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“Future of Work 2021”: la parole d’ordine è flessibilità. Ecco cosa dice lo studio di LinkedIn

Il mondo del lavoro sta cambiando, ma che direzione sta prendendo? La ricerca di LinkedIn “Future of Work 2021” con focus sul punto di vista dei manager C- suite italiani che vivono la pressione di dover adattare le procedure post Covid-19 sul posto di lavoro.

La necessità di ricorrere a nuovi modelli organizzativi nel mondo del lavoro è fondamentale soprattutto a seguito dei ripetuti lockdown dovuti alla pandemia che, inevitabilmente, ha cambiato il modo di vedere il lavoro.

La ricerca di LinkedIn

Lo studio di LinkedIn, condotto su oltre 1.300 executive C-level in tutta Europa – in aziende con oltre 1.000 dipendenti e circa 300 milioni di euro di fatturato annuo – ha messo in evidenzia che quasi tre quarti (73%) dei senior business in Italia si sono sentiti sotto pressione dovendo adattare le loro policy post COVID-19 al posto di lavoro, evidenziando come i dipendenti siano stati la fonte più frequente di questa pressione. 

Il lavoro ibrido, inoltre, viene definito come il modello preferito da questo gruppo di professionisti ascoltati, con circa il 58% che afferma che questo sarà il modello che applicheranno. Poco meno di un quarto (23%) dichiara che il lavoro flessibile è il modello che ha adottato o che cercherà di introdurre a breve.

Le nuove modalità lavorative, potrebbero quindi durare più a lungo di quanto si pensasse: circa la metà dei business leader italiani infatti afferma di avere intenzione di proporre la nuova procedura di lavoro flessibile nel lungo termine, mentre un ulteriore 11% offrirà il lavoro flessibile nel medio.

Nel breve termine, l’adozione del flexible working è considerata una priorità: l’89% dice che trasformare digitalmente la propria azienda per supportare nuovi modi di lavorare è un aspetto importante sul quale focalizzarsi nei prossimi 6 mesi, e l’87% conferma che l’introduzione di una nuova modalità lavorativa sarà fondamentale. 

Marcello Albergoni – Country Manager LinkedIn Italia ha commentato “Abbiamo visto che flessibilità è la nuova parola d’ordine, elemento chiave in questo momento di transizione, sia per il capitale umano sia per le imprese. Le aziende devono impegnarsi a realizzare nuove policy che facciano sentire tutti inclusi – indipendentemente dal luogo di lavoro scelto. Le sfide non saranno poche, ma grazie ad una cultura aziendale inclusiva e ad una leadership comunicativa sarà possibile mettere le persone, e i loro bisogni, in primo piano”.

Come si preparano le aziende al cambiamento

I manager italiani che hanno partecipato allo studio si sono dichiarati fiduciosi nelle proprie capacità di guida di una forza lavoro distribuita (93%), considerando “comunicazione” e “fiducia” le abilità chiave identificate per gestire questa nuova modalità di lavoro.

Supportare i dipendenti in questa fase di adattamento è per l’87% una priorità importante per i prossimi 6 mesi. L’85% dei manager dichiara di avere già a disposizione o di avere intenzione di realizzare una “guida” dedicata al lavoro ibrido o flessibile, e l’89% afferma che affiancherà manager e dipendenti attraverso attività di formazione per massimizzare le possibilità di successo del lavoro flessibile. 

Nello specifico, in merito allo sviluppo delle policy, le aziende stanno assumendo o stanno pianificando di assumere figure dedicate per supportarne l’elaborazione: il 43% preferisce rivolgersi ad un tecnico, mentre il 24% opta per assumere personale dedicato.

Infine, affinché l’introduzione del lavoro flessibile si dimostri un reale successo, i business leader italiani considerano la collaboration (38%), la fiducia (38%), la comunicazione (36%) e il lavoro di squadra (36%) le competenze chiave necessarie ai dipendenti.

Ma come si possono coinvolgere maggiormente dipendenti e collaboratori? Definire un confine netto tra lavoro e vita privata (21%) e che possano dare interpretazioni diverse del lavoro ibrido (19%): queste sono le preoccupazioni dei manager

In tal senso tuttavia, l’88% è fiducioso nelle proprie capacità di garantire ai dipendenti di sentirsi inclusi indipendentemente dal luogo di lavoro scelto. Per garantire che tutti si sentano inclusi, un terzo (33%) afferma che le interazioni sociali saranno incoraggiate all’inizio delle riunioni. Quasi tre decimi dichiara inoltre di voler essere di esempio lavorando in modo flessibile (29%), e stabilendo nuove norme culturali per garantire l’inclusione indipendentemente dalla sede (29%).

Lavoro ibrido: gli studi di Microsoft e LinkedIn sono indicativi

Lavoro ibrido: in questi ultimi mesi non si parla d’altro. A casa, in ufficio, ore in più, ore in meno, paragoni tra le scelte dei vari stati. È un momento di trasformazione che in molti stanno percependo ma altri no. Ecco perché Microsoft e LinkedIn hanno presentato i risultati di due ricerche sul lavoro ibrido, comprensivi di consigli e suggerimenti su alcune novità per aiutare le aziende ad adattarsi e riorganizzarsi.

I trend sono convergenti

L’ultimo Work Trend Index di Microsoft ha raccolto le opinioni di 180.000 dipendenti Microsoft in oltre 100 Paesi sul lavoro ibrido. L’inclusione è ai massimi storici in Microsoft (90%).

Il 58% dei dipendenti che desiderano trascorrere la maggior parte del tempo in ufficio e di coloro che prevedono di trascorrervi il minor tempo possibile lo fa per la stessa ragione: maggior focalizzazione sul lavoro.

I manager intendono trascorrere una maggior percentuale del proprio tempo in ufficio rispetto ai dipendenti in ruoli non manageriali (45% vs 39%).

LinkedIn, invece, ha intervistato più di 500 dirigenti negli Stati Uniti e nel Regno Unito sulla loro visione del lavoro, oggi e per il futuro.

Dallo studio risulta che l’81% dei leader ha già offerto maggiore flessibilità ai propri dipendenti o prevede di farlo, rispondendo così alle loro aspettative: l’87% preferirebbe, infatti, continuare a lavorare da remoto almeno per la metà del proprio tempo.

Il 58% dei leader crede che una maggiore flessibilità sia positiva sia per le persone sia per il business.

Il 72% dei dirigenti pensa che la formazione sia essenziale affinché le persone possano ottenere le giuste competenze per lavorare efficacemente nei nuovi ambienti di lavoro ibridi e flessibili.

Le innovazioni tecnologiche aiutano

Rispetto al passato, le possibilità per gestire il lavoro ora sono davvero numerose. Proprio in tal senso Microsoft ha annunciato nuovi aggiornamenti per Microsoft Teams, Viva e Linkedin: diversi sono gli aggiornamenti di Microsoft Teams che aiuteranno a risolvere alcuni punti deboli del lavoro ibrido e contribuiranno a rendere le riunioni ibride più inclusive e coinvolgenti.

Le nuove funzionalità RSVP e Working Hours di Outlook renderanno più semplice organizzare meeting ibridi e coordinare orari di lavoro flessibili.

L’app Viva Connections in Teams, ora in anteprima pubblica, permette di accedere in modo personalizzato al digital workplace per connettersi e portare a termine i propri compiti senza interrompere il proprio flusso di lavoro in Teams. I nuovi filtri di ricerca su LinkedIn faciliteranno la ricerca di ruoli da remoto, ibridi e in loco.

Inoltre, sono quasi 40 nuovi Corsi di LinkedIn Learning che sono stati creati per rendere la formazione per lavori da remoto e ibridi più facile. LinkedIn sta, inoltre, lanciando la sua nuova piattaforma di skill-building, LinkedIn Learning Hub, per aiutare i dirigenti a identificare e promuovere contenuti personalizzati per i propri dipendenti. 

I CEO su LinkedIn: i più attivi e seguiti. Ecco la lista

La presenza sul web aiuta certamente i professionisti a migliorare la propria notorietà, ma sopratutto è fondamentale per assicurare ai businessman quella che viene chiamata reputazione online.

