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Arrivano le Storie di LinkedIn: ecco i consigli per sfruttarle

Le famose “stories” stanno facendo faville su tutti i canali social. Poteva rimanere indifferente a questo cambiamento di condivisione LinkedIn? Assolutamente no. Ed infatti il social dei professionisti per eccellenza, lancia le Storie di LinkedIn.

Da oggi arrivano le Storie di LinkedIn

Da oggi, i 14 milioni di utenti di LinkedIn in Italia possono condividere storie con foto e video della durata massima di 20 secondi utilizzando l’app mobile. Le Storie pubblicate saranno visibili sui propri profili per 24 ore possono essere personalizzate con testo e adesivi a tema. Inoltre, sarà possibile avviare una conversazione tramite la funzione “Domanda del giorno” (“Question of the Day”).

“Rimanere connessi, a livello personale e professionale, non è mai stato così importante come ora. Durante il lockdown i nostri membri hanno utilizzato LinkedIn per tenersi in contatto con colleghi e altre persone sia per cercare consigli, che per trovare nuove opportunità, o semplicemente per tenersi aggiornati. Vediamo le storie come una naturale continuazione di questa connettività più personale tra colleghi, e abbiamo già visto centinaia di migliaia di nuove conversazioni che si sono innescate tramite le storie”, commenta Michele Pierri, News Editor di LinkedIn Italia.

Come sfruttare al meglio le Storie di LinkedIn

È lo stesso social, attraverso un comunicato stampa, a spiegare qual è il modo migliore per sfruttare le Storie di LinkedIn:

Essere rilevante

Con le Storie di LinkedIn è possibile condividere rapidamente le informazioni e rispondere agli ultimi avvenimenti più importanti o agli eventi attuali. È possibile condividere ciò che è importante per se stessi e per il proprio settore, assicurandosi che i contenuti che si creano siano pertinenti per i propri follower e il proprio pubblico, che si tratti di notizie importanti relative al proprio settore di riferimento, del lancio di nuovi prodotti, di approfondimenti relativi al mercato o di altri contenuti che possono suscitare l’interesse della community.

Mostrare il proprio aspetto professionale con un tocco umano

Alle persone piace interagire con gli altri. Le storie sono un modo autentico per condividere ciò che sta accadendo al lavoro e nel mondo. È possibile condividere gli annunci di eventi in tempo reale e gli aggiornamenti delle notizie man mano che escono, così come le foto della propria postazione di lavoro a casa, o nuove idee di networking virtuale. L’autenticità è la chiave.

Essere divertenti e creativi con la propria rete di contatti

Le storie possono fornire un modo più creativo e informale per condividere la propria quotidianità. Si può ospitare una sessione di domande e risposte, condividere suggerimenti per la carriera, o dare un’idea di come appare la propria vita quotidiana in un periodo nel quale molti di noi lavorano da casa.

 Far crescere la propria community 

Le Storie di LinkedIn risultano essere il modo perfetto per avviare conversazioni con la propria comunità professionale, migliorando al contempo la qualità delle connessioni più importanti.

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Le 10 migliori startup italiane: ecco la Top Startups Italia 2020 di LinkedIn

Le startup sono ormai considerati prospetti interessanti di aziende che possono diventare future protagoniste del business. Ecco perché gli occhi degli analisti seguono con interesse l’evoluzione di quelle più intriganti. LinkedIn ha annunciato la Top Startups Italia 2020, la prima in assoluto per il nostro paese e che classifica le 10 migliori startup italiane.

Quali sono le 10 migliori startup italiane

La classifica è ovviamente messa in relazione con il periodo che stiamo vivendo: il coronavirus ha cambiato le nostre vite, ma anche le nostre esigenze e, inevitabilmente, le inevitabili rispondenze del mondo del business. Per questo la classifica considera quelle che sono le startup che sono risultate come tra le più emergenti e le più resilienti, tenendo in considerazione come stanno affrontando l’attuale scenario lavorativo in continuo cambiamento.  

