dell’azienda, indice della richiesta di lavoratori provenienti da tali aziende. 

• Affinità aziendale: misura quanto è di supporto la cultura aziendale ed esamina il volume di collegamenti su LinkedIn tra i dipendenti, considerando le dimensioni dell’azienda.

• Diversità di genere: misura i livelli relativi alla parità di genere all’interno di un’azienda e delle sue filiali. 

• Background accademico: considera la varietà dei livelli di istruzione tra i dipendenti, da nessuna laurea fino al possesso di un PhD, indice dell’impegno ad assumere un’ampia gamma di professionisti. 

Per essere ritenute idonee, le aziende devono avere in organico almeno 500 dipendenti nel Paese alla data del 31 dicembre 2020 e il tasso di riduzione del personale, comprensivo di dimissioni e licenziamenti, non deve essere superiore al 10% (in base ai dati di LinkedIn e agli annunci pubblici). Per la classificazione sono state analizzate solo le società madri; le filiali controllate a maggioranza e i relativi dati sono inclusi nel punteggio totale dell’azienda madre. I conteggi dei dati vengono normalizzati in base alle dimensioni dell’azienda sull’insieme delle aziende idonee per la classifica.

L’intervallo di tempo che è stato considerato andava dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2020. I dati sono stati utilizzati in forma aggregata e/o anonima. Sono escluse tutte le aziende e agenzie di recruiting e per la ricerca del personale, gli istituti didattici e le agenzie governative. Sono escluse anche LinkedIn, la sua società madre Microsoft e le filiali di Microsoft. 

 

Le nuove funzioni di LinkedIn: ecco quali sono…

LinkedIn si conferma vicino ai professionisti soprattutto in questo momento di grandi cambiamenti. E proprio per chi vuole cambiare e proporsi con le proprie skills sono pensate le nuove funzioni di LinkedIn presentate di recente.

Le nuove funzioni di LinkedIn

L’obiettivo è quello di raccontarsi attraverso la rete professionale di LinkedIn implementando il proprio profilo.

Storia di copertina 

È una nuova funzione del profilo LinkedIn che potrebbe aiutare le persone a condividere attraverso i video la propria storia professionale in modo più autentico e coinvolgente. Le persone in cerca di lavoro possono condividere i propri obiettivi di carriera e mostrare al meglio le proprie capacità ai recruiter e agli hiring manager. I liberi professionisti in cerca di nuove opportunità di business anche attirare nuovi clienti condividendo informazioni sui servizi offerti dalla propria attività. Secondo una recente ricerca LinkedIn, il 75% dei responsabili HR ritiene infatti che un curriculum standard non sia sufficiente per valutare le competenze trasversali di un candidato, e quasi l’80% ritiene che il video sia diventato uno strumento importante quando si tratta di valutare i candidati 

Modalità Creatore di contenuti

I Creator, che condividono regolarmente informazioni dettagliate, pubblicano contenuti e stanno lavorando per far crescere i propri follower su LinkedIn, possono ora attivare la nuova Modalità Creatore di contenuti aggiungendo il pulsante “Segui” sul profilo, così da poter condividere di più sulle proprie competenze, con la possibilità di includere anche degli hashtag in linea con i propri interessi, come ad esempio #design o #mentorship. Al contempo le sezioni Featured e Activity appariranno nella parte superiore del profilo per visualizzare meglio i contenuti. 

Pagina dei servizi 

I freelance e i titolari di piccole imprese saranno in grado di creare una Pagina dei servizi direttamente dal loro profilo elencando i servizi che offrono ed attrarre nuovi potenziali clienti. Elencare i servizi offre ai membri di LinkedIn una maggiore visibilità all’interno della community globale di LinkedIn che conta circa 740 milioni di membri, dei quali 15 milioni in Italia. A breve LinkedIn aggiungerà altri modi per gestire i servizi e le interazioni con la clientela dalle pagine dedicate ai servizi. Presto, sarà possibile anche trovare l’introduzione delle valutazioni e delle recensioni direttamente sulle Pagine dei servizi. Oltre alle nuove funzioni appena annunciate, LinkedIn sta aiutando le persone alla ricerca di una nuova opportunità professionale e i professionisti delle HR anche con altre funzioni già attive come far sapere al proprio network che si è disponibili per un nuovo lavoro attraverso l’utilizzo dell’hashtag #OpenToWork utilizzabile nella cornice della propria foto profilo, elemento utile a segnalare ai datori di lavoro e alla grande community di LinkedIn, che si è alla ricerca di nuove opportunità. Più di 6 milioni di persone stanno già utilizzando la cornice #OpentoWork e ricevono in media il 40% in più di messaggi dai recruiter, e hanno il 20% in più di probabilità di ricevere messaggi dai propri contatti su LinkedIn. Altra novità interessante è che i responsabili delle risorse umane possono anche utilizzare la cornice per immagine del profilo #Hiring per segnalare alla propria rete di contatti i ruoli disponibili. In questo modo chi cerca lavoro può vedere più facilmente chi sta assumendo.

Marcello Albergoni, Country Manager di LinkedIn Italia afferma: “Siamo entusiasti di offrire ai nostri iscritti nuovi modi per mettere ancora meglio in risalto le proprie capacità, competenze e servizi, oltre a migliorare le interazioni con la nostra comunità professionale in crescita. L’attuale pandemia ha dato inizio ad una nuova era per il lavoro in ambito virtuale, ed è diventato sempre più importante che le persone e le aziende siano connesse digitalmente. Con queste nuove funzionalità intravediamo un’enorme opportunità per i liberi professionisti e le piccole imprese di estendere la propria base di contatti e clienti in tutto il mondo. Mostrare i servizi offerti e rendere le competenze più visibili su LinkedIn è fondamentale per raggiungere questi obiettivi”.

Gender gap fra uomo e donna sul lavoro: c’è ancora molto da fare

Gender gap: un qualcosa di cui sembra un paradosso parlare nel 2021. Ma tant’è. La differenza uomo e donna nel lavoro è ancora netta in termini di posizioni di rilievo, mansioni e compensi.