I CEO devono essere online. Ma quali sono i più attivi e soprattutto i più seguiti? Pubblico Delirio, società di consulenza di reputazione digitale, ha realizzato una mappatura della presenza e l’analisi della comunicazione su LinkedIn dei CEO delle più grandi aziende italiane per vedere cosa è cambiato a distanza di un anno dalla prima edizione.

I CEO dell’automotive sono tra i più attivi su LinkedIn

La composizione della Top 30 aggiornata al 16 luglio 2021 diventa più variegata. “Il settore Finance resta tra i più rappresentati ma scende da undici a quattro manager”, rivela Stefano Chiarazzo, fondatore di Pubblico Delirio e autore per Franco Angeli del libro Social CEO. Reputazione digitale e brand advocacy per manager che lasciano il segno. “A pari merito con Energy & Utility, Automotive e Retail che aumentano il loro peso in classifica”. Poi Pharma e Tech stabili a quota due. 

Sale a 22.200 la media dei follower dei trenta CEO più seguiti, 7.600 in più rispetto a luglio 2020. Considerando solo i primi dieci la media è esattamente il doppio: 44.500. A guidare questa speciale classifica troviamo Stephan Winkelmann che, tornato alla guida di Automobili Lamborghini mantenendo anche la presidenza di Bugatti, con 79.600 follower entra in classifica direttamente al primo posto.

Segue Luca De Meo di Renault Group a 63.400, che registra la crescita maggiore: +35.000 follower.

Terzo posto per Marco Alverà di Snam con 56.000 follower, che con 25.100 follower in più in un anno quasi raddoppia il suo seguito.

Seguono Nerio Alessandri di Technogym, Francesco Starace di Enel Group e Corrado Passera di Illimity Bank.

La Top 10 è chiusa poi da Claudio Descalzi di Eni, Giampaolo Grossi di Starbucks Italia, Andrea Pontremoli di Dallara e Francesco Pugliese di Conad.

Anche quest’anno troviamo tre top manager donna in classifica: Cristina Scocchia di Kiko Milano new entry all’undicesimo posto, Silvia Candiani di Microsoft al sedicesimo, in salita di sei posizioni, e Fabiana Scavolini di Scavolini stabile al trentesimo.

Fare opinione sui social è importante

Sono già quattro i top manager che hanno attivato la modalità Creator di LinkedIn che invoglia gli utenti a seguire il profilo evidenziando meglio i contenuti e mostrando in alto il numero di follower, il tasto “segui” e un massimo di cinque hashtag identificativi degli argomenti trattati.

Dei Top 30 Silvia Candiani è stata la prima ambassador di questa nuova funzionalità del social media di proprietà proprio di Microsoft, seguita da Marco Alverà di Snam, Nerio Alessandri di Technogym e Giampaolo Grossi di Starbucks. “Sempre più aziende e agenzie stanno sviluppando e strutturando le loro Content Factory” – aggiunge Stefano Chiarazzo – “Considerare i top manager come dei Creator vuol dire proporli strategicamente come punti di contatto autorevoli e accessibili da parte degli stakeholder e posizionarli da potenziali social leader nel proprio mercato di riferimento”.

Per quanto riguarda la frequenza di pubblicazione, fermo restando i tanti impegni a cui i CEO devono far fronte, nel periodo di osservazione, metà marzo-metà luglio 2021, i leader aziendali hanno pubblicato in media 5,7 post al mese, rispetto ai 5 del periodo marzo-giugno 2020. Se Pugliese si conferma il più costante con una media di 16 pubblicazioni al mese tra post, condivisioni e articoli, i nuovi entrati in classifica Winkelmann e Pippo Cannillo di Despar Centro Sud si distinguono per aver postato entrambi 15 volte al mese. Non tutti i manager sembrano però essere così prolifici, considerando che “Un sesto dei trenta CEO italiani più seguiti posta meno di una volta al mese” – commenta Chiarazzo – “A dimostrazione di come l’opportunità dell’executive communication su LinkedIn non sia stata ancora colta in maniera proattiva e strategica da tutte le grandi aziende”.

CEO su Linkedin

Contenuti, la spontaneità conta molto

Secondo l’analisi dell’engagement si evidenzia che il numero di follower e la frequenza di pubblicazione sono importanti ma non sempre sufficienti. Scavolini, Scocchia ed Enrico Vita di Amplifon, con una media di diecimila follower e pur avendo pubblicato mediamente solo due post nell’intero quadrimestre, sorprendono con un tasso di engagement* tra il 6 e il 9%. Solo quarto Winkelmann (5,3%) che, però, è primo per media di interazioni a post: 4.200 tra reazioni e commenti (ben otto volte le 550 interazioni medie fatte registrare dai Top 30). Poi Bartolomeo Rongone di Bottega Veneta (4,9%), tredicesimo in classifica per follower e con una media di 940 interazioni sui dieci post pubblicati nel quadrimestre. 

Performance molto eterogenee per numero di follower, frequenza di pubblicazione e settore d’appartenenza. A questo punto la domanda sorge spontanea: cosa conta davvero per avere successo? La capacità di pensare e raccontare storie rilevanti per le proprie community interne ed esterne e per le peculiarità di una piattaforma professionale come LinkedIn. “Se la pandemia globale ha portato più CEO a comunicare in maniera disintermediata con i propri stakeholder interni ed esterni” – commenta Stefano Chiarazzo – “Tale consapevolezza e maggiore abitudine ai social media sta portando a comunicare di più e più serenamente su LinkedIn, con un tono di voce più informale, un aumento di immagini e video che ritraggono i top manager e soprattutto una maggiore ampiezza di temi”. 

Nuovi prodotti e iniziative, report economici, bilanci di sostenibilità e non solo. Il racconto delle proprie esperienze personali a contatto con produttori e fornitori, la partecipazione personale alle iniziative di welfare aziendale promosse, la valorizzazione dei premi e dei risultati ottenuti dalle proprie persone, l’entusiasmo e l’ambizione di cambiare il futuro con le proprie scelte aziendali. L’alternanza di contenuti “da piano editoriale” insieme ad altri più spontanei e real time costruisce un racconto completo e avvincente che valorizza il lavoro del manager e delle sue persone. Tutto questo contribuisce a rendere la figura del CEO più umana e accessibile e a valorizzare l’impegno dell’intera organizzazione per il benessere presente e futuro delle comunità in cui opera. 

* Tasso di engagement: numero medio di interazioni nel periodo di osservazione / numero di follower al 16 luglio 2021

Trovare clienti B2B con LinkedIn: passi per iniziare

LinkedIn è un ottimo strumento per aiutare le aziende a raggiungere il proprio target market e trovare quindi nuovi clienti.

I quattro passaggi per trovare nuovi clienti B2B su LinkedIn sono:

1) Definire il tuo profilo cliente ideale (anche detto Ideal Customer Profile).

2) Definire l’obiettivo finale della tua campagna.

3) Ottimizzare il tuo profilo LinkedIn.

4) Costruire relazioni con i decision-maker aziendali tramite e-mail di sensibilizzazione, telefonate o messaggi LinkedIn per avviare il processo di vendita.

Andiamo ad analizzare ciascuno di questi passi.

Costruire un Ideal Customer Profile (ICP)

Come evidenziato dall’esperto Stefano Pisoni nel suo corso LinkedIn nel suo corso LinkedIn, uno degli errori più comuni di chi si approccia alla Linkedin lead generation è non definire subito nel dettaglio il profilo del proprio cliente ideale. Saltando questo passo il risultato è spesso una comunicazione troppo generica che finisce per non essere incisiva verso chi vogliamo attrarre come cliente.

ICP è un modo per creare un profilo di cliente target che permette di segmentare il mercato e di interagire con loro utilizzando contenuti personalizzati.

L’ICP apporta intuizioni strategiche che consentono ai marchi di offrire prodotti e servizi pertinenti alle esigenze, ai desideri dei clienti. L’ICP è una parte essenziale del social media marketing. Aiuta a creare contenuti personalizzati per un pubblico vario e le loro attività sulle piattaforme di social media.

Aiuta i marchi a mappare strategie diverse per ciascuno dei loro segmenti di clienti in base ai loro dati demografici, psicografici, comportamenti e interessi. Oltre a ciò, un ICP assiste i marchi nella creazione di una strategia di comunicazione efficace attraverso vari canali, comprese le campagne di email marketing.

