Workation: è Napoli la città italiana migliore per farlo
È Napoli la città migliore per fare workation in Italia. Questo è quello che emerge dal 4º Barometro annuale “Work from Anywhere” (WFA) di International Workplace Group (IWG). Per realizzare la classifica IWG, che vanta oltre 5.000 sedi di spazi di lavoro flessibili in più di 120 Paesi, ha esaminato 50 tra le principali città al mondo per il workation.
La top 10 delle città in cui fare workation
Per workstation si intende la possibilità di lavorare da un luogo di vacanza e in questo periodo rappresenta per molti una possibilità di trascorrere qualche giorno lontano dall’ufficio, rimanendo… attivi.
La classifica mondiale, stilata da IWG, delle città in cui è possibile fare workation nel modo migliore vede in testa Bangkok, in virtù di costi della vita molto contenuti, alloggi convenienti e cibo eccellente a prezzi accessibili, oltre a una solida infrastruttura internet e una fitta rete di spazi di co-working.
In seconda posizione c’è Tokyo che eccelle in sicurezza, qualità della vita e cibi di qualità, seguita da Barcellona, con il suo eccellente clima, disponibilità di spazi di lavoro da remoto e alta qualità della vita.
Napoli, come detto, entra in classifica al settimo posto, come top destinazione italiana in cui fare workation, precedendo città importanti come Lisbona e Seul. Il motivo? Costi contenuti per i lavoratori da remoto, in particolare per l’accessibilità degli alloggi, rapporto qualità-prezzo del cibo ed efficienza dei trasporti, il tutto unito a una straordinaria offerta culturale e alla vicinanza a bellezze naturali della costa partenopea.
Ecco la classifica completa della top 10 delle città in cui fare workation nel 2026:
- Bangkok
- Tokyo
- Barcellona
- Porto
- Vancouver
- Budapest
- Napoli
- Medellin
- Lisbona
- Seul
Mark Dixon, Fondatore e Presidente Esecutivo di IWG ha commentato a proposito del workation: “Stiamo assistendo a un numero sempre maggiore di lavoratori che scelgono di prolungare i propri viaggi per lavorare da remoto o di trascorrere lunghi periodi all’estero come nomadi digitali. Grazie al lavoro ibrido e alle tecnologie cloud, i dipendenti hanno oggi la libertà di lavorare dove e quando sono più produttivi: che si tratti dell’ufficio flessibile dietro l’angolo o di uno spazio di co-working dall’altra parte del mondo. Per molti, i giorni dei lunghi e faticosi spostamenti quotidiani per raggiungere l’ufficio sono ormai un ricordo del passato, lasciando spazio a una nuova libertà di esplorazione. Questo trend è destinato a consolidarsi. Moltissime aziende stanno adottando politiche di lavoro flessibile e di ‘Work From Anywhere’, in particolare durante i mesi estivi. Questo non solo migliora il benessere dei dipendenti e riduce il rischio di burnout, ma genera anche enormi vantaggi in termini di produttività”.
Workation, non è più una tendenza passeggera
La possibilità di lavorare da remoto, in particolare nei mesi estivi, sta diventando una tendenza sempre più diffusa e solida nel tempo. Secondo la nuova ricerca globale di IWG, oltre la metà dei lavoratori (51%) sostiene che la propria azienda offre già politiche di lavoro flessibile e il 90% dei lavoratori dichiara che la possibilità di lavorare ovunque da remoto ha migliorato il proprio equilibrio tra vita privata e professionale (work-life balance). L’80% di loro riscontra un aumento della produttività. Inoltre, sempre secondo lo studio, l’80% degli intervistati sostiene che tali politiche di lavoro flessibile renderebbero una nuova proposta di lavoro decisamente più interessante, mentre il 62% prenderebbe in seria considerazione l’idea di cambiare azienda.
Tra le motivazioni principali che spingono verso la workation spiccano la prevenzione del burnout e il supporto al benessere psicofisico (54%), il desiderio di trascorrere più tempo con amici e familiari (53%) e la necessità di far durare di più i giorni di ferie (52%).