La lista delle migliori startup italiane del 2020 di LinkedIn include 10 aziende emergenti attive in diversi settori e ambiti di specializzazione, tutte accomunate dall’impegno per l’innovazione e la trasformazione digitale, elementi alla base dei loro prodotti e servizi. Ecco quali sono:

In testa si piazza Casavo, instant buyer immobiliare nata a Milano nel 2017, seguita sul podio da BOOM, startup che offre servizi innovativi nel campo della fotografia commerciale e da Satispay, la promettente fintech italiana che sta rivoluzionando il sistema dei pagamenti digitali nel nostro paese.

Al quarto posto troviamo Everli, startup che garantisce da anni la consegna a casa della spesa in diversi supermercati d’Italia, mentre al quinto posto si posiziona un’altra realtà emergente del fintech come Credimi, che ha come focus il credito alle imprese, e al sesto posto EnergyWay, specializzata nel data science e le Intelligenze Artificiali.

Al settimo posto si posiziona Milkman, realtà tecnologica che opera nella logistica e nella supply chain, seguita da Kineton, azienda d’ingegneria che offre soluzioni per diversi ambiti industriali, e iGenius, altra startup tech specializzata nell’analisi dei dati per lo sviluppo di soluzioni che migliorano l’efficienza delle attività di business. A chiudere la Top Startups Italia 2020 è Roboze, attiva nel campo dell’ingegneria informatica e la progettazione di soluzioni di stampa 3D.

La lista mette in evidenza le startup per le quali i professionisti desiderano di più lavorare, ed è basata sull’analisi dei dati provenienti da milioni di attività che si mettono in evidenza sulla piattaforma LinkedIn, tra le quali le ricerche di lavoro e le visualizzazioni delle pagine aziendali, svolte dagli oltre 706 milioni di membri di LinkedIn in tutto il mondo, tra i quali si contano oltre 14 milioni di professionisti italiani.

I commenti alla classifica

“È fantastico notare tutta la carica di innovazione tecnologica presente nella nostra lista delle migliori startup del 2020. Top Startups Italia dimostra quanto sia stata importante la trasformazione digitale in atto nell’ultimo decennio e come questa stia influenzando ogni aspetto della nostra vita. Ha influito sul modo in cui acquistiamo un immobile, beni e servizi e persino su come riceviamo la spesa a casa. Non sorprende che queste innovazioni stiano ispirando la comunità di LinkedIn e stiano attirando l’attenzione di così tanti utenti”. afferma Michele Pierri, Editor di LinkedIn News in Italia

“Siamo entusiasti di vedere che Casavo è stata riconosciuta come una delle migliori startup di LinkedIn per il 2020. Investire sulle persone è la nostra prima priorità, ed è sempre stato così sin dall’inizio della nostra azienda, quindi siamo lieti di vedere che Casavo è stata riconosciuta come un hub di talenti nell’ecosistema delle startup italiane. Il 2020 ha portato molti cambiamenti e incertezze, a causa della pandemia, e abbiamo dovuto mostrare resilienza. Per noi di Casavo, questo è stato reso possibile dall’intera azienda che ha veramente abbracciato il cambiamento come parte dei nostri valori fondamentali, in modo da poter fornire i migliori risultati per i nostri clienti, durante questi tempi incerti” aggiunge Giorgio Tinacci, CEO di Casavo

Pausa pranzo: il cibo di qualità è il benefit preferito da chi lavora

Il benefit preferito da chi lavora? È il cibo di qualità per la pausa pranzo. A rivelarlo è stata un’indagine condotta su Linkedin da Foorban, la startup che sta rivoluzionando il mondo della pausa pranzo aziendale, su un panel di circa 400 utenti della piattaforma: interpellati sul valutare “il benefit più di valore”, il 40% dei partecipanti al sondaggio ha dichiarato di preferire “cibo sano sempre disponibile”, mentre solo il 29% dei partecipanti ha votato i tradizionali “buoni pasto”.

Insomma, chi lavora vede nella pausa pranzo un momento essenziale per ricaricare le batterie, ma vuole farlo mettendo sullo stomaco cibi di buona qualità.

Gli altri benefits apprezzati

Tra gli altri benefis più tiepide, invece,le preferenze verso nuove forme di welfare: il 20% del campione ha dato la sua preferenza ad attività di wellbeing (palestra, piscina, workshop con nutrizionisti o esperti del benessere), mentre solo l’11% si è dimostrato interessato ad attività di formazione, come webinar o corsi online.