Definisci l’obiettivo finale della tua campagna

Interessa di più fare brand awareness o fare il possibile per ottenere nuove vendite subito, adottare una campagna più inbound a lungo termine o outbound? 

Definire l’obiettivo della proprio campagna di LinkedIn marketing è un importante passo per non sprecare risorse.

L’importanza di ottimizzare il tuo profilo LinkedIn

L’importanza di ottimizzare il proprio profilo LinkedIn è cruciale per il successo della campagna marketing. Questa piattaforma offre un potente strumento per aumentare le possibilità di ottenere nuovi clienti.

Il modo migliore per ottimizzare il profilo LinkedIn è utilizzare parole chiave in linea con l’azienda o la nicchia che stai cercando. Anche se non si dovrebbe semplicemente copiare e incollare lo stesso contenuto su tutte le pagine, è importante assicurarsi di avere almeno un punto focale principale e uno secondario.

Costruire relazioni con questi lead tramite messaggi LinkedIn per avviare il processo di vendita

Il consiglio è sempre di costruire relazioni con i decisori finali il prima possibile. LinkedIn può essere un ottimo strumento per questo perché consente di contattarli rapidamente e facilmente.

Conclusione

Linkedin è una piattaforma in cui le persone possono connettersi con i professionisti con cui vogliono lavorare. Questo rende più facile per le aziende trovare le persone giuste da assumere.

Linkedin ha anche una funzione di ricerca che aiuta le aziende a trovare potenziali partner, fornitori, clienti e dipendenti nel proprio database.

La piattaforma di social media ha oltre 500 milioni di utenti in tutto il mondo, il che la rende una piattaforma eccellente per scopi di marketing e reclutamento.

(Pubbliredazionale)

Il primo impiego? I profili più ricercati e le tendenze del 2021

Il primo impiego? Difficile da trovare ma non per tutti. Esistono infatti in Italia, delle professioni che sono richiestissime, anche per i giovani, solitamente categoria in grande difficoltà nell’assicurarsi uno stipendio a fine mese. LinkedIn ha condiviso i risultati del Barometro LinkedIn del primo impiego 2021, una nuova ricerca, alla sua prima edizione per l’Italia, dedicata ai settori industriali in Italia nei quali i neolaureati vengono maggiormente richiesti per un lavoro in ruoli entry-level, i profili junior più richiesti e le regioni italiane nelle quali i neo professionisti possono trovare più facilmente lavoro

Mondo dell’industria: quali sono i profili più ricercati?

In questi primi mesi del 2021, il settore industriale con il maggior numero di offerte di lavoro per figure entry-level è quello del Software e Servizi IT, ovviamente il Covid-19 e la necessità di digitalizzare anche le piccole imprese, in tutto ciò ha avuto un peso non indifferente. Al seguire, troviamo il settore della Manifattura, mentre i Servizi aziendali sono al terzo posto. Si prosegue il settore dei Beni di consumo, ambito industriale che effettivamente non si è mai fermato nel periodo pandemico, come quello del Media e Comunicazione in quinta posizione.  Nella seconda metà della Top 10 si trovano settori industriali della Sanità, seguito dalla Finanza, dalle Costruzioni e dal settore dell’Energia e attività estrattive. L’ultimo posto della classifica è occupato dal settore industriale dei Trasporti e Logistica

I neolaureati: un bacino dal quale si attinge

LinkedIn ha analizzato anche le 10 posizioni, o job title, più in crescita in Italia per i profili junior nelle aziende operanti nel Bel Paese, con un confronto anno su anno nello stesso periodo (considerando i primi tre mesi del 2020 e del 2021). I più ricercati sono risultati i Progettisti meccanici, seguiti dai Consulenti di valutazione dei rischi e i Rappresentanti commerciali. Al quarto posto troviamo gli Sviluppatori Fulll Stack e la posizione “generica” di Ingegneri. Dal sesto all’ottavo posto troviamo gli Assistenti amministrativi, gli Impiegati di back office e gli Addetti alle vendite. Al fondo della classifica si posizionano due diverse tipologie di Sviluppatori: i Dotnet e i PHP Developer

Le Regione in cui c’è maggiore richiesta

In testa c’è la Lombardia (con posizioni aperte in prevalenza a Milano, Bergamo e Brescia), seguita dal Lazio (con una concentrazione nell’area di Roma) e il Veneto ( soprattutto a Padova). Al sud è presente in classifica solo la Campania e l’area metropolitana di Napoli al quarto posto. A metà si ritrova la Toscana (Firenze in primis), seguita da Piemonte (soprattutto Torino), Liguria (Genova) ed Emilia-Romagna (Bologna).

Cresce la richiesta di lavoratori da remoto

Era il dato più atteso e confermato. Nel 2021 c’è stato impulso a una tendenza interessante che riguarda molte categorie di lavoratori: la crescita delle opzioni di telelavoro. I dati di LinkedIn mostrano che gli annunci entry-level con possibilità di lavorare da remoto pubblicati sulla piattaforma nei primi tre mesi dell’anno sono aumentati dal solo 0,6% del 2020 al 7,1% del medesimo periodo del 2021.

Le skills più richieste

Ma cosa cercano i datori di lavoro nei nuovi assunti? Oltre ai requisiti minimi per ogni particolare lavoro – titoli di studio, corsi o certificazioni in particolari discipline, esperienza di tirocinio sul campo, eccetera – le aziende vogliono dipendenti che dimostrino di possedere una serie di competenze trasversali (le cosiddette soft skill). In questa prima edizione del Barometro del primo impiego di LinkedIn le competenze più ricercate sono: “Comunicazione”, “Capacità analitiche”, “Vendite”, “Design” e “Problem solving”.

Lavoro post pandemia: ecco quali sono le professioni emergenti secondo LinkedIn

Il lavoro post pandemia? In molti se lo inventeranno, ma qualche indicazione importante e significativa arriva dall’ultima survey di LinkedIn, che oggi ha reso nota la lista dei 10 settori industriali e le 10 posizioni lavorative emergenti in Italia durante il primo trimestre 2021, oltre ad una analisi sulle priorità dei professionisti italiani nella ricerca di un nuovo lavoro nella fase post Covid-19

I settori in cui c’è maggiore richiesta

Secondo lo studio i settori lavorativi che hanno registrato il tasso di crescita maggiore sono quelli della Pubblica Sicurezza, seguito dal Design e dal Wellness & Fitness a completare il podio, complice anche le graduali diminuzioni delle restrizioni dovute alla pandemia, che hanno avuto effetto anche sul settore dell’Intrattenimento e dei Viaggi, che si posizionano al quarto posto di questa speciale classifica. C’è una grande domanda anche per l’area Software & IT Services, al quinto posto, seguita dai Corporate Services. Questi due settori, risultano, al contempo, come quelli con il più alto numero di annunci di lavoro, seppur registrando una crescita percentuale inferiore ai precedenti. Scendendo negli ultimi posti troviamo dal settimo al nono, i settori delle Costruzioni, il Legal e il Manufacturing i quali, nonostante i rallentamenti e gli stop subiti nel recente periodo, dall’inizio del 2021 risultano in crescita. Chiude la classifica il settore della strumentazione in ambito Hardware & Networking. Per quanto riguarda invece i ruoli professionali più richiesti, quelli che hanno registrato un tasso di crescita più elevato sono gli Addetti al Back Office, seguiti dai Javascript Developer e dagli Addetti al settore vendite. Scendendo gradualmente troviamo poi le figure degli Architetti, dei Mechanical Designer e Account Manager generici. Al settimo posto, a pari merito, due categorie differenti nell’ambito dell’ingegneria e dell’informatica, ovvero i Software Engineer e i Full Stack Engineer, seguiti dai System Engineer e Back End Developer. Chiude, infine, questa classifica il ruolo di Agente Immobiliare.

