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Tra lavoro e relax in… smartworking sulle colline bolognesi

L’ombra di possibili ulteriori restrizioni, che possono coinvolgere anche la sfera lavorativa è dietro l’angolo. Lo smartworking appare sempre più come una possibilità importante di continuare a portare avanti il proprio business. Ed anche le grandi strutture ricettive, stanno iniziando ad offrire possibilità interessanti per i businessman tra lavoro e relax.

Tra le varie opzioni, c’è Palazzo di Varignana, resort che si affaccia sulle meravigliose colline bolognesi, è una destinazione ideale per chi voglia coniugare le esigenze dell’ufficio ad esperienze rilassanti in mezzo alla campagna, seguendo un regime alimentare sano e adatto ad ottimizzare lo stato di concentrazione.

I servizi essenziali per il lavoro sono assicurati

La connessione wi-fi  in ogni area del resort, oltre che naturalmente dalle camere,  è libera e disponibile. Questo permette di lavorare in tranquillità negli spazi aperti, comodamente seduti in panchine panoramiche o nei piccoli giardini di pertinenza di alcune camere. 

Per chi non vuole o non può rinunciare alla tecnologia, Palazzo di Varignana mette a disposizione speciali aule di piccole dimensioni dotate di device di ultima generazione per webinar o collegamenti video a distanza.

I pacchetti disponibili

Il lavoro a Palazzo di Varignana viene inserito con diversi pacchetti: in formula “day use” o in “workation” con pacchetti di due giorni.  La proposta dedicata per chi vuole aggiungere al “lavoro in vacanza” uno stile di vita sano, grazie ad una corretta alimentazione, la soluzione giusta è IN-FORMA RETREAT. 

Rilassarsi dopo una lunga giornata di lavoro

A disposizione degli ospiti, ci sono camere molto spaziose e grazie alle terrazze o alle grandi finestre, che si aprono verso panorami sulle colline coltivate a vigneti e oliveti, favoriscono uno stato di estrema tranquillità e quindi anche di facile concentrazione.  

A fine giornata non ci sarà poi nulla di meglio che liberare la tensione del giorno godendo di lunghe passeggiate a scelta tra giardini ornamentali, parchi e percorsi benessere adatti ad ogni genere di attività sportiva.

Smartworking a oltranza, il 68% delle aziende proseguirà in questa modalità

Smartworking, non è finita. Il 68% delle aziende prolungheranno questa modalità di lavoro anche nei prossimi mesi, dopo la fine dell’emergenza sanitaria. A rivelarlo è un’indagine svolta dall’Aidp, l’associazione dei direttori del personale.

Smartworking a oltranza

LA ricerca dall’aida rivela che il 68% del campione ha dichiarato che prolungherà le attività di smart working anche nella fase di ritorno ad una “nuova normalità”.

Circa il 30%, inoltre, farà nuovi interventi organizzativi per favorire il lavoro agile. Per il 58% lo smart working proseguirà anche nel 2021 mentre per il 26% finirà tra novembre e dicembre 2020.  Rispetto al numero di dipendenti coinvolti per circa il 58% dei rispondenti il lavoro da remoto riguarderà un percentuale sul totale che oscilla tra il 50 e oltre il 90% della forza lavoro.

Per oltre il 70% delle aziende saranno mediamente utilizzati tra i 2 e i 3 giorni a settimana per le attività in lavoro agile. Tra i maggiori vantaggi che questi mesi di lavoro a distanza hanno evidenziato ci sono risparmio di tempo e costi di spostamento per i lavoratori (69%); maggiore soddisfazione dei dipendenti e miglioramento della vita in termini di work-life balance (64%); aumento della responsabilità individuale (46%).

Per quanto riguarda invece gli svantaggi sono stati rilevati la perdita delle relazioni sociali (62%), la mancanza di separazione tra ambiente domestico e ambiente lavorativo (32%); rischio di un sovraccarico di lavoro (21%). Cresce anche l’altra componente del lavoro smart, ossia la formazione a distanza: lo smart learning, indicata da oltre il 17% dei direttori del personale.

Oltre la forte accelerazione sullo smart working e lo smart learning, l’altro tema di rilievo emerso è la salute. Quasi il 60% dei rispondenti ha riprogettato l’organizzazione del lavoro secondo le norme aggiornate di tutela della salute e della sicurezza nell’ottica di una costante prevenzione dal virus.  

“L’emergenza epidemica ha creato le condizioni, temporanee e forzate, per una sorta di sperimentazione di massa del lavoro da casa, che è cosa diversa dal concetto di smart working, come tutti sappiamo – spiega Isabella Covili Faggioli, Presidente Aidp-. Ne siamo tutti consapevoli e tuttavia la questione oggi è un’altra: cosa rimarrà dell’emergency working, così com’è stato definito da molti, dopo la fine dell’emergenza e come questa condizione parziale del lavoro da remoto si trasformerà in autentico smart working? Su queste domande di fondo la nostra indagine tra i direttori del personale ha evidenziato due trend fondamentali: il post covid vedrà una crescita sostenuta dello smart working come strumento strutturale dell’organizzazione del lavoro con percentuali superiori rispetto a prima; nella valutazione tra rischi e opportunità quest’ultime hanno una percezione molto elevata rispetto alle criticità che pur ci sono. Si apre, così, una nuova fase di ripensamento del futuro del lavoro in cui bisognerà ben bilanciare le opportunità con gli svantaggi e soprattutto sarà necessario uno spirito collaborativo tra le parti che eviti la polarizzazione del confronto”.

