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Nel mondo della moda si fa largo sempre più la figura del fashion lawyer

Il business della moda è uno dei più importanti in assoluto. Idee, innovazione, stile, emozioni. Molto spesso il problema che si ritrovano ad affrontare i professionisti di questo settore è quello di tutelare il proprio brand e le proprie creazioni. Come si tutela un capo disegnato da uno stilista e messo in commercio da una casa di moda? Come è regolamentata la vendita di un prodotto? Come si tutela, infine, il diritto d’autore per evitare che si vendano falsi?

La materia è molto delicata e per questo oggi le aziende del settore ricorrono sempre più alla figura del fashion lawyer, ovvero un avvocato che conosce bene il settore moda & luxury ed è in grado di gestire le questioni legali che possano sorgere. 

“Quella del fashion lawyer – precisa Matilde Reggiani, Senior Consultant di JHunters, brand di Hunters Group (società di ricerca e selezione di personale altamente qualificato) – è una professione nell’ambito legal che sta prendendo sempre più piede. Ne troviamo uno, se non vere e proprie divisioni, all’interno dei più importanti studi d’avvocatura specializzati in tutela del diritto d’autore. Negli ultimi tempi abbiamo assistito alla nascita di uffici corporate dedicati, sia in grandi firme sia in aziende di più piccole dimensioni, affinché ci sia un presidio costante e puntuale di questa materia che è davvero molto complessa. I dati che abbiamo parlano chiaro: secondo il nostro osservatorio sono cresciute, nell’ultimo anno, del 10% le richieste di avvocati specializzati in questo settore”. 

Ma come si diventa fashion lawyer? È indispensabile, ovviamente, il conseguimento della laurea in Giurisprudenza e il titolo di avvocato tramite il superamento dell’esame di stato. A questo si aggiunge poi un percorso di specializzazione in ambito fashion. 

Cosa fa il fashion lawyer?

Deve ovviamente una forte visione multi-disciplinare e trasversale che coinvolge anche alcuni aspetti, ad esempio, del marketing. Sono indispensabili anche la comprensione delle logiche che sottendono il fashion system ed eccellenti doti relazionali. 

Devono assistere i clienti nelle fasi di ideazione, deposito del marchio, planning, produzione, distribuzione e promozione di prodotti e servizi. Non solo, dovranno affiancarli anche nella tutela del marchio e nella gestione di un eventuale contenzioso. 

“Un altro aspetto nuovo ed estremamente interessante – aggiunge Matilde Reggiani – riguarda l’influencer marketing per cui il fashion lawyer entra in gioco sia a supporto del brand sia a supporto del singolo influencer. Vi è dunque un mare magnum di potenziali clienti che, ad oggi, necessitano supporto legale. Si tratta di un mercato estremamente complesso e variegato, ma altamente remunerativo: si parla, ad esempio, di compensi intorno ai 15.000€ per l’avvio di procedimenti cautelari sommari e che si concludono in 30 giorni, fino ad arrivare a 30.000 € per l’avvio di procedimenti di merito ordinari. Un fashion lawyer con un’esperienza compresa tra i due e i cinque anni può percepire un compenso che varia tra i 30.000 e i 35.000 euro lordi annui, a seconda ovviamente della grandezza dello studio o dei clienti che assiste”. 

Manager, il successo parte dai dettagli

Sentiamo spesso parlare della figura del manager, riferita agli ambienti di lavoro dei nostri giorni, ma chi è e cosa fa precisamente? Si tratta di una figura professionale altamente qualificata che gestisce e conduce un intero team di persone, all’interno di un’azienda o società. Un ruolo quindi di potere, di spicco, dove le responsabilità sono tante e nulla può essere lasciato al caso; l’attenzione ai dettagli infatti rappresenta in questo lavoro un ruolo chiave, una dimensione cruciale che fa sì che un determinato settore possa trovare il successo più luminoso o al contrario fallire. 

Per questo motivo un manager di successo deve pensare a 360 gradi e valutare attentamente ogni situazione analizzandone tutte le sfaccettature, prendendo le giuste decisioni per il futuro dell’azienda. A proposito dell’attenzione per i dettagli, è importante che questa passi anche attraverso una ricercatezza nel look e negli outfit del manager, che diventano in quest’ambiente lavorativo di primaria importanza: mai come in questo caso l’abito fa dunque il monaco. Un manager deve dare sul luogo di lavoro un’immagine di sé impeccabile e trasmettere l’idea che ci si trovi davanti ad un uomo di successo: tutto va curato nel minimo particolare, dalla scelta della camicia e della giacca fino agli accessori come calzini, bracciali, profumo.