Insomma, bisogna registrare i grandi cambiamenti che la pandemia ha portato con sé in modo significativo. Attraverso la ricerca Workforce Confidence Index, sviluppata da Censuswide per conto di LinkedIn, si è anche voluto mettere in evidenza quelle che sono le priorità dei lavoratori. Emerge dai dati che per quasi il 50% dei lavoratori italiani, la prima risulta essere la flessibilità, in termini di orario e di luogo dove svolgere il proprio lavoro. Al secondo posto, altrettanto importante, il 36% degli intervistati identifica il cosiddetto worklife balance, ovvero l’equilibrio tra la vita lavorativa e la sfera personale. La terza priorità in ordine di preferenza, è quella di poter sviluppare un network di relazioni in grado di offrire un reale valore aggiunto, per il 36% degli intervistati, mentre il 28% sentono il bisogno di acquisire delle competenze che siano facilmente riutilizzabili in altri contesti lavorativi. A seguire, Il 26% degli italiani affermano che la cultura aziendale è un elemento chiave per la scelta del nuovo lavoro e, quasi un quarto degli intervistati (24%) ritiene importante che la nuova realtà lavorativa dimostri un impegno concreto in ambito sociale, soprattutto sui temi della diversity&inclusion. La ricerca dimostra anche che i professionisti italiani sentono l’esigenza di poter sviluppare nuove competenze tecniche legate al nuovo ambito lavorativo. Infine e inaspettatamente, all’ultimo posto in termini di priorità i professionisti italiani (22%) pongono il salario come elemento ricercato per una nuova opportunità di lavoro nel periodo del post Covid-19.  

“Dalle nostre ricerche emerge chiaramente che la pandemia ha delineato negli ultimi mesi uno scenario professionale, in termini di offerta e domanda del lavoro, molto variegato per quanto riguarda i settori emergenti, mentre registriamo una certa continuità per la ricerca di figure professionali dotate di competenze, più o meno avanzate, in ambito digitale. Per quanto riguarda le priorità dei professionisti italiani nel periodo successivo alla pandemia, notiamo che la flessibilità da parte dei datori di lavoro, il corretto equilibrio tra vita lavorativa e personale, uniti alla possibilità di poter arricchire il proprio bagaglio di nuove esperienze umane a valore aggiunto, risultano chiaramente degli elementi preferenziali rispetto al mero valore economico di un nuovo lavoro. Tutto ciò, è un chiaro segnale di come le dinamiche degli ultimi tempi abbiano modificato in maniera sostanziale le aspettative e le prospettive per il futuro dei lavoratori italiani” ha commentato Marcello Albergoni, Country Manager di LinkedIn Italia .

Top Companies 2021 Italia: ecco dove si cresce professionalmente

Crescere professionalmente e migliorarsi: sono obiettivi che al giorno d’oggi sono fondamentali per chi lavora, in particolare modo per i giovani. Ecco perché le aziende che permettono una crescita professionale sono fortemente attrattive. Per capire quali sono, LinkedIn, il più grande network professionale online al mondo, ha annunciato oggi la lista Top Companies 2021 Italia, la prima in assoluto per il nostro Paese. La lista comprende le 25 aziende considerate dagli italiani come luoghi di lavoro che offrono le migliori prospettive di carriera

Prima edizione per l’Italia

In questa prima edizione per l’Italia, circa il 50% delle aziende è di origine italiana o a partecipazione italiana, a partire da Intesa Sanpaolo e Generali, ai primi posti, oltre ad altre importanti aziende riconosciute anche all’estero come ENI, Leonardo, TIM, Enel e Banca Mediolanum. 
La lista completa delle Top Companies Italia 2021 vede la presenza delle seguenti aziende: Intesa Sanpaolo; Accenture; Stellantis; Generali; UniCredit; Comcast (Sky); Deloitte; STMicroelectronics; BNP Paribas; Eni; Leonardo; GSK; Capgemini; PwC; ABB; Reply; Enel Group; TIM; Volkswagen AG; Deutsche Bank; Banca Mediolanum; AXA; Essilor-Luxottica; Siemens; Johnson & Johnson.

Per la realizzazione della lista Top Companies 2021, la redazione di LinkedIn Notizie e i data scientist di LinkedIn hanno analizzato la percezione degli utenti su alcuni temi chiave, come ad esempio cosa significhi riuscire a costruirsi una buona carriera professionale e li hanno mixati con i dati unici di LinkedIn.

Parallelamente, sono stati presi in considerazione sette elementi fondamentali che esaminano le  informazioni relative al rapporto delle aziende con i propri dipendenti, ciascuno dei quali rappresenta un importante indicatore di crescita all’interno della realtà aziendale: 

• Capacità di avanzamento: monitora le promozioni dei dipendenti all’interno di un’azienda e tiene traccia di quando si trasferiscono in una nuova azienda, sulla base di qualifiche lavorative standardizzate. 

• Sviluppo delle competenze: considera come i dipendenti dell’azienda acquisiscono competenze durante il periodo di assunzione, basate su competenze standardizzate da LinkedIn. 

• Stabilità dell’azienda: monitora i tassi di abbandono nel corso dell’ultimo anno, nonché la percentuale di dipendenti che resta nell’azienda per almeno tre anni. 

• Opportunità esterne: considera la strategia di contatto dei recruiter nei confronti dei dipendenti dell’azienda, indice della richiesta di lavoratori provenienti da tali aziende. 

• Affinità aziendale: misura quanto è di supporto la cultura aziendale ed esamina il volume di collegamenti su LinkedIn tra i dipendenti, considerando le dimensioni dell’azienda.

• Diversità di genere: misura i livelli relativi alla parità di genere all’interno di un’azienda e delle sue filiali. 

• Background accademico: considera la varietà dei livelli di istruzione tra i dipendenti, da nessuna laurea fino al possesso di un PhD, indice dell’impegno ad assumere un’ampia gamma di professionisti. 

Per essere ritenute idonee, le aziende devono avere in organico almeno 500 dipendenti nel Paese alla data del 31 dicembre 2020 e il tasso di riduzione del personale, comprensivo di dimissioni e licenziamenti, non deve essere superiore al 10% (in base ai dati di LinkedIn e agli annunci pubblici). Per la classificazione sono state analizzate solo le società madri; le filiali controllate a maggioranza e i relativi dati sono inclusi nel punteggio totale dell’azienda madre. I conteggi dei dati vengono normalizzati in base alle dimensioni dell’azienda sull’insieme delle aziende idonee per la classifica.

L’intervallo di tempo che è stato considerato andava dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2020. I dati sono stati utilizzati in forma aggregata e/o anonima. Sono escluse tutte le aziende e agenzie di recruiting e per la ricerca del personale, gli istituti didattici e le agenzie governative. Sono escluse anche LinkedIn, la sua società madre Microsoft e le filiali di Microsoft. 

 

Le nuove funzioni di LinkedIn: ecco quali sono…

LinkedIn si conferma vicino ai professionisti soprattutto in questo momento di grandi cambiamenti. E proprio per chi vuole cambiare e proporsi con le proprie skills sono pensate le nuove funzioni di LinkedIn presentate di recente.

Le nuove funzioni di LinkedIn

L’obiettivo è quello di raccontarsi attraverso la rete professionale di LinkedIn implementando il proprio profilo.

Storia di copertina 

È una nuova funzione del profilo LinkedIn che potrebbe aiutare le persone a condividere attraverso i video la propria storia professionale in modo più autentico e coinvolgente. Le persone in cerca di lavoro possono condividere i propri obiettivi di carriera e mostrare al meglio le proprie capacità ai recruiter e agli hiring manager. I liberi professionisti in cerca di nuove opportunità di business anche attirare nuovi clienti condividendo informazioni sui servizi offerti dalla propria attività. Secondo una recente ricerca LinkedIn, il 75% dei responsabili HR ritiene infatti che un curriculum standard non sia sufficiente per valutare le competenze trasversali di un candidato, e quasi l’80% ritiene che il video sia diventato uno strumento importante quando si tratta di valutare i candidati 

Modalità Creatore di contenuti

I Creator, che condividono regolarmente informazioni dettagliate, pubblicano contenuti e stanno lavorando per far crescere i propri follower su LinkedIn, possono ora attivare la nuova Modalità Creatore di contenuti aggiungendo il pulsante “Segui” sul profilo, così da poter condividere di più sulle proprie competenze, con la possibilità di includere anche degli hashtag in linea con i propri interessi, come ad esempio #design o #mentorship. Al contempo le sezioni Featured e Activity appariranno nella parte superiore del profilo per visualizzare meglio i contenuti. 