Per far ancora più luce sul problema, LinkedIn, il più grande network professionale del mondo, ha esaminato l’impatto del condizionamento sociale sulla retribuzione e la progressione di carriera delle donne in tempi di Covid-19. L’obiettivo è quello di far luce sulla disparità di riconoscimento che porta le donne a sentirsi meno meritevoli degli uomini, influenzando direttamente le loro carriere. 

Donne e lavoro: differenze ancora troppo evidenti

Secondo lo studio, il 44% delle intervistate in Italia pensa che le donne si sentano meno legittimate a ottenere promozioni o aumenti di stipendio sul posto di lavoro, mentre 2 uomini su 5 (40%) intervistati hanno detto lo stesso. Meno della metà (47%) delle donne ha ammesso di aver provato questo o di averlo visto provare da altri.

In merito al divario che divide uomini e donne sul posto di lavoro è più evidente quando si parla di aumenti di stipendio e promozioni. La ricerca rivela infatti che ad ogni livello delle trattative su stipendi e promozioni, le donne italiane sono ancora un passo indietro rispetto agli uomini:

  • Più uomini hanno ammesso di aver negoziato lo stipendio per un nuovo ruolo rispetto alle donne (62% contro 47%).
  • Questo è vero anche quando si tratta di negoziare aumenti di stipendio con gli attuali datori di lavoro (61% uomini contro 43% donne).
  • Più di un terzo (37%) delle donne intervistate non ha mai negoziato un aumento di stipendio con il proprio capo accettando un nuovo lavoro perché non si sentiva a suo agio nel chiederlo, rispetto al 32% degli uomini.
  • Mentre più della metà (51%) degli uomini intervistati ha chiesto un aumento di stipendio o una promozione al di fuori della loro revisione annuale, meno di 2 donne su 5 (37%) ha fatto lo stesso.
  • Tra coloro che non hanno mai chiesto un aumento di stipendio al di fuori della loro revisione annuale, il 48% delle intervisate lo prenderebbe in considerazione, rispetto a più di metà (52%) degli uomini intervistati.
  • In media, le donne intervistate hanno aspettato più a lungo per chiedere al loro datore di lavoro un aumento di stipendio dal momento in cui hanno sentito di meritarlo, rispetto agli uomini intervistati. (18 mesi contro 15 mesi).

Flessibilità e lavoro

Malgrado le politiche di flessibilità sul posto di lavoro, un quinto (20%) delle donne è d’accordo sul fatto che la presenza dei figli ha avuto un impatto sulla loro progressione di carriera.

Anche quando il loro datore di lavoro ha implementato politiche family friendly, il prezzo che le donne sono convinte di pagare per il lavoro flessibile include l’essere viste come meno dedite al lavoro rispetto agli altri dipendenti (42%) e la mancanza di avanzamento di carriera (23%).

Mentre il 51% degli uomini con figli intervistati concorda sul fatto che la loro carriera è rimasta una priorità fondamentale, il 47% delle donne con figli intervistate ha affermato lo stesso.

Progressione di carriera

Lo studio di LinkedIn ha messo in evidenza un grave gap: le donne intervistate sentono la necessità di soddisfare il 53% della job description in termini di competenze/esperienza per candidarsi a una promozione, mentre agli uomini intervistati basta soddisfarne il 49%.

Inoltre, il 39% delle donne intervistate dichiara che c’è stato un punto nella loro vita in cui hanno dovuto abbassare le loro aspettative di carriera, mentre il 36% delle intervistate crede che ci sarà un momento del genere in futuro. L’età media in cui le intervistate si sono trovate d’accordo nel dire che hanno vissuto o che vivranno questo momento è 36 anni: tra le ragioni menzionate figura l’aumento del “carico mentale” (come, ad esempio, il dover gestire una carriera in aggiunta ad altre responsabilità), non essere viste come un candidato adatto per una promozione dal loro datore di lavoro e, come detto, il fatto di avere figli.

Con il Covid-19 la situazione non è migliorata

L’arrivo della pandemia da Covid-19, non ha certo contribuito a migliorare la situazione: tra coloro che sono stati maggiormente colpiti dalla pandemia nelle loro pratiche sul lavoro ci sono proprio le donne. La ricerca ha evidenziato che il 45% delle donne intervistate ha concordato che la loro carriera è stata rallentata o messa in standby dall’inizio della pandemia per le maggiori responsabilità all’interno delle proprie mura domestiche.

I nuovi dati di LinkedIn mostrano anche che il lavoro delle donne è più vulnerabile di quello degli uomini, e che le donne sono state assunte a un tasso inferiore dall’inizio della pandemia. I settori in cui il problema si è manifestato maggiormente sono il Retail, quello dei Viaggi e dell’Intrattenimento. Inoltre risulta che le donne hanno meno probabilità di lavorare in ruoli che richiedono il lavoro a distanza. Infatti, la quota di donne assunte nel settore Viaggi & Intrattenimento è scesa di oltre 6 punti percentuali. Nel settore della vendita al dettaglio, la quota di donne assunte ha avuto un calo di quasi 3 punti percentuali. La Sanità, che ha mostrato la maggiore resilienza alla pandemia, ha guadagnato 1,7 punti percentuali.

Le cose devono cambiare

Per Olga Farreras, office lead dell’affinity group Women@ LinkedIn Italia, “per la maggior parte delle donne, i risultati del nostro studio saranno solo un’ulteriore prova di ciò che è già un dato di fatto: hanno vissuto un periodo tra i più duri in quest’ultimo anno. I nostri dati mostrano chiaramente come il lavoro delle donne sia stato colpito dalla pandemia – con molte di loro costrette ad assumersi responsabilità extra, come la gestione della casa o la cura dei bambini, unite al fatto che il loro lavoro è più vulnerabile. E questo è anche dovuto a un ‘divario di legittimazione’, che ostacola le donne relativamente agli aumenti di stipendio e alle promozioni che meritano”

“Le conversazioni su come il Covid-19 ha colpito le lavoratrici stanno aumentando su LinkedIn, e, avendo condiviso le mie esperienze personali sulla questione, mi piacerebbe che altri facessero lo stesso. Ecco perché invito tutti ad unirsi alla conversazione su LinkedIn @taggando una donna tra quelle che appartengono alla vostra community, per celebrarla con gli hashtag #WeCanDoIt e #IWD2021”.

