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Decreto Rilancio: le misure dedicate alle startup

Lo scorso 9 Luglio la camera ha approvato il cosiddetto “Decreto Rilancio”, il quale riguarderà una ampia gamma di materie di interesse: dalla sanità al lavoro, dal fisco alla sicurezza, dalla famiglia agli enti territoriali, dalla giustizia alla pubblica amministrazione, giusto per menzionarne alcuni. Tuttavia all’art.38 è menzionato “Rafforzamento del sistema delle start-up innovative”, che contiene misure a sostegno dell’ecosistema startup PMI innovative in Italia.

Con un focus alle misure previste, andiamo a scoprire il mondo che ruota intorno alle startup. 

Si tratta di un modello di business molto giovane (le prime sono nate nei primi anni ‘90 nella Silicon Valley) che inizialmente era legato unicamente al mondo della tecnologia e dell’IT, mentre ora ha guadagnato terreno e spazia nei più svariati settori. Per restare aggiornati sulle ultime tendenze e su tutto ciò che riguarda il mondo delle startup esistono magazine come think.it che sono specializzati in questo settore e che permettono di restare sempre aggiornati su tutte le novità.

Caratteristiche della startup

Una definizione condivisa e accettata da tutti configura la startup “un’organizzazione temporanea progettata per cercare un business model ripetibile e scalabile”: questa la definizione di Steve Blank, imprenditore e autore del best seller “The Startup Owner’s Manual”.

Ripetibilità e scalabilità sono due caratteristiche fondamentali di una startup e con questi termini si intende la capacità del modello di business di essere replicabile e di conseguenza avere la capacità di aumentare le dimensioni e il giro di affari in maniera anche esponenziale senza un proporzionale aumento dei costi.

Innovazione e investimenti

La scalabilità non può essere l’unica caratteristica necessaria per definire una startup: esistono anche altri parametri e altre tendenze riscontrabili all’interno di questo mondo.

In primo luogo il prodotto realizzato dall’impresa deve avere un elevato grado di innovazione, deve essere qualcosa di mai visto prima, un’intuizione brillante. 

Inoltre deve essere caratterizzata da temporaneità, nel senso che nella mente del suo fondatore c’è l’idea fissa di crescere. Una startup nasce con l’obiettivo di esserlo il minor tempo possibile per poi trasformarsi in un’azienda dalle grandi dimensioni.

Nel decreto rilancio sono contenute forti agevolazioni per chi investe in startup innovative. Infatti è prevista una detrazione fiscale al 50% per chi investe in startup, fino a un tetto di spesa di 100 mila euro. Inoltre è stato inserito un potenziamento dell’agevolazione per favorire l’ingresso in Italia di imprenditori innovativi, dimezzando l’investimento minimo previsto da un milione a 500 mila euro. 

Come abbiamo visto, l’idea sottostante a una startup deve essere fortemente innovativa e perciò spesso nasce da ragazzi che hanno rilevato una mancanza o un problema nel mondo a loro circostante di cui hanno trovato anche la soluzione. Per questo motivo è stato esteso il credito di imposta per le attività di ricerca e sviluppo innovative. Con un’agevolazione del 12%, le spese concorrono a formare la base di calcolo del credito d’imposta per un importo pari al 150% del loro ammontare. 

Sempre nell’ottica dell’innovazione, sono stati stanziati 10 milioni di euro per contributi a fondo perduto per l’anno 2020. L’obiettivo è quello di potenziare il settore attraverso l’ acquisizione di servizi prestati da parte di incubatori, acceleratori, innovation hub, business angels e altri soggetti pubblici o privati.

Ma come nasce una startup? Ovviamente avere un’idea brillante non basta, servono i soldi. Il problema sorge quando i soldi mancano o quando non se ne ha abbastanza per fondare una società. Ed è qui che interviene il crowdfunding, la raccolta di capitali dall’esterno. Si tratta di cercare persone che credono nel progetto e che sono disposte a investirci: possono essere persone comuni che contribuiscono con basse somme di denaro oppure da venture capitalist o angel investors: professionisti che investono ingenti somme di capitale di rischio nella startup. In relazione a ciò, sono stati inseriti 200 milioni di euro per il Fondo di sostegno al venture capital, destinati a sostenere investimenti nel capitale. Grazie a questi round di investimenti la startup acquisisce le risorse necessarie per iniziare il processo di sviluppo e di crescita. Se l’idea è davvero innovativa e chi vi lavora è competente e volenteroso, la startup non può che essere un successo

Startup: il contesto italiano

In Italia il mondo delle startup è ancora in una fase iniziale e sta lentamente crescendo. Certamente i giovani, le idee, le proposte e gli investitori non mancano. L’Italia in questo campo ha un potenziale davvero notevole, anche in relazione all’elevato tasso di disoccupazione. Infatti, tantissime persone disoccupate potrebbero trovare lavoro all’interno delle startup. 

Per favorire quindi il made in Italy artistico e creativo, il decreto rilancio autorizza la spesa di 5 milioni di euro per l’anno 2020. Questi sono destinati all’erogazione di contributi a fondo perduto al fine di sostenere l’industria del tessile, della moda e degli accessori a livello nazionale, con particolare attenzione alle startup che investono nel design e nella creazione. 

Ma questo settore non è l’unico, infatti il nuovo «First Playable Fund» è un fondo destinato a incentivare lo sviluppo dell’industria dell’intrattenimento digitale a livello nazionale. Sono previsti 4 milioni di euro per il 2020. Il problema (come sempre in Italia) è caratterizzato dalla burocrazia. Le startup rappresentano una grandissima leva per la creazione di ricchezza per un paese ed è per questo motivo che dovrebbero essere sempre agevolate, in tutto e per tutto. 

In Italia questo non è mai avvenuto e, a parte qualche sporadica iniziativa promossa a livello Europeo (come l’Agenda Digitale), le startup sono ostacolate da un sistema burocratico farraginoso e da una tassazione talmente elevata che non rendono attrattivo questo mondo. 

Digitalizzazione delle PMI in Italia: ancora non ci siamo

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Un’occasione da non perdere per le aziende che nel 2018 hanno intenzione di digitalizzarsi e di investire sui propri progetti sul web. Dal 15 gennaio al 9 febbraio 2018 le imprese italiane possono fare domanda per richiedere il voucher messo a disposizione del nuovo decreto del Ministero dello Sviluppo Economico e avviare un processo di ammodernamento tecnologico.

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In questa fase l’internazionalizzazione delle imprese rappresenta non solo una scelta o una necessità ma una vera opzione strategica, sulla quale conviene investire per trasformare un momento di crisi in una straordinaria opportunità, allo scopo di avvicinare il nostro Paese all’Europa assegnandole definitivamente il ruolo di protagonista nelle dinamiche commerciali ed industriali del Mediterraneo e non solo.

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Competenza, esperienza, programmazione. Di questo si parlerà in occasione di un workshop sulla certificazione delle competenze manageriali, strumento importante per accrescere la competitività delle PMI, organizzato da Federmanager il prossimo 16 febbraio al Parlamentino del Cnel di Roma.

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