Ti porti il pranzo da casa? A fine anno ecco quanto potresti aver risparmiato!

Ti porti il pranzo da casa

“Pranziamo fuori prima della riunione?”. Quante volte lo avrete sentito dire in ufficio o lo avrete detto voi? Quei pochi euro che spendiamo per il pranzo fuori casa potrebbe essere destinati ad altre cose se solo… imparassimo a prendere coscienza di quanti sono!

Quanto costa mangiare fuori dall’ufficio?

Non è affatto da “sfigati” portarsi il pranzo da casa, anzi, può significare risparmiare tantissimi soldi con i quali a fine anno ci si può tranquillamente andare in vacanza!

Può sembrare incredibile ma chi decide di prepararsi il pranzo – quello che un tempo si chiamava “schiscia” – può risparmiare in media 263 euro al mese, ovvero 3.200 euro su base annua. Se lo confrontiamo con lo stipendio medio netto mensile, che in Italia è quantificabile tra i 1.700 e 1.850 euro (Fonte ISTAT) significa che si spendono per il pranzo, quasi due mesi di paga.

Basta riflettere un po’ per comprendere meglio il concetto e noi lo facciamo con i numeri: un piatto di pasta, un’acqua, un caffè fuori costano in media 16 euro al Nord, 13 euro al Sud. A casa, appena 1,7 euro. Portarsi il pranzo a lavoro non fa bene quindi solo alla salute ma anche al portafogli. È quanto emerge dall’analisi di Bravo – fintech leader nella gestione del debito, che ha messo a confronto il costo della pausa pranzo fuori con quello del pranzo preparato a casa.

In particolare, in Lombardia, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Liguria e Trentino-Alto Adige sono le regioni dove potenzialmente si può risparmiare di più (circa 3.500 all’anno). In fondo alla classifica troviamo Puglia, Sicilia, Sardegna, Molise e Abruzzo (tutte poco sotto i 2.800 euro), con un divario di quasi 670 euro all’anno rispetto al Nord. Tra le prime 20 città per risparmio assoluto dominano Lombardia (6 città), Emilia-Romagna (4), Piemonte e Veneto (3 ciascuna). Le regioni meridionali, invece, sono quasi del tutto assenti nella parte alta della classifica, a causa delle basse retribuzioni e i prezzi inferiori nella ristorazione. La situazione si ribalta però analizzando il risparmio in percentuale sulla busta paga.

“A volte l’educazione finanziaria non riguarda investimenti o grandi prestiti, ma anche le piccole scelte quotidiane”, ha detto Santiago Onate Verduzco, Country Manager di Bravo in Italia. “Portarsi il pranzo da casa invece di mangiare fuori può sembrare un gesto banale, ma nell’arco di un anno si traduce in un risparmio di quasi due mesi di stipendio. È esattamente il tipo di consapevolezza che in parte manca nel Paese. Spesso il sovraindebitamento nasce proprio da qui, dall’accumulo di piccole spese che sembrano irrilevanti ma che nel tempo diventano insostenibili. Non si tratta di fattori culturali o di scarsa istruzione, ma di una banale mancanza di consapevolezza sulle spese quotidiane e dell’assenza di una pianificazione chiara degli obiettivi di risparmio. Oltre ad aiutare nel concreto le persone a uscire da situazioni di sovraindebitamento, abbiamo ampliato il nostro impegno attraverso le Bravo Academy: percorsi di educazione finanziaria con cui vogliamo portare i nostri clienti a prendere decisioni più consapevoli, a partire dalle abitudini quotidiane. Perché la vera libertà finanziaria inizia dal controllo delle proprie spese, anche quelle apparentemente insignificanti”.