Cosa possono fare le aziende? Beh, qualche consiglio pratico potrebbe essere certamente utile:

  1. Implementare politiche progressive sul posto di lavoro che permettano una maggiore flessibilità – Il lavoro del futuro sarà senza dubbio più flessibile. Per garantire che le donne non si trovino a dover scegliere tra la loro famiglia e la loro carriera, le opportunità di lavoro flessibile sono un must. I dati di LinkedIn rivelano che le donne sono il 26% più propense a candidarsi per lavori a distanza rispetto agli uomini.
  2. Considerare attentamente il linguaggio degli annunci di lavoro e l’employer branding – Tutte le parole usate dalle aziende, dalla job description alla cultura aziendale, influenzano la capacità di attrarre una forza lavoro equa dal punto di vista del genere. La ricerca di LinkedIn rileva che il 44% delle donne si sentono scoraggiate nel fare domanda per un ruolo se la parola “aggressivo” è inclusa nell’annuncio di lavoro. Per incoraggiare più donne a candidarsi ai ruoli, le aziende dovrebbero essere consapevoli e usare un linguaggio aperto e inclusivo, come “solidale” e “collaborativo”.
  3. Espandere i pool di talenti esistenti – Le aziende hanno l’opportunità di attingere a nuovi e più ampi pool di talenti che le aiuteranno a potenziare la diversità della loro forza lavoro e anche a portare nuove competenze nel business. Per raggiungere talenti più diversificati, le aziende dovrebbero considerare la loro strategia di employer branding e cercare di collaborare con organizzazioni che hanno una community o un’audience già impegnati in questo senso. È anche importante capire cosa conta di più per le donne quando scelgono un nuovo lavoro e assicurarsi che le loro priorità siano considerate come parte della politica aziendale e dei benefit.

Jobs on the Rise 2021 Italia: 15 professioni tra le più richieste

Come cambia il mondo del lavoro. A mettere in evidenze le nuove tendenze è ancora una volta il social network per i professionisti LinkedIn con il Jobs on the Rise 2021 Italia, ricerca che mette fa un’analisi sui ruoli professionali e gli ambiti lavorativi che hanno registrato la crescita maggiore in Italia durante l’ultimo anno (nel periodo compreso tra aprile e ottobre 2020).

Lo studio propone diverse informazioni e spunti sulle categorie professionali, le competenze necessarie, e in quali città si trovano maggiori opportunità di lavoro per le categorie lavorative più richieste, con l’obiettivo di aiutare sia professionisti del settore risorse umane, che le persone in cerca di occupazione, oltre chiaramente ai datori di lavoro a prepararsi al futuro in ambito professionale.

Lavori emergenti: ecco quali sono

I lavori nell’ambito dell’istruzione, della medicina specializzata, del marketing digitale, dei servizi creativi e del supporto clienti sono tra quelli che hanno registrato un maggiore aumento della domanda nell’ultimo anno in Italia, secondo l’analisi delle attività dei 15 milioni di membri di LinkedIn nel nostro Paese. Probabilmente, dato che per alcuni di questi ruoli non c’è bisogno di un percorso di studi avanzato, chi era alla ricerca di un nuovo lavoro ha sfruttato questa opportunità per cambiare prospettive di carriera, mentre altri hanno cambiato professione per necessità. In questo contesto, abbiamo visto baristi diventare montatori cinematografici, gli specialisti di marketing digitale diventare animatori, e gli addetti alle vendite diventare blogger: mentre le aziende continuano ad adattarsi all’attuale contesto influenzato dal COVID-19, lo scenario in continuo cambiamento sta creando a sua volta nuove opportunità di lavoro.

Marcello Albergoni, Country Manager di LinkedIn Italia, ha dichiarato: “Nonostante il COVID-19 abbia stravolto molti ambiti lavorativi, ha anche alimentato l’emergere di ruoli professionali la cui domanda è in crescita, e ciò ha offerto alle persone nuove opportunità nell’immediato. Stiamo osservando una crescita costante in alcuni settori specifici come quello dell’istruzione, della medicina specializzata, del marketing digitale e dei servizi creativi, ma anche un aumento dei professionisti nel campo del supporto clienti e del tecnologico. La pandemia ha innegabilmente spinto le aziende a innovare, e al contempo trovare nuovi modi per offrire servizi ai propri clienti. Il 2021 sarà senza dubbio un anno di forti cambiamenti, nel quale ci aspettiamo anche un’importante attenzione allo sviluppo delle competenze, una mentalità positiva e una dose di fiducia in se stessi. In questo scenario è evidente che ci sono ruoli da conquistare e nuove imprese da avviare”.

Ecco le 15 categorie più richieste

  1. Istruzione

Con il diffondersi dell’epidemia nel Paese nel 2020, il governo italiano ha lavorato per coprire le eventuali assenze degli insegnanti più vulnerabili con altro personale su base temporanea o permanente. Questa iniziativa ha avuto un impatto diretto sulle assunzioni nel settore dell’istruzione, con un aumento del 93% nell’ultimo anno. In particolare, LinkedIn ha notato una grande richiesta di insegnanti di sostegno, provenienti da altre professioni attinenti, quali i quali docenti nel settore della ricerca e avvocati.

Competenze principali: insegnamento, tutoring, matematica, educazione della prima infanzia, ricerca, public speaking, pianificazione delle lezioni, sviluppo di programmi didattici

Principali località: Roma, Palermo, Treviso, Bari, Bergamo

  1. Medici specializzati

Sfortunatamente, la pandemia da COVID-19 ha rivelato una significativa carenza di personale sanitario, in particolare di infermieri e medici. C’è stata una prevedibile impennata delle assunzioni in questa categoria considerando il grande impegno degli ospedali nella lotta al virus, con un conseguente aumento pari al 72%. Questi due ruoli sono ancora altamente richiesti in tutto il Paese, con al momento quasi 4.000 offerte di lavoro attive su LinkedIn. È doveroso dire che l’età media dei nuovi assunti nel 2020 è stata di 28 anni, e il 95% di questi aveva una laurea specialistica o un diploma di istruzione superiore.