“È un risultato che ci stupisce solo in parte, per quanto possa sembrare in controtendenza rispetto al fenomeno smart-working che si sta, senza dubbio, consolidando – spiega Marco Mottolese, CEO e cofounder di Foorban, nel commentare i risultati del sondaggio – Già nel pre-Covid la ricerca di modelli nuovi di welfare, basati sull’esperienza e sul benessere del dipendente oltre che sul puro valore “economico” del benefit, era in cima all’agenda delle funzioni HR. I nuovi lavoratori italiani cercano qualità, comodità, convenienza: non è strano che avere la disponibilità di un pasto sano ed equilibrato, già pronto e confezionato, sia considerato preferibile rispetto ad un buono pasto”.

Attenzione, però, a non lasciarsi ingannare: avere del cibo sano, pronto da consumare nel luogo in cui si lavora, non significa, necessariamente, averlo… “in ufficio”. “L’ufficio è un concetto ormai molto ampio: se la ‘sede aziendale’ rimane il punto di riferimento, è sempre più comune, sia per aziende che per i dipendenti, considerare ‘ufficio’ qualsiasi luogo in cui ci sia un computer e una connessione wifi. – conclude Marco Mottolese – In Foorban stiamo lavorando per interpretare questo nuovo scenario di ‘ufficio diffuso’: vogliamo costruire un modello di servizio che risponda al bisogno di una pausa pranzo sana per il lavoratore moderno, qualsiasi sia il luogo in cui sta lavorando. Crediamo che l’alimentazione diventi ancora più importante in questo nuovo contesto che sta ribaltando abitudini e consuetudini. Anche le aziende lo stanno capendo, e cercano per i propri dipendenti servizi di welfare più completi e flessibili: noi ci poniamo come un partner di wellbeing aziendale, potendo offrire e aggregare una serie di servizi che incontrano le nuove esigenze della giornata lavorativa”.

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Rientro in ufficio: quanti dubbi emergono dal sondaggio di LinkedIn

Quando terminano le classiche vacanze di agosto, si inizia a pensare al rientro in ufficio, con le sue problematiche consuete, alle quali quest’anno si aggiungono anche quelle relative al Covid-19. La risalita del numero dei contaggi preoccupa non poco: il timore di un nuovo lockdown ci fa affrontare il ritorno all’attività post vacanza certamente più ansiosi rispetto agli scorsi anni. La speranza, ovviamente, è quella che quest’incubo rimanga tale e che la curva dei contagi torni ad abbassarsi senza la necessità di dover ricorrere a nuove misure di sicurezza.

Workforce Confidence Index di LinkedIn

LinkedIn ha recentemente lanciato un nuovo programma, intitolato Workforce Confidence Index, che guarda alle principali preoccupazioni dei professionisti italiani durante e dopo la pandemia. 

Ritornare in ufficio è la principale preoccupazione per la maggior parte dei professionisti, e non è una sorpresa che continuiamo a notare molte conversazioni su questo argomento sul social dei professionisti.

Certamente tra i dati principali emerge la mancanza di fiducia dei professionisti italiani in merito all’ottenere o mantenere un lavoro.

Un’indagine su oltre 1.000 professionisti italiani, misura gli attuali sentimenti relativi al mercato del lavoro italiano tramite un punteggio di fiducia. L’indagine ha rilevato che per i professionisti italiani la sicurezza e la solidità del lavoro sono ancora tra le preoccupazioni principali, in quanto i professionisti sono solo moderatamente fiduciosi nelle loro possibilità di ottenere o mantenere un lavoro, con un punteggio dell’indice di fiducia individuale (su una scala da -100 a 100) di 33. In particolare,  i professionisti del settore finanziario hanno ottenuto il punteggio di fiducia più alto, con uno score individuale di 37 (su una scala da -100 a 100). Il settore che ha mostrato il punteggio di fiducia più basso è stato quello dei media e delle comunicazioni, con uno score individuale di 28.