Smartworking: cambiare ora è più difficile…

Molti sono i professionisti e lavoratori in genere che sono tornati in ufficio dopo il lockdown. A settembre ci sarà un ulteriore step di rientri. Ma a quanto pare i lavoratori allo smartworking sono davvero affezionati e non ci vogliono rinunciare. Anche se questo dovesse comportare un cambio di attività o di azienda. Questo almeno emerge dalla survey di Wyser, società internazionale di Gi Group che si occupa di ricerca e selezione di profili manageriali, condotta per sondare gli umori in vista della fine dello smartworking forzato.

Dai timori all’insicurezza

Secondo i risultati, il 30% degli intervistati, infatti, teme il mancato rispetto delle normative vigenti in fatto di sicurezza e, più in generale, di andare incontro a un nuovo lockdown (32%). Sebbene solo il 35,9% dei professionisti abbia ricevuto chiare comunicazioni rispetto alle modalità del rientro, la quasi totalità degli intervistati (80%) si dice fiduciosa rispetto alla capacità della propria azienda di dotarsi delle necessarie misure di sicurezza.

smart working e rientro in in ufficio

Lavorare da casa non è poi così male…

Le motivazioni addotte per non tornare a lavorare in ufficio sono divese: il 50% troverà pesante ritornare ad affrontare la routine pre-lockdown, tra i mezzi pubblici affollati e il traffico sulle strade, mentre il 30% soffrirà il trantran mattutino con la sveglia anticipata e il pensiero dell’abbigliamento.

Passare molte ore fuori di casa comporterà un disagio per 1 lavoratore su 3 (33,3%) e dover continuamente prestare attenzione e rispettare le limitazioni e le misure vigenti renderà tutto più difficile, anche per quanto riguarda i rapporti con i colleghi (19,2%).

smart working e rientro in in ufficio

Il lato positivo è però rappresentato proprio dalla possibilità di riprendere i rapporti sociali: il 79,4% degli intervistati afferma di aver mantenuto o addirittura rafforzato i rapporti con il proprio team durante il lockdown.

Ritrovarsi sarà infatti la nota lieta per manager e professionisti italiani: il 52,6% ha accusato infatti la mancanza della socialità nella quotidianità lavorativa e il 20,5% non vede l’ora di spegnere Zoom e tornare a confrontarsi di persona e avere occasioni di networking (9,6%). Anche se questo significherà avere a che fare talvolta con collaboratori poco simpatici (15,4%).

smart working e rientro in in ufficio

Il lavoro del nuovo decennio sarà certamente… agile!

Il lavoro del nuovo decennio? Qualcosa cambierà sicuramente e già si stanno studiando nuovi moduli lavorativi. Il lavoro agile diventerà sempre una costante nella vita lavorativa di ciascuno di noi e gli strumenti tecnologici in tal senso ci daranno una grossa mano. Questo è confermato anche dalle previsioni di Jabra, azienda che produce dispositivi per le comunicazioni a mani libere.

Lo smartworking è un successo

Il successo dello smartworking è confermato da numerose ricerche, tra le quali c’è quella di Fpa, società del gruppo Digital 360, dedicata al lavoro agile nella pubblica amministrazione italiana.

La ricerca è stata condotta su 4.200 dipendenti: il 94% dei lavoratori vorrebbe continuare a lavorare da casa con rientri in ufficio non quotidiani. Il 69,5% degli intervistati ha affermato che organizza meglio il lavoro, il 45,7% che ha più tempo per sé e la famiglia, e il 34,9% che lavora in un clima di maggiore responsabilizzazione. 

Dati davvero indicativi su quello che è un nuovo modo di lavorare che fino a poco tempo fa non veniva accreditato come produttivo.

Eppure lo smartworking presenta diverse insidie, a partire dalla difficoltà di pronto intervento sui processi, soprattutto in quelli per cui sono richieste una costante supervisione ed un intervento su diversi sistemi all’interno di un’organizzazione. Serve quindi adottare strategie che possano prevenire perdita d’informazioni e interruzioni del processo produttivo.

Tuttavia, le sensazioni più comuni sono per un decentramento del posto di lavoro.

Pure essendo noi già stati messi alla prova dalla densificazione degli uffici “open”, da team sempre più distribuiti e dalle conseguenti sfide per la nostra concentrazione e collaborazione, gli anni che verranno saranno definiti da uno stile di lavoro più radicalmente adattato e da una maggiore necessità di supportare la tecnologia per tenere il passo con questi cambiamenti accelerati e di grande impatto.