Competenze principali: infermieristica nell’ambito della terapia intensiva, ricerca clinica, valutazione psicologica, cardiologia, pediatria, radiologia, Basic Life Support (BLS)

Principali località: Bologna, Milano, Roma, Torino

  1. Esperti di digital marketing

La pandemia ha spinto molte aziende a ridefinire il proprio approccio commerciale e a investire in una forte presenza digitale. Ne è conseguita un’alta richiesta di esperti di digital marketing e social media manager da parte di una gamma diversificata di aziende, dai produttori di attrezzature per il settore farmaceutico ai colossi dell’e-commerce, come Amazon.

Competenze principali: strategia di marketing, social media marketing, branding, pubbliche relazioni, gestione delle campagne, Google Analytics, blog, copywriting

Principali località di assunzione: Milano, Bologna, Verona

  1. Servizi creativi

I settori creativi in Italia sono sempre stati considerati propulsori della crescita economica e dell’espressione culturale. Sebbene sia ovvio che la pandemia da COVID-19 abbia avuto un forte impatto sui settori creativi, con una riduzione del relativo budget, le aziende si sono rivolte a freelance creativi, da scrittori ad addetti al montaggio video, per lavorare a progetto con agilità. Gli scrittori, in particolare, sono aumentati del 74% tra il 2019 e il 2020, a seguito di un incremento della domanda da parte di aziende che volevano rafforzare la propria presenza digitale con contenuti di alta qualità.

Competenze principali: calligrafia, fumettistica, illustrazione, scrittura creativa, produzione post-video, animazione

Principali località di assunzione: Firenze, Roma, Milano, Genova, Torino

  1. Supporto clienti

Le limitazioni agli spostamenti, i lockdown e i coprifuoco hanno spinto le aziende a trovare nuovi modi per offrire i propri servizi ai clienti, portando nel 2020 a un aumento del 96% delle assunzioni nel settore del supporto clienti. Abbiamo visto camerieri diventare addetti al servizio clienti. Vale la pena notare che questa categoria offre il maggior numero di posizioni da remoto, corrispondenti all’11% di tutti i posti di lavoro in questo settore. Inoltre, il supporto clienti è stata una delle categorie di lavoro con una maggioranza di assunzioni femminili nel 2020, che hanno occupato l’88% dei ruoli di operatore di call center e il 68% dei ruoli di consulente del servizio clienti.

Competenze principali: servizio clienti, risoluzione di problemi, esperienza del cliente, lavoro di squadra, gestione delle relazioni con i clienti (Customer Relationship Management, CRM), negoziazione

Principali località di assunzione: Napoli, Cagliari, Catania, Palermo, Lecce

  1. Settore tecnologico

Questa categoria è una delle principali tipologie lavorative “a prova di pandemia”, come già detto in precedenza, con una crescita costante anno dopo anno. Tuttavia, l’incremento del 49% registrato nel 2020 può anche essere legato alla digitalizzazione di molte aziende in tutto il Paese per via dell’imponente passaggio allo smart working per milioni di dipendenti. Questo è probabilmente il motivo principale per cui i professionisti dell’assistenza e della sicurezza informatica sono stati tra i più assunti nel 2020. La categoria Tech ha registrato il più alto numero di assunzioni maschili nel 2020, con l’89% dei ruoli di Cyber Security Manager e Game Developer occupati da uomini.

Competenze principali: supporto tecnico, server Windows, elaborazione cloud, sviluppo di software, sicurezza della rete, CSS, Java, SQL, DevOps, Git

Principali località di assunzione: Milano, Roma, Napoli

  1. Settore assicurativo

Per far fronte all’incertezza causata dall’epidemia da COVID-19, molte persone hanno deciso di rivalutare le proprie priorità e di fare degli importanti cambiamenti nella propria vita. Questo ha influito direttamente sul settore delle assicurazioni, che ha registrato una grande richiesta di polizze sulla vita, la salute e il reddito. Vale la pena precisare che le offerte di lavoro per consulenti assicurativi sono aumentate dell’80% e quelle per agenti assicurativi del 120%.

Competenze principali: assicurazione generale, gestione del rischio, assicurazione sulle proprietà e contro i danni, assicurazione commerciale

Principali località di assunzione: Torino, Milano, Ogliastra, Ferrara

  1. Settore farmaceutico e della ricerca

Poiché lo sviluppo del vaccino contro il COVID-19 è stato l’obiettivo principale di quest’anno, non sorprende il fatto che rinomati atenei quali l’Università di Bologna e l’Università degli Studi di Padova abbiano cercato molti professionisti nel campo della ricerca. Sorprendentemente, molti sono passati dalla professione di ingegnere software a ingegnere biomedicospinti dalla volontà di contribuire alla lotta al COVID.

Competenze principali: biologia molecolare, cromatografia liquida ad alta prestazione (HPLC), ingegneria biomedica, competenze nell’ambito dei laboratori, reazione a catena della polimerasi (PCR), chimica analitica

Principali località di assunzione: Genova, Milano, Trieste, Trento, Roma 

  1. Personale sanitario

La crisi globale del 2020 ha naturalmente comportato un aumento della domanda di personale sanitario in tutto il Paese, in particolare nel Nord Italia dove si è registrato un gran numero di posizioni aperte, essendo stata questa l’area più colpita dalla prima ondata di COVID-19. Le assunzioni di tecnici medici d’emergenza sono aumentate del 158%, e le professioni ricoperte in precedenza includono esperto di servizi alla comunità, commerciale e autista.

Competenze principali: competenze nell’ambito dei laboratori, servizio in ambulanza, assistenza sanitaria, trial clinici, ricerca clinica, assistenza agli anziani

Principali località di assunzione: Udine, Milano, Bergamo, Bologna, Torino

  1. E-Commerce

Per soddisfare l’impennata della domanda di prodotti online dovuta alla pandemia, le aziende hanno assunto migliaia di professionisti dell’e-commerce, dagli addetti alla logistica fino agli esperti di marketing online, per far arrivare i loro prodotti nelle mani dei clienti. Le assunzioni per questi ruoli sono aumentate del 51% rispetto all’anno precedente. Le professioni principali che si sono riversate in questo settore sono barman, cameriere, commerciale e manager di punti vendita, probabilmente provenienti da tutti i bar, ristoranti e negozi che hanno dovuto chiudere durante il lockdown.

