Tattoo, cravatta e… sex appeal!

Oggi il tatuaggio maschile è ormai un elemento decorativo sdoganato e può avere significati sessuali ben precisi, serve ad esibire il proprio fisico, a renderlo più attraente, a lanciare un messaggio erotico al mondo là fuori, a dimostrare la maturità di un corpo che ora è pronto ad esprimere le proprie passioni e conflittualità. 

Oltre ad un decoro estetico, un tatuaggio può rappresentare svariate circostanze ed esperienze, emozioni, credenze, fatti e persone importanti che ne hanno segnato lo sviluppo, trasmettendo così la propria identità.

In passato era sostanzialmente la carta d’identità dell’uomo che li aveva, molti cristiani si tatuarono simboli religiosi per affermare la loro appartenenza religiosa, i faraoni furono spesso immortalati con tattoo sul corpo, mentre in Europa questa pratica fu reintrodotta dopo le esplorazioni oceaniche del XVIII secolo che scoprirono quelli dei Maori e dei giapponesi.

In Italia questa pratica veniva spesso associata al mondo della delinquenza, dei galeotti e dei pirati, come delineava Cesare Lombroso ne “L’uomo delinquente”.

Non solo pirati quindi ma anche manager che nascondo una body art che agli occhi del mondo femminile appare come manifestazione di potere, predominanza e aggressività.

Un recente studio polacco ha pubblicato un articolo sulla rivista Personality and Individual Differences, secondo cui le donne pensavano che i maschi con un tatuaggio sembrassero più sani delle persone non tatuate.

L’uomo tatuato è quindi più attraente agli occhi del mondo esterno, perché simbolo di virilità, coraggio e di voglia di distinguersi dalla massa.

La stigmatofilia, cosi viene definita la fascinazione per le persone tatuate, oggi è ben presente e anche l’uomo dall’aspetto “perbene” ma tatuato rappresenta nell’immaginario femminile un richiamo sessuale irresistibile.

Il maschio dal sapore esotico pronto a mille avventure, custode di una forza e un vigore che rimandano a quel che di primitivo e guerriero fa ancora breccia negli animi femminili.

Questi “marinai” in colletto bianco sembrano essere più affascinanti, si distinguono da tutti gli altri, in quanto i tatuaggi hanno qualcosa di originale per la loro assoluta unicità che si conforma in modo del tutto personale al corpo di chi lo indossa, esprimendo aspetti e tratti della personalità celati e svelati in quelle parti del corpo più o meno esposte.

 ll tatuaggio nel nord Europa è una pratica diffusissima. A Londra anche chi lavora in banca o alle poste è tatuato, cosi come molti avvocati e medici. Mentre in America, tatuarsi è frequente soltanto nelle zone costiere, dove si entra in contatto con le altre culture. Los Angeles e Miami su tutte. Nell’entroterra americano, la popolazione è ghettizzata. Basti pensare che il passaporto lo possiede solo il 30% della popolazione. Idem in Giappone, dove gli studi di tatuaggi sono praticamente inesistenti e non possono stare sulla strada. Inoltre, chi ha un tatuaggio non può entrare nei bagni pubblici, nei circoli e nelle saune.

Oggi chi sono gli amanti del tatuaggio che siedono alla scrivania? Spesso professionisti affermati, medici, avvocati, dirigenti. Un esempio? Stefano Del Savio, classe 1970, una Laurea in Scienze Politiche, un passato da consigliere in Assolombarda, attivo politicamente, socialmente, Chairman di Join, una delle pricipali societa’ Italiane nell’ambito del conferencing, proprietario di diversi ristoranti nel mondo tra cui Nerino Dieci a Milano.

Manager poliedrico che trascorre gran parte della giornata in giacca e cravatta, ma sotto il vestito? Un fisico attento all’alimentazione, con qualche ora di palestra alla settimana ma soprattutto tatuaggi, molti, tanti… ma perché gli chiedo?” Per imprimere in modo indelebile sulla pelle il proprio io, quello che non si può svelare a tutti”. Può apparire “tatuaggio o cravatta”, venire catalogato per questo ed essere tutt’altro, siamo noi a decidere quanto questo “altro” possa o debba venire fuori.

Da cosa nasce questa passione Stefano?

Non parlerei di passione, piuttosto di forma d’arte e i tatuaggi lo sono, il nostro corpo e’ la tela sulla quale il tatuatore imprime il tuo messaggio al mondo con la sua mano d’artista”

Tatuaggi che non superano il gomito e il colletto della camicia per rispetto ad alcuni manager della vecchia scuola, ma come ama definirsi lui,”tolto l’abito è semplicemente un 48enne “che ha litigato” con una seppia…

A cura della Dott.ssa Francesca Bocchi

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