Pagina dei servizi 

I freelance e i titolari di piccole imprese saranno in grado di creare una Pagina dei servizi direttamente dal loro profilo elencando i servizi che offrono ed attrarre nuovi potenziali clienti. Elencare i servizi offre ai membri di LinkedIn una maggiore visibilità all’interno della community globale di LinkedIn che conta circa 740 milioni di membri, dei quali 15 milioni in Italia. A breve LinkedIn aggiungerà altri modi per gestire i servizi e le interazioni con la clientela dalle pagine dedicate ai servizi. Presto, sarà possibile anche trovare l’introduzione delle valutazioni e delle recensioni direttamente sulle Pagine dei servizi. Oltre alle nuove funzioni appena annunciate, LinkedIn sta aiutando le persone alla ricerca di una nuova opportunità professionale e i professionisti delle HR anche con altre funzioni già attive come far sapere al proprio network che si è disponibili per un nuovo lavoro attraverso l’utilizzo dell’hashtag #OpenToWork utilizzabile nella cornice della propria foto profilo, elemento utile a segnalare ai datori di lavoro e alla grande community di LinkedIn, che si è alla ricerca di nuove opportunità. Più di 6 milioni di persone stanno già utilizzando la cornice #OpentoWork e ricevono in media il 40% in più di messaggi dai recruiter, e hanno il 20% in più di probabilità di ricevere messaggi dai propri contatti su LinkedIn. Altra novità interessante è che i responsabili delle risorse umane possono anche utilizzare la cornice per immagine del profilo #Hiring per segnalare alla propria rete di contatti i ruoli disponibili. In questo modo chi cerca lavoro può vedere più facilmente chi sta assumendo.

Marcello Albergoni, Country Manager di LinkedIn Italia afferma: “Siamo entusiasti di offrire ai nostri iscritti nuovi modi per mettere ancora meglio in risalto le proprie capacità, competenze e servizi, oltre a migliorare le interazioni con la nostra comunità professionale in crescita. L’attuale pandemia ha dato inizio ad una nuova era per il lavoro in ambito virtuale, ed è diventato sempre più importante che le persone e le aziende siano connesse digitalmente. Con queste nuove funzionalità intravediamo un’enorme opportunità per i liberi professionisti e le piccole imprese di estendere la propria base di contatti e clienti in tutto il mondo. Mostrare i servizi offerti e rendere le competenze più visibili su LinkedIn è fondamentale per raggiungere questi obiettivi”.

Gender gap fra uomo e donna sul lavoro: c’è ancora molto da fare

Gender gap: un qualcosa di cui sembra un paradosso parlare nel 2021. Ma tant’è. La differenza uomo e donna nel lavoro è ancora netta in termini di posizioni di rilievo, mansioni e compensi.

Per far ancora più luce sul problema, LinkedIn, il più grande network professionale del mondo, ha esaminato l’impatto del condizionamento sociale sulla retribuzione e la progressione di carriera delle donne in tempi di Covid-19. L’obiettivo è quello di far luce sulla disparità di riconoscimento che porta le donne a sentirsi meno meritevoli degli uomini, influenzando direttamente le loro carriere. 

Donne e lavoro: differenze ancora troppo evidenti

Secondo lo studio, il 44% delle intervistate in Italia pensa che le donne si sentano meno legittimate a ottenere promozioni o aumenti di stipendio sul posto di lavoro, mentre 2 uomini su 5 (40%) intervistati hanno detto lo stesso. Meno della metà (47%) delle donne ha ammesso di aver provato questo o di averlo visto provare da altri.

In merito al divario che divide uomini e donne sul posto di lavoro è più evidente quando si parla di aumenti di stipendio e promozioni. La ricerca rivela infatti che ad ogni livello delle trattative su stipendi e promozioni, le donne italiane sono ancora un passo indietro rispetto agli uomini:

  • Più uomini hanno ammesso di aver negoziato lo stipendio per un nuovo ruolo rispetto alle donne (62% contro 47%).
  • Questo è vero anche quando si tratta di negoziare aumenti di stipendio con gli attuali datori di lavoro (61% uomini contro 43% donne).
  • Più di un terzo (37%) delle donne intervistate non ha mai negoziato un aumento di stipendio con il proprio capo accettando un nuovo lavoro perché non si sentiva a suo agio nel chiederlo, rispetto al 32% degli uomini.
  • Mentre più della metà (51%) degli uomini intervistati ha chiesto un aumento di stipendio o una promozione al di fuori della loro revisione annuale, meno di 2 donne su 5 (37%) ha fatto lo stesso.
  • Tra coloro che non hanno mai chiesto un aumento di stipendio al di fuori della loro revisione annuale, il 48% delle intervisate lo prenderebbe in considerazione, rispetto a più di metà (52%) degli uomini intervistati.
  • In media, le donne intervistate hanno aspettato più a lungo per chiedere al loro datore di lavoro un aumento di stipendio dal momento in cui hanno sentito di meritarlo, rispetto agli uomini intervistati. (18 mesi contro 15 mesi).

Flessibilità e lavoro

Malgrado le politiche di flessibilità sul posto di lavoro, un quinto (20%) delle donne è d’accordo sul fatto che la presenza dei figli ha avuto un impatto sulla loro progressione di carriera.

Anche quando il loro datore di lavoro ha implementato politiche family friendly, il prezzo che le donne sono convinte di pagare per il lavoro flessibile include l’essere viste come meno dedite al lavoro rispetto agli altri dipendenti (42%) e la mancanza di avanzamento di carriera (23%).

Mentre il 51% degli uomini con figli intervistati concorda sul fatto che la loro carriera è rimasta una priorità fondamentale, il 47% delle donne con figli intervistate ha affermato lo stesso.

Progressione di carriera

Lo studio di LinkedIn ha messo in evidenza un grave gap: le donne intervistate sentono la necessità di soddisfare il 53% della job description in termini di competenze/esperienza per candidarsi a una promozione, mentre agli uomini intervistati basta soddisfarne il 49%.

Inoltre, il 39% delle donne intervistate dichiara che c’è stato un punto nella loro vita in cui hanno dovuto abbassare le loro aspettative di carriera, mentre il 36% delle intervistate crede che ci sarà un momento del genere in futuro. L’età media in cui le intervistate si sono trovate d’accordo nel dire che hanno vissuto o che vivranno questo momento è 36 anni: tra le ragioni menzionate figura l’aumento del “carico mentale” (come, ad esempio, il dover gestire una carriera in aggiunta ad altre responsabilità), non essere viste come un candidato adatto per una promozione dal loro datore di lavoro e, come detto, il fatto di avere figli.

Con il Covid-19 la situazione non è migliorata

L’arrivo della pandemia da Covid-19, non ha certo contribuito a migliorare la situazione: tra coloro che sono stati maggiormente colpiti dalla pandemia nelle loro pratiche sul lavoro ci sono proprio le donne. La ricerca ha evidenziato che il 45% delle donne intervistate ha concordato che la loro carriera è stata rallentata o messa in standby dall’inizio della pandemia per le maggiori responsabilità all’interno delle proprie mura domestiche.

I nuovi dati di LinkedIn mostrano anche che il lavoro delle donne è più vulnerabile di quello degli uomini, e che le donne sono state assunte a un tasso inferiore dall’inizio della pandemia. I settori in cui il problema si è manifestato maggiormente sono il Retail, quello dei Viaggi e dell’Intrattenimento. Inoltre risulta che le donne hanno meno probabilità di lavorare in ruoli che richiedono il lavoro a distanza. Infatti, la quota di donne assunte nel settore Viaggi & Intrattenimento è scesa di oltre 6 punti percentuali. Nel settore della vendita al dettaglio, la quota di donne assunte ha avuto un calo di quasi 3 punti percentuali. La Sanità, che ha mostrato la maggiore resilienza alla pandemia, ha guadagnato 1,7 punti percentuali.