Competenze principali: gestione delle vendite, vendita al dettaglio, gestione della logistica, attività di magazzino, utilizzo del muletto, confezionamento

Principali località di assunzione: Roma, Palermo, Treviso, Bari, Bergamo

  1. Freelance esperti di contenuti digitali

Poiché la pandemia globale ha avuto come effetto anche la chiusura di molti uffici, le aziende hanno tramutato questo inconveniente in un’opportunità rivolgendosi a talenti residenti in località diverse dalla loro. Hanno quindi sfruttato le competenze dei freelance esperti di contenuti digitali per raggiungere i clienti in modi nuovi, grazie a creatori di podcast e blogger, con un conseguente aumento delle assunzioni di queste figure professionali. Complessivamente, nel 2020 questa categoria ha registrato un incremento pari al 72%, con giornalisti e commerciali che si sono convertiti a nuove professioni legate alla creazione di contenuti digitali, ad esempio blogger.

Competenze principali: creazione e gestione di blog, Social Media Marketing, creazione di podcast, scrittura creativa, copywriting, Instagram, gestione dei contenuti

Principali località di assunzione: Milan, Como, Reggio Emilia 

  1. Immobiliare

Il 2020 è stato l’anno delle limitazioni agli spostamenti, dei coprifuoco e delle quarantene, che hanno costretto le persone a trascorrere a casa più tempo di quanto non avessero mai fatto prima. L’esigenza di un home office, un balcone o un giardino, insieme a una riduzione dei tassi di interessi sui mutui, ha contribuito a una crescita del settore immobiliare pari al 64% nel 2020 rispetto al 2019. Questa categoria lavorativa ha attratto persone di vari settori, tra cui commerciali, baristi e camerieri.

Competenze principali: investimenti immobiliari, transazioni immobiliari, immobili residenziali, sviluppo immobiliare

Principali località di assunzione: Torino, Milano, Savona, Roma, Bologna

  1. Finanza

Il 2020 è stato un anno difficile dal punto di vista finanziario per molti individui e imprese italiane a causa dell’impatto economico negativo di COVID-19. Durante i periodi di lockdown, molte persone e aziende hanno richiesto prestiti e consulenze finanziarie per mantenersi a galla. Questo ha portato ad un aumento della domanda di esperti finanziari, come consulenti bancari, contabili e gestori di investimenti.

Competenze principali: competenze bancarie, contabilità, Private Banking, investimenti, rischio del credito, mercati finanziari, contabilità generale

Principali località di assunzione: Milano, Brescia, Lecce

  1. Sviluppo aziendale e vendite

I trend dei consumatori stanno cambiando, ad esempio abbiamo assistito a un aumento del 350% delle transazioni digitali. Di conseguenza, per poter crescere e sopravvivere, le aziende si sono dovute adattare a questo ambiente commerciale in continua evoluzione. È per questo che c’è stata una tale domanda di esperti competenti in grado di aiutare le aziende e i clienti a prendere decisioni di investimento strategiche. Ruoli quali consulente strategico, responsabile del team di vendita e consulente in sviluppo aziendale hanno tutti registrato un aumento delle assunzioni durante lo scorso anno.

Competenze principali: business planning, gestione delle vendite, negoziazione, strategia aziendale, analisi di mercato, sviluppo aziendale, gestione degli account, risoluzione di problemi

Principali località di assunzione: Torino, Milano, Savona

  1. Notizie e giornalismo

Per via dell’interesse, della confusione e del tempo libero frutto della pandemia, la fruizione dei media è aumentata enormemente in Italia. La situazione in rapida evoluzione generata dal COVID-19 ha fatto crescere l’appetito per le notizie e le informazioni sul virus, causando un’impennata della richiesta di giornalisti. Inoltre, il lockdown in tutta Italia ha fatto sì che molte persone avessero tanto tempo libero da dedicare alla consultazione di contenuti come non mai. Di conseguenza, è aumentata la domanda di professionisti del settore televisivo e giornalistico, facendo prevedere una crescita annuale pari al 3% fino al 2024.

Competenze principali: giornalismo, redazione, relazioni pubbliche, televisione, giornalismo televisivo

Principali località di assunzione: Napoli, Prato, Milano, Bari 

Tassi di assunzione in crescita, ma il Covid-19… I dati di LinkedIn

Assunzioni in Italia: il dato torna a salire, ma c’è un ma…  Secondo gli ultimi dati raccolti da LinkedIn, social network professionale, è improbabile che la situazione possa migliorare a un ritmo tale da compensare la disoccupazione in aumento nel Paese. I dati suggeriscono che, con l’Italia alle prese con il contenimento di COVID-19, le assunzioni potrebbero aver raggiunto ora il tetto massimo. Infatti, l’indice del tasso di assunzioni di LinkedIn (LinkedIn hiring rate) ha toccato il punto massimo di crescita con un +8% rispetto all’anno scorso.

Ma cosa succederà adesso?

Esisterebbero delle vere e proprie nicchie di lavoro, nelle quali i tassi di assunzione continuano a crescere, con oltre 14 milioni di offerte di lavoro aperte su LinkedIn a livello globale. I datori di lavoro italiani stanno attualmente assumendo soprattutto Software Engineer, Software Developer e addetti alla vendita. Inoltre, il social network ha identificato 10 ruoli professionali che hanno registrato una crescita costante negli ultimi anni, e per i quali prevede che in futuro la domanda da parte dei datori di lavoro continuerà a crescere, tra i quali Digital Marketer, Graphic Designer e Data Analyst. Le competenze digitali, in particolare, sono molto richieste, e LinkedIn prevede che il settore tecnologico genererà 150 milioni di posti di lavoro a livello globale nei prossimi 5 anni.