Soldi, un problema di molti

Dalla ricerca emerge come i professionisti italiani siano preoccupati per le loro finanze personali, dato che il 19% dei professionisti prevede che il proprio reddito diminuirà nei prossimi sei mesi. È probabile che i professionisti attingano ai loro risparmi per coprire i costi, dato che il 26% dei professionisti prevede un calo dei propri risparmi personali nei prossimi sei mesi.

Il ritorno in ufficio: una preoccupazione in più

Sempre più aziende e organizzazioni valutano se riaprire o meno i propri uffici, i loro dipendenti rimangono preoccupati per la sicurezza del rientro in ufficio. Il 51% dei professionisti ha dichiarato di essere preoccupato che i propri colleghi e clienti non seguano le misure di sicurezza e le linee guida attualmente in vigore.

Green Job, il lockdown potrebbe averci aperto gli occhi?

Uno dei pochi aspetti positivi del lockdown da Coronavirus, è stato il fatto che, viaggiando di meno, per passione o per lavoro, l’inquinamento atmosferico si è ridotto, in diversi settori.

L’impatto che il nostro stile di vita ha sull’ambiente non può non essere considerato, ecco perché forse, il mondo del lavoro, può contribuire a migliorare la situazione.

Green Job, ora c’è richiesta di esperti

Su LinkedIn si sono moltiplicate le conversazioni sui cambiamenti climatici tra i membri della piattaforma e per questo l’azienda ha voluto condividere alcuni spunti su come il settore della sostenibilità sia cambiato nell’ultimo anno, fornendo anche il commento del Senior Economist di LinkedIn Mariano Mamertino, che ha arricchito i dati con alcuni elementi di contesto.

Dai dati emersi, risulta che il numero di professionisti nel campo della sostenibilità in Europa è aumentato del 13% nell’ultimo anno, registrando un incremento maggiore della media globale del 7,5%.

Anche la domanda di “green job” è cresciuta, con un aumento dei posti di lavoro legati alla sostenibilità in Europa pari al 49%.

Secondo i nuovi dati di LinkedIn, il più grande network professionale al mondo, l’Italia risulta essere uno dei paesi migliori per una carriera nell’ambito dei “green job”, ovvero legati al settore della sostenibilità, con Milano al 7° posto a livello mondiale per la concentrazione di professionisti della sostenibilità.

Anche la domanda di lavori legati alla sostenibilità è aumentata, con una crescita del 49% dei posti di lavoro disponibili su LinkedIn per ruoli legati alla sostenibilità in Europa durante l’ultimo anno, anche prima che la pandemia di COVID-19 prendesse piede a livello globale.

Mentre i consumatori, le imprese e gli investitori diventano sempre più consapevoli dell’impatto relativo ai cambiamenti climatici, LinkedIn, per comprendere lo sviluppo dei cosiddetti “green job”, ha analizzato il numero di annunci di lavoro legati alla sostenibilità sulla sua piattaforma, nonché i membri che hanno incluso in qualche modo la parola sostenibilità nella descrizione del loro ruolo aziendale.

L’opinione di Mariano Mamertino, Senior Economist di LinkedIn

“Guardando al futuro, una delle poche conseguenze positive legate all’attuale crisi sanitaria è da riscontrarsi nel settore della sostenibilità. La crisi ha contribuito a ridurre l’inquinamento, e ciò potrebbe dare una certa carica a iniziative relative alla sostenibilità ambientale, che erano necessarie da tempo. E da questo punto di vista, le amministrazioni locali di città come Milano, Manchester o Liverpool hanno già annunciato dei piani volti a ripensare le modalità con le quali queste città possono essere più rispettose dell’ambiente. Dal punto di vista dei dati, abbiamo registrato un aumento del 13% del numero di professionisti della sostenibilità in tutta Europa, così come un +49% della domanda di lavori verdi nell’ultimo anno. Aldilà dei nostri dati, le iniziative recentemente annunciate da diverse amministrazioni pubbliche ci danno prova del peso e della particolare attenzione che ci aspettiamo sarà data al tema della sostenibilità anche in futuro”.

Buone notizie: le aziende ricominciano ad assumere. E questi top manager…

Buone notizie per chi cerca lavoro. Le aziende ricominciano ad assumere. Con la fine del lockdown e la conseguente graduale riapertura di molte attività, torna necessario il reintegro di forza lavoro. Questo almeno emerge da uno studio di LinkedIn.