La scelta dell’outfit per un uomo di successo

Dare un’immagine di sé vincente ed elegante, ma anche grintosa, è fondamentale in questo lavoro: vediamo insieme cosa deve indossare un manager di successo in ufficio. Anzitutto la parola d’ordine è una: la banalità è categoricamente esclusa; quindi, scegliamo indumenti classici ed eleganti, ma anche osando un po’, per mostrare al mondo che siamo pronti ad affrontarlo e non temiamo il rischio. 

La giacca è d’obbligo, il consiglio è di optare magari per un monopetto classico in tinta unita, scegliendo un colore di tendenza della stagione; per quanto riguarda la lunghezza la regola assoluta è una: la giacca non deve mai terminare prima della cintura ma neanche coprire completamente i fianchi. La camicia deve essere per lo più bianca con maniche lungo e scollo alla francese, un capo che resta intramontabile; possiamo osare in qualche occasione scegliendo qualche tinta più audace, ma mai virare verso disegni fiorati o troppo estrosi. 

Il pantalone dovrà essere né troppo largo, né troppo stretto, in chino con risvolti in cotone puro; la lunghezza adeguata deve far sì che i risvolti superino di poco le scarpe quando ci si siede. Al di là dell’abbigliamento, la scelta del giusto accessorio può dare quel tocco in più all’intero outfit e arricchirlo di originalità e personalità; il profumo ad esempio completa con la sua fragranza l’immagine che vogliamo dare al mondo. Per un manager di successo è ottimo il profumo Creed, avvolgente e sofisticato; in particolare, parliamo del Creed Silver Mountain, con le sue note di agrumi, muschio, ribes nero e tè, un aroma forte e vincente, raffinato e mai eccessivo, un tocco immancabile che va a completare in modo perfetto l’outfit di un manager, che risulterà vincente alla prima stretta di mano.

(Pubbliredazionale)

Milano Unica rilancia la moda a Milano con la sua 33ª edizione

Con la 33ª edizione di Milano Unica, la più importante fiera italiana del settore che vede in questa edizione la partecipazione di 270 aziende, con un incremento del 27% rispetto a settembre 2020, la moda torna protagonista a Milano il 6 e il 7 luglio.

Le 224 imprese italiane e le 46 straniere, provenienti dai maggiori distretti tessili italiani ed europei presentano le collezioni di tessuti e accessori dell’alto di gamma per uomo, donna e bambino A/I 2022/23. 

Messaggio di fiducia per il sistema moda

“Questa edizione in presenza è particolarmente importante per il messaggio di fiducia che viene dato all’intero comparto, ancora alle prese con le difficoltà, che si protraggono da oltre un anno, derivanti dal sostanziale arresto dei rapporti commerciali con i più importanti mercati internazionali. Va ricordato che prima della pandemia il 60% dei buyer arrivava dall’estero. Le diffcoltà nei viaggi soprattutto da Cina, Usa e Gran Bretagna non hanno scoraggiato i nostri espositori che hanno dato un importante segnale di unità e partecipazione” ha affermato Alessandro Barberis Canonico, Presidente di Milano Unica

Spazio fisico e digitale perfettamente integrati

Lo sviluppo dell’integrazione tra spazio fisico e digitale è una delle principali novità di questa 33a edizione, che vede lo sviluppo del marketplace digitale e-MilanoUnica Connect, nato grazie alla collaborazione con Pitti Immagine e Agenzia ICE.

Le aziende espositrici hanno la possibilità di offrire una showroom virtuale, con livelli di accessibilità differenziati. I buyer potranno richiedere agli espositori l’accesso alla parte riservata del catalogo, consultare i prodotti, salvare quelli di loro interesse e richiederne una campionatura, consolidando così il business internazionale. 

L’importanza di Milano Unica in presenza

“Le nostre aziende durante la pandemia non sono rimaste inermi, ma hanno continuato a investire nella ricerca di nuovi tessuti e accessori caratterizzati contemporaneamente da creatività e sostenibilità. Tessuti e accessori che si potranno ammirare e toccare, oltre che negli stand degli espositori, anche negli spazi dedicati a Tendenze e Sostenibilità di questa 33a edizione. Il contatto fisico con il tessuto, infatti, è essenziale per comprendere a fondo il prodotto e rappresenta il vero valore aggiunto della nostra era. Il digitale aiuta sicuramente per gli aspetti stilistici ed estetici, ma non rivela la tipologia, un elemento essenziale dei tessuti.” ha aggiunto Alessandro Barberis Canonico, Presidente di Milano Unica

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