“Con l’aumento dei casi di COVID-19 e la possibilità di un secondo lockdown, c’è una forte ansia in tutto il Paese riguardo a ciò che potrà accadere nel mondo del lavoro. Molte persone che lavorano nei settori più duramente colpiti dalla pandemia, come i Viaggi, lo Spettacolo e l’Ospitalità, quest’anno hanno visto la loro vita e i loro mezzi di sussistenza completamente distrutti, e si stanno interrogando su cosa fare dopo. Concentrarsi sulle competenze trasferibili può contribuire ad aprire le porte di una varietà di ruoli che le persone potrebbero non aver considerato in precedenza. Le competenze possono essere applicate a diverse tipologie di posizioni e settori, creando nuove opportunità di lavoro. Allo stesso modo, investire tempo nello sviluppo di nuove competenze, essere proattivi nella ricerca di un lavoro e coinvolgere la propria rete professionale è fondamentale per trovare rapidamente un nuovo posto.” afferma Marcello Albergoni, Country Manager di LinkedIn per l’Italia

I consigli di LinkedIn per trovare lavoro

Non è impresa da poco, eppure il social dei professionisti, sulla base dei suoi dati fa emergere una serie di consigli che vi riportiamo:

Fare leva sul proprio network di contatti: la propria rete è un buon punto di partenza per aiutarci a trovare un nuovo lavoro e può essere un’ottima risorsa per consigli e supporto. Anche solo 50 connessioni possono fare una grande differenza. Si può iniziare aggiungendo le persone che conosciamo nel quotidiano, come la famiglia, gli amici e i colleghi. E’ possibile che un amico sia collegato a qualcuno che lavora per un’azienda che sta assumendo.

Richiedere una referenza: i candidati ad una posizione su LinkedIn hanno quasi fino a 4 volte in più la probabilità di ottenere un lavoro presso un’azienda nella quale hanno contatti. Quando ci si rivolge al proprio network di contatti, è utile ricordare loro perchè li si conosce e perché pensiamo di essere adatti per la posizione alla quale ci siamo candidati.

Impostare gli avvisi di lavoro (job alerts): le persone alla ricerca delle aziende che stanno attualmente assumendo, è utile sapere che il team di LinkedIn News tiene traccia delle aziende italiane che stanno assumendo per più di 50 ruoli a questo LINK. È utile esplorare la pagina Offerte di lavoro e fare ricerche in base a criteri specifici, come ad esempio titolo professionale, posizione, lavoro da remoto, settore o azienda. Si possono impostare anche avvisi per ricevere notifiche su nuove offerte di lavoro quando una nuova posizione disponibile corrisponde ai propri criteri di ricerca, in modo da poter essere i primi a candidarsi.

Arrivano le Storie di LinkedIn: ecco i consigli per sfruttarle

Le famose “stories” stanno facendo faville su tutti i canali social. Poteva rimanere indifferente a questo cambiamento di condivisione LinkedIn? Assolutamente no. Ed infatti il social dei professionisti per eccellenza, lancia le Storie di LinkedIn.

Da oggi arrivano le Storie di LinkedIn

Da oggi, i 14 milioni di utenti di LinkedIn in Italia possono condividere storie con foto e video della durata massima di 20 secondi utilizzando l’app mobile. Le Storie pubblicate saranno visibili sui propri profili per 24 ore possono essere personalizzate con testo e adesivi a tema. Inoltre, sarà possibile avviare una conversazione tramite la funzione “Domanda del giorno” (“Question of the Day”).

“Rimanere connessi, a livello personale e professionale, non è mai stato così importante come ora. Durante il lockdown i nostri membri hanno utilizzato LinkedIn per tenersi in contatto con colleghi e altre persone sia per cercare consigli, che per trovare nuove opportunità, o semplicemente per tenersi aggiornati. Vediamo le storie come una naturale continuazione di questa connettività più personale tra colleghi, e abbiamo già visto centinaia di migliaia di nuove conversazioni che si sono innescate tramite le storie”, commenta Michele Pierri, News Editor di LinkedIn Italia.

Come sfruttare al meglio le Storie di LinkedIn

È lo stesso social, attraverso un comunicato stampa, a spiegare qual è il modo migliore per sfruttare le Storie di LinkedIn:

Essere rilevante

Con le Storie di LinkedIn è possibile condividere rapidamente le informazioni e rispondere agli ultimi avvenimenti più importanti o agli eventi attuali. È possibile condividere ciò che è importante per se stessi e per il proprio settore, assicurandosi che i contenuti che si creano siano pertinenti per i propri follower e il proprio pubblico, che si tratti di notizie importanti relative al proprio settore di riferimento, del lancio di nuovi prodotti, di approfondimenti relativi al mercato o di altri contenuti che possono suscitare l’interesse della community.

Mostrare il proprio aspetto professionale con un tocco umano

Alle persone piace interagire con gli altri. Le storie sono un modo autentico per condividere ciò che sta accadendo al lavoro e nel mondo. È possibile condividere gli annunci di eventi in tempo reale e gli aggiornamenti delle notizie man mano che escono, così come le foto della propria postazione di lavoro a casa, o nuove idee di networking virtuale. L’autenticità è la chiave.

Essere divertenti e creativi con la propria rete di contatti

Le storie possono fornire un modo più creativo e informale per condividere la propria quotidianità. Si può ospitare una sessione di domande e risposte, condividere suggerimenti per la carriera, o dare un’idea di come appare la propria vita quotidiana in un periodo nel quale molti di noi lavorano da casa.

 Far crescere la propria community 

Le Storie di LinkedIn risultano essere il modo perfetto per avviare conversazioni con la propria comunità professionale, migliorando al contempo la qualità delle connessioni più importanti.

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Le 10 migliori startup italiane: ecco la Top Startups Italia 2020 di LinkedIn

Le startup sono ormai considerati prospetti interessanti di aziende che possono diventare future protagoniste del business. Ecco perché gli occhi degli analisti seguono con interesse l’evoluzione di quelle più intriganti. LinkedIn ha annunciato la Top Startups Italia 2020, la prima in assoluto per il nostro paese e che classifica le 10 migliori startup italiane.

Quali sono le 10 migliori startup italiane

La classifica è ovviamente messa in relazione con il periodo che stiamo vivendo: il coronavirus ha cambiato le nostre vite, ma anche le nostre esigenze e, inevitabilmente, le inevitabili rispondenze del mondo del business. Per questo la classifica considera quelle che sono le startup che sono risultate come tra le più emergenti e le più resilienti, tenendo in considerazione come stanno affrontando l’attuale scenario lavorativo in continuo cambiamento.  

