Un italiano su cinque è d’accordo sul “darsi malato” per non andare al lavoro

darsi malato sul lavoro

Mentire sul proprio stato di salute per non recarsi al lavoro: terribile! Eppure un quinto degli impiegati italiani ritiene che non sia sbagliato “darsi malato” al lavoro quando non si ha proprio la voglia di andarci. Per fortuna, c’è il rovescio della medaglia: un buon 65% non è d’accordo!

Dai dati emersi dallo studio People Unboxed di ADP – società leader mondiale nell’Human Capital Management –  che ha intervistato più di 2500 lavoratori tra Francia, Germania, Italia, Olanda e Regno Unito, emerge che il 20% degli italiani si trova d’accordo con questo modo di agire, a dir poco disdicevole. E la cosa più grave è che non siamo i peggiori…

Infatti, nel resto d’Europa le modalità del “darsi malato” variano. Sono gli inglesi e i francesi i più propensi a fingere con una percentuale rispettivamente del 23 e 27%, segue la Germania con un 21%, l’Italia con il 20% e l’Olanda con il 16%.

Il dato italiano fa riflettere, soprattutto se rapportato anche al fatto che tre quarti (79%) degli impiegati ha confessato di aver provato spesso un malessere mentale al solo pensiero di andare a lavoro. Di questo 79% solo il 4% dice di provarlo più volte in una settimana, mentre l’11% più volte al mese. Il 23% dice diverse volte all’anno, ma non tutti i mesi, e il 36% raramente, solo una o due volte all’anno.

Tra coloro che si dicono d’accordo su questa pratica scorretta, un 20% ritiene che i giorni ideali per assentarsi come “malati immaginari” siano 2, un altro 20% arriva a 3 giorni, l’11% rimane fermo a un solo giorno, il 15% ritiene ci si possa spingere anche a 4 ma addirittura il 19% crede che si possa anche fingere tra i 5 e i 10 giorni.

Inoltre l’8% degli italiani ha dichiarato di pensare alle dimissioni praticamente quasi tutti i giorni, il 5% almeno una volta a settimana, l’8% almeno una volta al mese. Un buon 44% si dice invece contento e di aver pensato alle dimissioni solo una o due volte in tutta la sua carriera e il 35% dice addirittura di non averci mai pensato.

Virginia Magliulo, General Manager di ADP commenta i risultati della ricerca: “Tutti sappiamo quanto l’assenza degli impiegati costi alle aziende, per questo bisogna prevenire il fenomeno delle finte malattie. Visto che troppo spesso questa tendenza è legata all’insoddisfazione dei lavoratori, i datori di lavoro hanno un compito fondamentale nell’invertire questo atteggiamento preoccupante. In un periodo di continuo cambiamento politico, economico e tecnologico, le imprese devono avere una forza lavoro stabile, coerente e impegnata. I leader aziendali hanno bisogno di costruire un rapporto diretto coi propri dipendenti, utilizzando la trasparenza per creare fiducia e fornire sviluppo e supporto per costruire una forza lavoro impegnata. Tutto ciò non solo cambierà l’attitudine dei lavoratori nei confronti dei giorni di malattia, ma contribuirà anche a fidelizzarli”.

 

 

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