Problemi di concentrazione

Indubbiamente il dubbio di non riuscire a mantenere salda la concentrazione viene: la presenza di piattaforme di comunicazione interne ed esterne, appesantite dall’inefficienza delle e-mail e delle conference call, possono privare le persone del giusto tempo per concentrarsi, con la sensazione di vivere interruzioni che inficiano la produttività, per non parlare dei dettagli chiave che a volte si perdono.

Gli strumenti tecnologici, in particolare, possono aiutare molto a mantenere alta la concentrazione: basta pensare ad esempio alla possibilità di lavorare su un monitor più grande di quello che abbiamo a casa o con cuffie dotate di cancellazione del rumore e indicatori di luce per non essere disturbati. 

Inoltre, le funzionalità includeranno analisi predittive con un migliore riconoscimento vocale, una traduzione automatica, la ricerca semantica e l’apprendimento automatico. Tutto ciò guiderà la produttività nei nostri futuri ambienti di lavoro.

Insomma, il mondo del lavoro potrebbe subire un cambiamento epocale nei prossimi anni. È importate non farsi trovare impreparati.

Smartworking: può provocare patologie fastidiose. Ecco 10 consigli utili

Patologie legate allo smartworking: quali sono?

Può lo smartworking procurare patologie mediche? Secondo una ricerca della World Health Organization pubblicata sul portale britannico Daily Mail, sì.

Il Coronavirus ha costretto molti professionisti a lavorare da remoto e ciò ha permesso la persecuzione di alcune attività, ma è stato fatto nel modo giusto?

Secondo la ricerca della World Health Organization il 72% dei lavoratori intervistati ha ammesso di soffrire di lombalgia, acutizzatasi in questa fase di quarantena. In particolare, l’utilizzo non corretto di smartphone e PC provoca a lungo andare quello che i britannici chiamano “tech neck”, ovvero il collo segnato dalla postura tipica di chi china il capo e che, secondo un’indagine pubblicata sulla BBC, colpisce soprattutto i millennial.

Problematiche che sono state evidenziate anche sui social: da un monitoraggio su Instagram è emerso come l’hashtag #Backpain abbia oltre 1 milione di menzioni e #Techneck oltre 12mila.

Come si possono prevenire tali patologie?

Ma quali sono i consigli degli esperti per prevenire e curare le patologie legate allo smartworking? La prevenzione inizia a tavola con un regime alimentare sano ed equilibrato per combattere la sedentarietà e continua prestando attenzione all’utilizzo di sedie ergonomiche adeguate al tratto lombare, facendo inoltre delle brevi pause almeno ogni 30 minuti di lavoro.

Fondamentale è anche compiere esercizi di allungamento per la mobilità muscolare e seguire una routine rilassata. Per curare la lombalgia, infine, un valido aiuto può arrivare dalla laserterapia Theal Therapy creata in Italia da Mectronic, che grazie al processo di fotobiomodulazione agisce sull’infiammazione e garantisce un recupero in tempi brevi.

10 consigli utili per prevenire le patologie derivanti dallo smartworking

Fare una pausa almeno ogni 30 minuti e muoversi in giro per la casa: è fondamentale per evitare una stasi muscolare legata a prolungati periodi di inattività e rimettere in moto la circolazione sanguigna.

Munirsi di una sedia adeguata al tratto lombare: le posture scorrette sono spesso dovute a postazioni non ergonomiche. Utilizzare una sedia da ufficio oppure autotrattarsi con cuscini o rialzi che allineino le vertebre è utile a prevenirle.

Attenzione allo sguardo fisso rivolto verso il PC: lo schermo andrebbe tenuto alla stessa altezza degli occhi in modo da evitare disturbi astenopici e rigidità nel tratto cervicale.

Effettuare esercizi dinamici di mobilità: compiere il cosiddetto “allenamento da scrivania” innalzando le braccia verso l’alto o effettuando degli squat aiuta a mantenere attivo il comparto muscolare.

Creare uno spazio di lavoro adeguato: è consigliabile lavorare seduti con le braccia appoggiate sulla scrivania, favorendo il giusto distanziamento tra i polsi ed evitando di lavorare sulla poltrona o sul letto.

Non sottovalutare l’importanza di un regime alimentare equilibrato: la prevenzione inizia a tavola con una dieta sana che prediliga fibre, frutta e verdura in modo da combattere la sedentarietà prolungata e il rischio di sovrappeso.

Creare una routine mattutina rilassata: è consigliabile mantenere ritmi e orari regolari, iniziando a lavorare o studiare all’orario consueto e terminando alla stessa fascia oraria.

Idratarsi è fondamentale: tenere sempre a portata di mano una bottiglietta d’acqua aiuta a regolare la temperatura corporea, favorisce la digestione e l’eliminazione di tossine in eccesso.

Assumere una giusta postura anche a letto: riposare bene aiuta a essere meglio concentrati e produttivi. Per questo motivo è consigliabile dormire in posizione supina con un cuscino sotto le gambe oppure di fianco con un cuscino tra le gambe.

Un valido aiuto arriva dalla laserterapia: grazie al processo di fotobiomodulazione della Theal Therapy è possibile recuperare in tempi brevi da lombalgie e altre problematiche posturali.

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