La lista delle migliori startup italiane del 2020 di LinkedIn include 10 aziende emergenti attive in diversi settori e ambiti di specializzazione, tutte accomunate dall’impegno per l’innovazione e la trasformazione digitale, elementi alla base dei loro prodotti e servizi. Ecco quali sono:

In testa si piazza Casavo, instant buyer immobiliare nata a Milano nel 2017, seguita sul podio da BOOM, startup che offre servizi innovativi nel campo della fotografia commerciale e da Satispay, la promettente fintech italiana che sta rivoluzionando il sistema dei pagamenti digitali nel nostro paese.

Al quarto posto troviamo Everli, startup che garantisce da anni la consegna a casa della spesa in diversi supermercati d’Italia, mentre al quinto posto si posiziona un’altra realtà emergente del fintech come Credimi, che ha come focus il credito alle imprese, e al sesto posto EnergyWay, specializzata nel data science e le Intelligenze Artificiali.

Al settimo posto si posiziona Milkman, realtà tecnologica che opera nella logistica e nella supply chain, seguita da Kineton, azienda d’ingegneria che offre soluzioni per diversi ambiti industriali, e iGenius, altra startup tech specializzata nell’analisi dei dati per lo sviluppo di soluzioni che migliorano l’efficienza delle attività di business. A chiudere la Top Startups Italia 2020 è Roboze, attiva nel campo dell’ingegneria informatica e la progettazione di soluzioni di stampa 3D.

La lista mette in evidenza le startup per le quali i professionisti desiderano di più lavorare, ed è basata sull’analisi dei dati provenienti da milioni di attività che si mettono in evidenza sulla piattaforma LinkedIn, tra le quali le ricerche di lavoro e le visualizzazioni delle pagine aziendali, svolte dagli oltre 706 milioni di membri di LinkedIn in tutto il mondo, tra i quali si contano oltre 14 milioni di professionisti italiani.

I commenti alla classifica

“È fantastico notare tutta la carica di innovazione tecnologica presente nella nostra lista delle migliori startup del 2020. Top Startups Italia dimostra quanto sia stata importante la trasformazione digitale in atto nell’ultimo decennio e come questa stia influenzando ogni aspetto della nostra vita. Ha influito sul modo in cui acquistiamo un immobile, beni e servizi e persino su come riceviamo la spesa a casa. Non sorprende che queste innovazioni stiano ispirando la comunità di LinkedIn e stiano attirando l’attenzione di così tanti utenti”. afferma Michele Pierri, Editor di LinkedIn News in Italia

“Siamo entusiasti di vedere che Casavo è stata riconosciuta come una delle migliori startup di LinkedIn per il 2020. Investire sulle persone è la nostra prima priorità, ed è sempre stato così sin dall’inizio della nostra azienda, quindi siamo lieti di vedere che Casavo è stata riconosciuta come un hub di talenti nell’ecosistema delle startup italiane. Il 2020 ha portato molti cambiamenti e incertezze, a causa della pandemia, e abbiamo dovuto mostrare resilienza. Per noi di Casavo, questo è stato reso possibile dall’intera azienda che ha veramente abbracciato il cambiamento come parte dei nostri valori fondamentali, in modo da poter fornire i migliori risultati per i nostri clienti, durante questi tempi incerti” aggiunge Giorgio Tinacci, CEO di Casavo

Pausa pranzo: il cibo di qualità è il benefit preferito da chi lavora

Il benefit preferito da chi lavora? È il cibo di qualità per la pausa pranzo. A rivelarlo è stata un’indagine condotta su Linkedin da Foorban, la startup che sta rivoluzionando il mondo della pausa pranzo aziendale, su un panel di circa 400 utenti della piattaforma: interpellati sul valutare “il benefit più di valore”, il 40% dei partecipanti al sondaggio ha dichiarato di preferire “cibo sano sempre disponibile”, mentre solo il 29% dei partecipanti ha votato i tradizionali “buoni pasto”.

Insomma, chi lavora vede nella pausa pranzo un momento essenziale per ricaricare le batterie, ma vuole farlo mettendo sullo stomaco cibi di buona qualità.

Gli altri benefits apprezzati

Tra gli altri benefis più tiepide, invece,le preferenze verso nuove forme di welfare: il 20% del campione ha dato la sua preferenza ad attività di wellbeing (palestra, piscina, workshop con nutrizionisti o esperti del benessere), mentre solo l’11% si è dimostrato interessato ad attività di formazione, come webinar o corsi online.

“È un risultato che ci stupisce solo in parte, per quanto possa sembrare in controtendenza rispetto al fenomeno smart-working che si sta, senza dubbio, consolidando – spiega Marco Mottolese, CEO e cofounder di Foorban, nel commentare i risultati del sondaggio – Già nel pre-Covid la ricerca di modelli nuovi di welfare, basati sull’esperienza e sul benessere del dipendente oltre che sul puro valore “economico” del benefit, era in cima all’agenda delle funzioni HR. I nuovi lavoratori italiani cercano qualità, comodità, convenienza: non è strano che avere la disponibilità di un pasto sano ed equilibrato, già pronto e confezionato, sia considerato preferibile rispetto ad un buono pasto”.

Attenzione, però, a non lasciarsi ingannare: avere del cibo sano, pronto da consumare nel luogo in cui si lavora, non significa, necessariamente, averlo… “in ufficio”. “L’ufficio è un concetto ormai molto ampio: se la ‘sede aziendale’ rimane il punto di riferimento, è sempre più comune, sia per aziende che per i dipendenti, considerare ‘ufficio’ qualsiasi luogo in cui ci sia un computer e una connessione wifi. – conclude Marco Mottolese – In Foorban stiamo lavorando per interpretare questo nuovo scenario di ‘ufficio diffuso’: vogliamo costruire un modello di servizio che risponda al bisogno di una pausa pranzo sana per il lavoratore moderno, qualsiasi sia il luogo in cui sta lavorando. Crediamo che l’alimentazione diventi ancora più importante in questo nuovo contesto che sta ribaltando abitudini e consuetudini. Anche le aziende lo stanno capendo, e cercano per i propri dipendenti servizi di welfare più completi e flessibili: noi ci poniamo come un partner di wellbeing aziendale, potendo offrire e aggregare una serie di servizi che incontrano le nuove esigenze della giornata lavorativa”.