Le cose devono cambiare

Per Olga Farreras, office lead dell’affinity group Women@ LinkedIn Italia, “per la maggior parte delle donne, i risultati del nostro studio saranno solo un’ulteriore prova di ciò che è già un dato di fatto: hanno vissuto un periodo tra i più duri in quest’ultimo anno. I nostri dati mostrano chiaramente come il lavoro delle donne sia stato colpito dalla pandemia – con molte di loro costrette ad assumersi responsabilità extra, come la gestione della casa o la cura dei bambini, unite al fatto che il loro lavoro è più vulnerabile. E questo è anche dovuto a un ‘divario di legittimazione’, che ostacola le donne relativamente agli aumenti di stipendio e alle promozioni che meritano”

“Le conversazioni su come il Covid-19 ha colpito le lavoratrici stanno aumentando su LinkedIn, e, avendo condiviso le mie esperienze personali sulla questione, mi piacerebbe che altri facessero lo stesso. Ecco perché invito tutti ad unirsi alla conversazione su LinkedIn @taggando una donna tra quelle che appartengono alla vostra community, per celebrarla con gli hashtag #WeCanDoIt e #IWD2021”.

Cosa possono fare le aziende? Beh, qualche consiglio pratico potrebbe essere certamente utile:

  1. Implementare politiche progressive sul posto di lavoro che permettano una maggiore flessibilità – Il lavoro del futuro sarà senza dubbio più flessibile. Per garantire che le donne non si trovino a dover scegliere tra la loro famiglia e la loro carriera, le opportunità di lavoro flessibile sono un must. I dati di LinkedIn rivelano che le donne sono il 26% più propense a candidarsi per lavori a distanza rispetto agli uomini.
  2. Considerare attentamente il linguaggio degli annunci di lavoro e l’employer branding – Tutte le parole usate dalle aziende, dalla job description alla cultura aziendale, influenzano la capacità di attrarre una forza lavoro equa dal punto di vista del genere. La ricerca di LinkedIn rileva che il 44% delle donne si sentono scoraggiate nel fare domanda per un ruolo se la parola “aggressivo” è inclusa nell’annuncio di lavoro. Per incoraggiare più donne a candidarsi ai ruoli, le aziende dovrebbero essere consapevoli e usare un linguaggio aperto e inclusivo, come “solidale” e “collaborativo”.
  3. Espandere i pool di talenti esistenti – Le aziende hanno l’opportunità di attingere a nuovi e più ampi pool di talenti che le aiuteranno a potenziare la diversità della loro forza lavoro e anche a portare nuove competenze nel business. Per raggiungere talenti più diversificati, le aziende dovrebbero considerare la loro strategia di employer branding e cercare di collaborare con organizzazioni che hanno una community o un’audience già impegnati in questo senso. È anche importante capire cosa conta di più per le donne quando scelgono un nuovo lavoro e assicurarsi che le loro priorità siano considerate come parte della politica aziendale e dei benefit.

Jobs on the Rise 2021 Italia: 15 professioni tra le più richieste

Come cambia il mondo del lavoro. A mettere in evidenze le nuove tendenze è ancora una volta il social network per i professionisti LinkedIn con il Jobs on the Rise 2021 Italia, ricerca che mette fa un’analisi sui ruoli professionali e gli ambiti lavorativi che hanno registrato la crescita maggiore in Italia durante l’ultimo anno (nel periodo compreso tra aprile e ottobre 2020).

Lo studio propone diverse informazioni e spunti sulle categorie professionali, le competenze necessarie, e in quali città si trovano maggiori opportunità di lavoro per le categorie lavorative più richieste, con l’obiettivo di aiutare sia professionisti del settore risorse umane, che le persone in cerca di occupazione, oltre chiaramente ai datori di lavoro a prepararsi al futuro in ambito professionale.

Lavori emergenti: ecco quali sono

I lavori nell’ambito dell’istruzione, della medicina specializzata, del marketing digitale, dei servizi creativi e del supporto clienti sono tra quelli che hanno registrato un maggiore aumento della domanda nell’ultimo anno in Italia, secondo l’analisi delle attività dei 15 milioni di membri di LinkedIn nel nostro Paese. Probabilmente, dato che per alcuni di questi ruoli non c’è bisogno di un percorso di studi avanzato, chi era alla ricerca di un nuovo lavoro ha sfruttato questa opportunità per cambiare prospettive di carriera, mentre altri hanno cambiato professione per necessità. In questo contesto, abbiamo visto baristi diventare montatori cinematografici, gli specialisti di marketing digitale diventare animatori, e gli addetti alle vendite diventare blogger: mentre le aziende continuano ad adattarsi all’attuale contesto influenzato dal COVID-19, lo scenario in continuo cambiamento sta creando a sua volta nuove opportunità di lavoro.

Marcello Albergoni, Country Manager di LinkedIn Italia, ha dichiarato: “Nonostante il COVID-19 abbia stravolto molti ambiti lavorativi, ha anche alimentato l’emergere di ruoli professionali la cui domanda è in crescita, e ciò ha offerto alle persone nuove opportunità nell’immediato. Stiamo osservando una crescita costante in alcuni settori specifici come quello dell’istruzione, della medicina specializzata, del marketing digitale e dei servizi creativi, ma anche un aumento dei professionisti nel campo del supporto clienti e del tecnologico. La pandemia ha innegabilmente spinto le aziende a innovare, e al contempo trovare nuovi modi per offrire servizi ai propri clienti. Il 2021 sarà senza dubbio un anno di forti cambiamenti, nel quale ci aspettiamo anche un’importante attenzione allo sviluppo delle competenze, una mentalità positiva e una dose di fiducia in se stessi. In questo scenario è evidente che ci sono ruoli da conquistare e nuove imprese da avviare”.

Ecco le 15 categorie più richieste

  1. Istruzione

Con il diffondersi dell’epidemia nel Paese nel 2020, il governo italiano ha lavorato per coprire le eventuali assenze degli insegnanti più vulnerabili con altro personale su base temporanea o permanente. Questa iniziativa ha avuto un impatto diretto sulle assunzioni nel settore dell’istruzione, con un aumento del 93% nell’ultimo anno. In particolare, LinkedIn ha notato una grande richiesta di insegnanti di sostegno, provenienti da altre professioni attinenti, quali i quali docenti nel settore della ricerca e avvocati.

Competenze principali: insegnamento, tutoring, matematica, educazione della prima infanzia, ricerca, public speaking, pianificazione delle lezioni, sviluppo di programmi didattici

Principali località: Roma, Palermo, Treviso, Bari, Bergamo

  1. Medici specializzati

Sfortunatamente, la pandemia da COVID-19 ha rivelato una significativa carenza di personale sanitario, in particolare di infermieri e medici. C’è stata una prevedibile impennata delle assunzioni in questa categoria considerando il grande impegno degli ospedali nella lotta al virus, con un conseguente aumento pari al 72%. Questi due ruoli sono ancora altamente richiesti in tutto il Paese, con al momento quasi 4.000 offerte di lavoro attive su LinkedIn. È doveroso dire che l’età media dei nuovi assunti nel 2020 è stata di 28 anni, e il 95% di questi aveva una laurea specialistica o un diploma di istruzione superiore.

Competenze principali: infermieristica nell’ambito della terapia intensiva, ricerca clinica, valutazione psicologica, cardiologia, pediatria, radiologia, Basic Life Support (BLS)

Principali località: Bologna, Milano, Roma, Torino

  1. Esperti di digital marketing

La pandemia ha spinto molte aziende a ridefinire il proprio approccio commerciale e a investire in una forte presenza digitale. Ne è conseguita un’alta richiesta di esperti di digital marketing e social media manager da parte di una gamma diversificata di aziende, dai produttori di attrezzature per il settore farmaceutico ai colossi dell’e-commerce, come Amazon.

Competenze principali: strategia di marketing, social media marketing, branding, pubbliche relazioni, gestione delle campagne, Google Analytics, blog, copywriting

Principali località di assunzione: Milano, Bologna, Verona

  1. Servizi creativi

I settori creativi in Italia sono sempre stati considerati propulsori della crescita economica e dell’espressione culturale. Sebbene sia ovvio che la pandemia da COVID-19 abbia avuto un forte impatto sui settori creativi, con una riduzione del relativo budget, le aziende si sono rivolte a freelance creativi, da scrittori ad addetti al montaggio video, per lavorare a progetto con agilità. Gli scrittori, in particolare, sono aumentati del 74% tra il 2019 e il 2020, a seguito di un incremento della domanda da parte di aziende che volevano rafforzare la propria presenza digitale con contenuti di alta qualità.