Il social network ha preso in esame i dati aggiornati relativi ai tassi di assunzione in Italia dall’inizio dell’emergenza Coronavirus

Numeri in salita per le assunzioni

Secondo lo studio, questa fase della crisi, il tasso di assunzioni in Italia sta iniziando a stabilizzarsi. Viene registrato un -44% anno su anno, rispetto ai dati aggiornati al 23 maggio, che rappresenta comunque una crescita di 18 punti percentuali rispetto al -62% anno su anno, segnalato qualche settimana fa.

 In un periodo nel quale l’impatto economico del Covid-19 è stato devastante in quasi tutti i settori dell’economia mondiale, ci sono comunque settori industriali che hanno continuato ad assumere, e ruoli professionali che hanno continuato a registrare un gran numero di candidature.

I manager più ricercati dalle aziende

Tra questi ruoli, i 5 che hanno registrato un numero maggiore di candidature sono: i professionisti in materia legale (legal specialist), i director of operations, i responsabili della logistica (logistics manager), i direttori delle vendite e gli specialisti dedicati al servizio alla clientela (customer specialist). Questi ruoli, in controtendenza rispetto a molti altri, hanno registrato il maggiore aumento percentuale in termini di candidature tra marzo e aprile 2020.

Lavorare a casa senza stress: ecco i consigli degli esperti di LinkedIn

Lavorare con i figli in casa o in spazi condivisi non è facile, ma in questo momento è assolutamente necessario. Il tuo bell’ufficio ti manca? Ora non puoi far nulla, ma puoi organizzare le cose in modo da limitare i danni… In tal senso, arrivano i consigli di LinkedIn,  più grande network professionale al mondo, tesi a migliorare la vita a chi deve affrontare le difficoltà dello smart working in… compagnia e lavorare a casa senza stress.

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Obiettivi e opportunità: uno studio di LinkedIn ci dice cosa ne pensano gli italiani

Obiettivi e opportunità, due parole molto legate fra loro nel mondo del lavoro. Ma come vengono percepite da manager, professionisti e lavoratori? LinkedIn ha annunciato oggi il lancio della ricerca LinkedIn Opportunity Index 2020.

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Buoni propositi per il 2020: come iniziare al meglio il nuovo anno lavorativo

Cosa desideriamo per il 2020? Tutti vogliamo il meglio, ma siamo sicuri di avere le idee chiare? Page Personnel, brand di PageGroup leader di mercato nella ricerca e selezione di impiegati e giovani professionisti qualificati, ha voluto condividere alcuni consigli utili su come iniziare al meglio il 2020 in ambito lavorativo.

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LinkedIn Emerging Jobs Italia 2019: la top 10 dei lavori emergenti

LinkedIn Emerging Jobs Italia 2019: ecco cosa ha detto

Nuovo e interessante studio di LinkedIn sul mondo del lavoro ed in particolare dei professionisti. Il social ha diramato i dati di LinkedIn Emerging Jobs Italia 2019, una nuova ricerca, la prima nel suo genere per il nostro paese, che rivela la classifica delle figure professionali e delle competenze che hanno registrato il tasso di crescita più elevato negli ultimi 4 anni (2015-2019) in Italia. Dunque utilissimo per capire quali sono i lavori emergenti, a vantaggio dei giovani.

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Open for business: il nuovo servizio di LinkedIn per imprenditori e liberi professionisti

LinkedIn ha annunciato il lancio di un’altra novità interessante a supporto di piccole aziende e liberi professionisti. Si tratta di Open for Business, una funzione che consente ai liberi professionisti e ai piccoli imprenditori di aggiungere i propri servizi al profilo LinkedIn, facilmente individuabili attraverso le ricerche sulla piattaforma.

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Intelligenza Artificiale: quanti professionisti in Italia e in Europa?

L’Intelligenza Artificiale sta diventando sempre più un punto cardine nel mondo di chi fa business e un recente studio di LinkedIn, il più grande network professionale online del mondo, prende in esame proprio questo aspetto.

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