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Rientro in ufficio: quanti dubbi emergono dal sondaggio di LinkedIn

Quando terminano le classiche vacanze di agosto, si inizia a pensare al rientro in ufficio, con le sue problematiche consuete, alle quali quest’anno si aggiungono anche quelle relative al Covid-19. La risalita del numero dei contaggi preoccupa non poco: il timore di un nuovo lockdown ci fa affrontare il ritorno all’attività post vacanza certamente più ansiosi rispetto agli scorsi anni. La speranza, ovviamente, è quella che quest’incubo rimanga tale e che la curva dei contagi torni ad abbassarsi senza la necessità di dover ricorrere a nuove misure di sicurezza.

Workforce Confidence Index di LinkedIn

LinkedIn ha recentemente lanciato un nuovo programma, intitolato Workforce Confidence Index, che guarda alle principali preoccupazioni dei professionisti italiani durante e dopo la pandemia. 

Ritornare in ufficio è la principale preoccupazione per la maggior parte dei professionisti, e non è una sorpresa che continuiamo a notare molte conversazioni su questo argomento sul social dei professionisti.

Certamente tra i dati principali emerge la mancanza di fiducia dei professionisti italiani in merito all’ottenere o mantenere un lavoro.

Un’indagine su oltre 1.000 professionisti italiani, misura gli attuali sentimenti relativi al mercato del lavoro italiano tramite un punteggio di fiducia. L’indagine ha rilevato che per i professionisti italiani la sicurezza e la solidità del lavoro sono ancora tra le preoccupazioni principali, in quanto i professionisti sono solo moderatamente fiduciosi nelle loro possibilità di ottenere o mantenere un lavoro, con un punteggio dell’indice di fiducia individuale (su una scala da -100 a 100) di 33. In particolare,  i professionisti del settore finanziario hanno ottenuto il punteggio di fiducia più alto, con uno score individuale di 37 (su una scala da -100 a 100). Il settore che ha mostrato il punteggio di fiducia più basso è stato quello dei media e delle comunicazioni, con uno score individuale di 28.

Soldi, un problema di molti

Dalla ricerca emerge come i professionisti italiani siano preoccupati per le loro finanze personali, dato che il 19% dei professionisti prevede che il proprio reddito diminuirà nei prossimi sei mesi. È probabile che i professionisti attingano ai loro risparmi per coprire i costi, dato che il 26% dei professionisti prevede un calo dei propri risparmi personali nei prossimi sei mesi.

Il ritorno in ufficio: una preoccupazione in più

Sempre più aziende e organizzazioni valutano se riaprire o meno i propri uffici, i loro dipendenti rimangono preoccupati per la sicurezza del rientro in ufficio. Il 51% dei professionisti ha dichiarato di essere preoccupato che i propri colleghi e clienti non seguano le misure di sicurezza e le linee guida attualmente in vigore.

Green Job, il lockdown potrebbe averci aperto gli occhi?

Uno dei pochi aspetti positivi del lockdown da Coronavirus, è stato il fatto che, viaggiando di meno, per passione o per lavoro, l’inquinamento atmosferico si è ridotto, in diversi settori.

L’impatto che il nostro stile di vita ha sull’ambiente non può non essere considerato, ecco perché forse, il mondo del lavoro, può contribuire a migliorare la situazione.

Green Job, ora c’è richiesta di esperti

Su LinkedIn si sono moltiplicate le conversazioni sui cambiamenti climatici tra i membri della piattaforma e per questo l’azienda ha voluto condividere alcuni spunti su come il settore della sostenibilità sia cambiato nell’ultimo anno, fornendo anche il commento del Senior Economist di LinkedIn Mariano Mamertino, che ha arricchito i dati con alcuni elementi di contesto.

Dai dati emersi, risulta che il numero di professionisti nel campo della sostenibilità in Europa è aumentato del 13% nell’ultimo anno, registrando un incremento maggiore della media globale del 7,5%.

Anche la domanda di “green job” è cresciuta, con un aumento dei posti di lavoro legati alla sostenibilità in Europa pari al 49%.

Secondo i nuovi dati di LinkedIn, il più grande network professionale al mondo, l’Italia risulta essere uno dei paesi migliori per una carriera nell’ambito dei “green job”, ovvero legati al settore della sostenibilità, con Milano al 7° posto a livello mondiale per la concentrazione di professionisti della sostenibilità.

Anche la domanda di lavori legati alla sostenibilità è aumentata, con una crescita del 49% dei posti di lavoro disponibili su LinkedIn per ruoli legati alla sostenibilità in Europa durante l’ultimo anno, anche prima che la pandemia di COVID-19 prendesse piede a livello globale.

Mentre i consumatori, le imprese e gli investitori diventano sempre più consapevoli dell’impatto relativo ai cambiamenti climatici, LinkedIn, per comprendere lo sviluppo dei cosiddetti “green job”, ha analizzato il numero di annunci di lavoro legati alla sostenibilità sulla sua piattaforma, nonché i membri che hanno incluso in qualche modo la parola sostenibilità nella descrizione del loro ruolo aziendale.

L’opinione di Mariano Mamertino, Senior Economist di LinkedIn

“Guardando al futuro, una delle poche conseguenze positive legate all’attuale crisi sanitaria è da riscontrarsi nel settore della sostenibilità. La crisi ha contribuito a ridurre l’inquinamento, e ciò potrebbe dare una certa carica a iniziative relative alla sostenibilità ambientale, che erano necessarie da tempo. E da questo punto di vista, le amministrazioni locali di città come Milano, Manchester o Liverpool hanno già annunciato dei piani volti a ripensare le modalità con le quali queste città possono essere più rispettose dell’ambiente. Dal punto di vista dei dati, abbiamo registrato un aumento del 13% del numero di professionisti della sostenibilità in tutta Europa, così come un +49% della domanda di lavori verdi nell’ultimo anno. Aldilà dei nostri dati, le iniziative recentemente annunciate da diverse amministrazioni pubbliche ci danno prova del peso e della particolare attenzione che ci aspettiamo sarà data al tema della sostenibilità anche in futuro”.