Competenze principali: calligrafia, fumettistica, illustrazione, scrittura creativa, produzione post-video, animazione

Principali località di assunzione: Firenze, Roma, Milano, Genova, Torino

  1. Supporto clienti

Le limitazioni agli spostamenti, i lockdown e i coprifuoco hanno spinto le aziende a trovare nuovi modi per offrire i propri servizi ai clienti, portando nel 2020 a un aumento del 96% delle assunzioni nel settore del supporto clienti. Abbiamo visto camerieri diventare addetti al servizio clienti. Vale la pena notare che questa categoria offre il maggior numero di posizioni da remoto, corrispondenti all’11% di tutti i posti di lavoro in questo settore. Inoltre, il supporto clienti è stata una delle categorie di lavoro con una maggioranza di assunzioni femminili nel 2020, che hanno occupato l’88% dei ruoli di operatore di call center e il 68% dei ruoli di consulente del servizio clienti.

Competenze principali: servizio clienti, risoluzione di problemi, esperienza del cliente, lavoro di squadra, gestione delle relazioni con i clienti (Customer Relationship Management, CRM), negoziazione

Principali località di assunzione: Napoli, Cagliari, Catania, Palermo, Lecce

  1. Settore tecnologico

Questa categoria è una delle principali tipologie lavorative “a prova di pandemia”, come già detto in precedenza, con una crescita costante anno dopo anno. Tuttavia, l’incremento del 49% registrato nel 2020 può anche essere legato alla digitalizzazione di molte aziende in tutto il Paese per via dell’imponente passaggio allo smart working per milioni di dipendenti. Questo è probabilmente il motivo principale per cui i professionisti dell’assistenza e della sicurezza informatica sono stati tra i più assunti nel 2020. La categoria Tech ha registrato il più alto numero di assunzioni maschili nel 2020, con l’89% dei ruoli di Cyber Security Manager e Game Developer occupati da uomini.

Competenze principali: supporto tecnico, server Windows, elaborazione cloud, sviluppo di software, sicurezza della rete, CSS, Java, SQL, DevOps, Git

Principali località di assunzione: Milano, Roma, Napoli

  1. Settore assicurativo

Per far fronte all’incertezza causata dall’epidemia da COVID-19, molte persone hanno deciso di rivalutare le proprie priorità e di fare degli importanti cambiamenti nella propria vita. Questo ha influito direttamente sul settore delle assicurazioni, che ha registrato una grande richiesta di polizze sulla vita, la salute e il reddito. Vale la pena precisare che le offerte di lavoro per consulenti assicurativi sono aumentate dell’80% e quelle per agenti assicurativi del 120%.

Competenze principali: assicurazione generale, gestione del rischio, assicurazione sulle proprietà e contro i danni, assicurazione commerciale

Principali località di assunzione: Torino, Milano, Ogliastra, Ferrara

  1. Settore farmaceutico e della ricerca

Poiché lo sviluppo del vaccino contro il COVID-19 è stato l’obiettivo principale di quest’anno, non sorprende il fatto che rinomati atenei quali l’Università di Bologna e l’Università degli Studi di Padova abbiano cercato molti professionisti nel campo della ricerca. Sorprendentemente, molti sono passati dalla professione di ingegnere software a ingegnere biomedicospinti dalla volontà di contribuire alla lotta al COVID.

Competenze principali: biologia molecolare, cromatografia liquida ad alta prestazione (HPLC), ingegneria biomedica, competenze nell’ambito dei laboratori, reazione a catena della polimerasi (PCR), chimica analitica

Principali località di assunzione: Genova, Milano, Trieste, Trento, Roma 

  1. Personale sanitario

La crisi globale del 2020 ha naturalmente comportato un aumento della domanda di personale sanitario in tutto il Paese, in particolare nel Nord Italia dove si è registrato un gran numero di posizioni aperte, essendo stata questa l’area più colpita dalla prima ondata di COVID-19. Le assunzioni di tecnici medici d’emergenza sono aumentate del 158%, e le professioni ricoperte in precedenza includono esperto di servizi alla comunità, commerciale e autista.

Competenze principali: competenze nell’ambito dei laboratori, servizio in ambulanza, assistenza sanitaria, trial clinici, ricerca clinica, assistenza agli anziani

Principali località di assunzione: Udine, Milano, Bergamo, Bologna, Torino

  1. E-Commerce

Per soddisfare l’impennata della domanda di prodotti online dovuta alla pandemia, le aziende hanno assunto migliaia di professionisti dell’e-commerce, dagli addetti alla logistica fino agli esperti di marketing online, per far arrivare i loro prodotti nelle mani dei clienti. Le assunzioni per questi ruoli sono aumentate del 51% rispetto all’anno precedente. Le professioni principali che si sono riversate in questo settore sono barman, cameriere, commerciale e manager di punti vendita, probabilmente provenienti da tutti i bar, ristoranti e negozi che hanno dovuto chiudere durante il lockdown.

Competenze principali: gestione delle vendite, vendita al dettaglio, gestione della logistica, attività di magazzino, utilizzo del muletto, confezionamento

Principali località di assunzione: Roma, Palermo, Treviso, Bari, Bergamo

  1. Freelance esperti di contenuti digitali

Poiché la pandemia globale ha avuto come effetto anche la chiusura di molti uffici, le aziende hanno tramutato questo inconveniente in un’opportunità rivolgendosi a talenti residenti in località diverse dalla loro. Hanno quindi sfruttato le competenze dei freelance esperti di contenuti digitali per raggiungere i clienti in modi nuovi, grazie a creatori di podcast e blogger, con un conseguente aumento delle assunzioni di queste figure professionali. Complessivamente, nel 2020 questa categoria ha registrato un incremento pari al 72%, con giornalisti e commerciali che si sono convertiti a nuove professioni legate alla creazione di contenuti digitali, ad esempio blogger.

Competenze principali: creazione e gestione di blog, Social Media Marketing, creazione di podcast, scrittura creativa, copywriting, Instagram, gestione dei contenuti

Principali località di assunzione: Milan, Como, Reggio Emilia 

  1. Immobiliare

Il 2020 è stato l’anno delle limitazioni agli spostamenti, dei coprifuoco e delle quarantene, che hanno costretto le persone a trascorrere a casa più tempo di quanto non avessero mai fatto prima. L’esigenza di un home office, un balcone o un giardino, insieme a una riduzione dei tassi di interessi sui mutui, ha contribuito a una crescita del settore immobiliare pari al 64% nel 2020 rispetto al 2019. Questa categoria lavorativa ha attratto persone di vari settori, tra cui commerciali, baristi e camerieri.

Competenze principali: investimenti immobiliari, transazioni immobiliari, immobili residenziali, sviluppo immobiliare

Principali località di assunzione: Torino, Milano, Savona, Roma, Bologna

  1. Finanza

Il 2020 è stato un anno difficile dal punto di vista finanziario per molti individui e imprese italiane a causa dell’impatto economico negativo di COVID-19. Durante i periodi di lockdown, molte persone e aziende hanno richiesto prestiti e consulenze finanziarie per mantenersi a galla. Questo ha portato ad un aumento della domanda di esperti finanziari, come consulenti bancari, contabili e gestori di investimenti.

Competenze principali: competenze bancarie, contabilità, Private Banking, investimenti, rischio del credito, mercati finanziari, contabilità generale

Principali località di assunzione: Milano, Brescia, Lecce

  1. Sviluppo aziendale e vendite

I trend dei consumatori stanno cambiando, ad esempio abbiamo assistito a un aumento del 350% delle transazioni digitali. Di conseguenza, per poter crescere e sopravvivere, le aziende si sono dovute adattare a questo ambiente commerciale in continua evoluzione. È per questo che c’è stata una tale domanda di esperti competenti in grado di aiutare le aziende e i clienti a prendere decisioni di investimento strategiche. Ruoli quali consulente strategico, responsabile del team di vendita e consulente in sviluppo aziendale hanno tutti registrato un aumento delle assunzioni durante lo scorso anno.

Competenze principali: business planning, gestione delle vendite, negoziazione, strategia aziendale, analisi di mercato, sviluppo aziendale, gestione degli account, risoluzione di problemi

Principali località di assunzione: Torino, Milano, Savona

  1. Notizie e giornalismo

Per via dell’interesse, della confusione e del tempo libero frutto della pandemia, la fruizione dei media è aumentata enormemente in Italia. La situazione in rapida evoluzione generata dal COVID-19 ha fatto crescere l’appetito per le notizie e le informazioni sul virus, causando un’impennata della richiesta di giornalisti. Inoltre, il lockdown in tutta Italia ha fatto sì che molte persone avessero tanto tempo libero da dedicare alla consultazione di contenuti come non mai. Di conseguenza, è aumentata la domanda di professionisti del settore televisivo e giornalistico, facendo prevedere una crescita annuale pari al 3% fino al 2024.

Competenze principali: giornalismo, redazione, relazioni pubbliche, televisione, giornalismo televisivo

Principali località di assunzione: Napoli, Prato, Milano, Bari 

Tassi di assunzione in crescita, ma il Covid-19… I dati di LinkedIn

Assunzioni in Italia: il dato torna a salire, ma c’è un ma…  Secondo gli ultimi dati raccolti da LinkedIn, social network professionale, è improbabile che la situazione possa migliorare a un ritmo tale da compensare la disoccupazione in aumento nel Paese. I dati suggeriscono che, con l’Italia alle prese con il contenimento di COVID-19, le assunzioni potrebbero aver raggiunto ora il tetto massimo. Infatti, l’indice del tasso di assunzioni di LinkedIn (LinkedIn hiring rate) ha toccato il punto massimo di crescita con un +8% rispetto all’anno scorso.

Ma cosa succederà adesso?

Esisterebbero delle vere e proprie nicchie di lavoro, nelle quali i tassi di assunzione continuano a crescere, con oltre 14 milioni di offerte di lavoro aperte su LinkedIn a livello globale. I datori di lavoro italiani stanno attualmente assumendo soprattutto Software Engineer, Software Developer e addetti alla vendita. Inoltre, il social network ha identificato 10 ruoli professionali che hanno registrato una crescita costante negli ultimi anni, e per i quali prevede che in futuro la domanda da parte dei datori di lavoro continuerà a crescere, tra i quali Digital Marketer, Graphic Designer e Data Analyst. Le competenze digitali, in particolare, sono molto richieste, e LinkedIn prevede che il settore tecnologico genererà 150 milioni di posti di lavoro a livello globale nei prossimi 5 anni.

“Con l’aumento dei casi di COVID-19 e la possibilità di un secondo lockdown, c’è una forte ansia in tutto il Paese riguardo a ciò che potrà accadere nel mondo del lavoro. Molte persone che lavorano nei settori più duramente colpiti dalla pandemia, come i Viaggi, lo Spettacolo e l’Ospitalità, quest’anno hanno visto la loro vita e i loro mezzi di sussistenza completamente distrutti, e si stanno interrogando su cosa fare dopo. Concentrarsi sulle competenze trasferibili può contribuire ad aprire le porte di una varietà di ruoli che le persone potrebbero non aver considerato in precedenza. Le competenze possono essere applicate a diverse tipologie di posizioni e settori, creando nuove opportunità di lavoro. Allo stesso modo, investire tempo nello sviluppo di nuove competenze, essere proattivi nella ricerca di un lavoro e coinvolgere la propria rete professionale è fondamentale per trovare rapidamente un nuovo posto.” afferma Marcello Albergoni, Country Manager di LinkedIn per l’Italia

I consigli di LinkedIn per trovare lavoro

Non è impresa da poco, eppure il social dei professionisti, sulla base dei suoi dati fa emergere una serie di consigli che vi riportiamo:

Fare leva sul proprio network di contatti: la propria rete è un buon punto di partenza per aiutarci a trovare un nuovo lavoro e può essere un’ottima risorsa per consigli e supporto. Anche solo 50 connessioni possono fare una grande differenza. Si può iniziare aggiungendo le persone che conosciamo nel quotidiano, come la famiglia, gli amici e i colleghi. E’ possibile che un amico sia collegato a qualcuno che lavora per un’azienda che sta assumendo.

Richiedere una referenza: i candidati ad una posizione su LinkedIn hanno quasi fino a 4 volte in più la probabilità di ottenere un lavoro presso un’azienda nella quale hanno contatti. Quando ci si rivolge al proprio network di contatti, è utile ricordare loro perchè li si conosce e perché pensiamo di essere adatti per la posizione alla quale ci siamo candidati.

Impostare gli avvisi di lavoro (job alerts): le persone alla ricerca delle aziende che stanno attualmente assumendo, è utile sapere che il team di LinkedIn News tiene traccia delle aziende italiane che stanno assumendo per più di 50 ruoli a questo LINK. È utile esplorare la pagina Offerte di lavoro e fare ricerche in base a criteri specifici, come ad esempio titolo professionale, posizione, lavoro da remoto, settore o azienda. Si possono impostare anche avvisi per ricevere notifiche su nuove offerte di lavoro quando una nuova posizione disponibile corrisponde ai propri criteri di ricerca, in modo da poter essere i primi a candidarsi.

Arrivano le Storie di LinkedIn: ecco i consigli per sfruttarle

Le famose “stories” stanno facendo faville su tutti i canali social. Poteva rimanere indifferente a questo cambiamento di condivisione LinkedIn? Assolutamente no. Ed infatti il social dei professionisti per eccellenza, lancia le Storie di LinkedIn.

Da oggi arrivano le Storie di LinkedIn

Da oggi, i 14 milioni di utenti di LinkedIn in Italia possono condividere storie con foto e video della durata massima di 20 secondi utilizzando l’app mobile. Le Storie pubblicate saranno visibili sui propri profili per 24 ore possono essere personalizzate con testo e adesivi a tema. Inoltre, sarà possibile avviare una conversazione tramite la funzione “Domanda del giorno” (“Question of the Day”).

“Rimanere connessi, a livello personale e professionale, non è mai stato così importante come ora. Durante il lockdown i nostri membri hanno utilizzato LinkedIn per tenersi in contatto con colleghi e altre persone sia per cercare consigli, che per trovare nuove opportunità, o semplicemente per tenersi aggiornati. Vediamo le storie come una naturale continuazione di questa connettività più personale tra colleghi, e abbiamo già visto centinaia di migliaia di nuove conversazioni che si sono innescate tramite le storie”, commenta Michele Pierri, News Editor di LinkedIn Italia.

Come sfruttare al meglio le Storie di LinkedIn

È lo stesso social, attraverso un comunicato stampa, a spiegare qual è il modo migliore per sfruttare le Storie di LinkedIn:

Essere rilevante

Con le Storie di LinkedIn è possibile condividere rapidamente le informazioni e rispondere agli ultimi avvenimenti più importanti o agli eventi attuali. È possibile condividere ciò che è importante per se stessi e per il proprio settore, assicurandosi che i contenuti che si creano siano pertinenti per i propri follower e il proprio pubblico, che si tratti di notizie importanti relative al proprio settore di riferimento, del lancio di nuovi prodotti, di approfondimenti relativi al mercato o di altri contenuti che possono suscitare l’interesse della community.

Mostrare il proprio aspetto professionale con un tocco umano

Alle persone piace interagire con gli altri. Le storie sono un modo autentico per condividere ciò che sta accadendo al lavoro e nel mondo. È possibile condividere gli annunci di eventi in tempo reale e gli aggiornamenti delle notizie man mano che escono, così come le foto della propria postazione di lavoro a casa, o nuove idee di networking virtuale. L’autenticità è la chiave.

Essere divertenti e creativi con la propria rete di contatti

Le storie possono fornire un modo più creativo e informale per condividere la propria quotidianità. Si può ospitare una sessione di domande e risposte, condividere suggerimenti per la carriera, o dare un’idea di come appare la propria vita quotidiana in un periodo nel quale molti di noi lavorano da casa.

 Far crescere la propria community 

Le Storie di LinkedIn risultano essere il modo perfetto per avviare conversazioni con la propria comunità professionale, migliorando al contempo la qualità delle connessioni più importanti.